Archive for May, 2005

La pubblicità (pessima) della FIAT

Avete visto la pubblicità nuova della FIAT? Quella in cui Francesi e/o tedeschi ringraziano? A me fa schifo.
Proprio non mi piace. La trovo pessima. E poi si chiude con quella scrittina in cui ci “supplica” di provare auto FIAT.
Questa pubblicità sembr aquasi una preghiera, del tipo: vi prego, comprate una nostra auto anche se fa schifo… siamo italiani come voi.
Invece di puntare sulla qualità dell’auto, o una pubblicità che enunci i vantaggi di un’auto FIAT, loro decidono di chiedere l’elemosina.

Ho come il sospetto che la chiusura FIAT, continuando coì, sia solo stata rimandata di un paio di anni…. smily smily

Il rapporto Calipari

Macchianera ha fatto lo scoop? Si, no, boh, forse. Segnatevi la risposta che preferite. Ciò che importa è una cosa: che la blogosfera dia una risposta a quanti pensavano che i blog fossero solo “diari in rete”. Certo lo sono, ma sono anche altro. Sono una piazza virtuale dove si può trovare di tutto di più: infomrazioni, news, recensioni, vita vissuta e vita inventata.
Nel frattempo Macchianera (e Gianlunca Neri) assurgono agli onori della cronaca avendo svelato gli omissis del rapporto americano su Calipari (qui il link).
E adesso? Nulla. Certo possiamo ricamarci sopra: dire che gli americani sono cattivi e fanno la censura. Possiamo dire che la blogosfera ha bagnato il naso ai “grandi giornalisti”. Personalmente concordo con Brodo primordiale, ovvero gli omissis cambiano molto poco il rapporto Calipari. Più che altro si tratta di omissis tecnici, nulla a che vedere con il succo della vicenda: i soldati americani, con Calipari, hanno sbagliato o no? Ognuno dia la risspota che vuole. Io direi un ni. Hanno esagerato, senza dubbio, ma come mostrano delle riprese satellitari, l’auto si è avvicinata al posto di blocco alla velocità di 96 kmh (qui, da lexi trovate maggiori informazioni) che non è il massimo della prudenza. Probabilmente tra italiani e Americani non c’è stato dialogo sulla vicenda. Da notare, che secondo me, il Governo Italiano (tutto maiuscolo apposta) sta alzando la voce con gli USA al solo scopo di recuperare un pò di voti qui in Italia dopo le elezioni regionali, dando vita al solito teatrino di voltagabbana.

Unici punti fermi della vicenda: la blogosfera e internet si ocnfermano molto superiori alle smeplici schematizzaizoni di molti giornalisti, e si candidano a divenir euno splendido strumento di informazione libera. Machcianera, e il uso proprietario, si stanno facendo un sacco di pubblicità (la qual cosa non mi cala molto, ma per vicende passate che non sto a spiegarvi). In ogni caso un bravo se lo merita, ma solo per stavolta.
Tutti i giornalisti italiani neanche sotto tortura ammettono di esser estati battuti da un blog.
Questi omissis si prestano ad una strumentalizzazione, secondo me, sbagliata e fuorilogo.

La Compagnia dei Celestini

Ho terminato di leggere “La Compagnia dei Celestini” di Stefanno Benni. Di questo autore avevo già letto Achille piè veloce e mi era piaciuto molto. ANche in questo caso, l’autore mi è piaicuto molto: ha uno stile molto asciutto e sintetico nello scrivere, che velocizza la lettura e appassiona. Ovviamente, anche questo libro è satirico (anche un filino triste, se vogliamo dirla tutta): le vicende si svolgono a Gladonia, nazione che ricalca pesantemente l’Italia, come anche alcuni personaggi: l’egoarca Mussolazzi che possiede 16 televisioni e si è fatto trapiantare i capelli, secondo voi chi è??? Neanche la Chiesa ne esce bene, ma anzi si condannano certi suoi attegiamenti (spettacolare la definizione del Papa, come la “Grande Meringa” in quanto bianco vestito).
E’ un libro bello, scritto bene, e che fa riflettere e soprattutto denuncia certi mali del nostro tempo: la dipendenza dalla televisione, l’indifferenza, l’egoismo. Altra battuta molto azzeccata e quando ad un orfanello di colore, di nome Alì, che spera di incontrar ei suoi genitori e di andare con loro al ristorante si risponde: “Si, poi ti mettono in mano delle rose e ti dicono “se non le vendi tutte ti schiariamo la pelle a suon di mazzate”.
Insomma, è un libro che mi è molto piaciuto e che è vagamente profetico: la prima edizione è del 1992 quando una certa persona non si era canddidato ancora in politica e non si era fatto trapiantare alcunchè. Siccome il libro si chiude con un’apocalisse per tutto il paese, se permettete io mi gratto i maroni (hai visto mai che ci prende anche per il resto del libro??).

La Traccia, di Patricia Cornwell

Ieri ho finito il libro “La Traccia” di Patricia Cornwell.
Sono sempre stato un amante dei romanzi di questa autrice, in particolare di quelli che trattano di Kay Scarpetta (come quest’ultimo romanzo), tranne Calliphora che non mi era piaicuto per niente.
E la COrnweel sembra avere deciso di tornare sui suoi passi come caratterizzazione dei personaggi. Intanto, non fa più comparire il clan degli CHandonne (nemesi di Kay Scarpetta e dei suoi amici negli ultimi romanzi), inoltre riprende le caratterizzazioni passate dei personaggi. INsomma sembra quasi che Calliphora non vi sia stata (se non per l’introduzione del personaggio di Rudy, che ha quasi una funzione di coscienza o di ragione per Lucy).
Della qual cosa sono contento.
Tornando al romanzo vero e proprio: La Traccia, si fa segnalare più per i rapporti tra i suoi personaggi che per le attività deduttive vere e proprie, in ogni caso resta un libro godibilissimo, dove i capitoli sono scritti con l’ottica dei vari personaggi, e che scorre via. Insomma, un buon libro per passare qualche ora di tempo (anche se è inferiore ad altri libri tipo “Insolito e Crudele”).

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