Archive for May, 2005

Qualche riflessione sui referendum

Trovo alquanto irritante la presa di posizione del Papa. Intendiamoci, è vero che la sua posizione era scontata, e chiaramente ha diritto di parola, ma è anche vero che si fa, a mio avviso, indebitamente gli affari di uno Stato sovrano, se consiglia quali leggi applicare o cosa votare. Tra l’altro la sua parola ha un peso forte, e quindi quello che dice assume una valenza molto maggiore. Insomma, si tratterebbe di moral suasion, di una pressione molto forte sull’elettorato.

Altro referendum: quello in Francia. Al di là delle motivaizioni si dovrebbe prendere atto di una cosa fondamentale: il concetto di Europa unita nacque dopo la Seconda Guerra Mondiale, dopo che l’Europa, in 40 anni aveva visto due guerre molto pesanti. Si pensava che con una Europa unita ciò si sarebbe evitato. A mio avviso, una Europa unita politicamente è una utopia: come si possono ocancellare secoli di storia e rivalità? Ogni nazione aspira a guidare l’Europa e ad avere una posizione privilegiata. Come risolvere questa situazione? Secondo me, sarebbe ora di capire che l’Europa unita a livello politico è una utopia e limitarsi ad una Europa comune a livello economico. Sarebbe bene anche chiarire i ruoli e i poteri e le gerarchie della Banca Centrale Europea, o a livell odi politiche eocnomiche, l’Europa sarà sempre un’anatra zoppa.

Ultima considerazione, che non c’entra con i referendum: gli Americani anno ingaggiato i migliori studenti di Duino. La fuga dei cervelli continua e gli USA continuano ad essere avanti agli europei in genere e a noi italiani in particolare.
Tra l’altro ci si avvicina sempre più ad una guerra commerciale con la Cina: in questo caso, non si chi vincerebbe, ma i problemi che causerebbe sarebbero molteplici e molto grandi.

Clementina

Piccola riflessione: quando rapirono le due Simone (Simona Pari e Simona Torretta), vi fu tutto il popolo dei no global e dei pacifisti, più buona parte del centro sinistra, che indissero marce su Roma, cortei, scioperi e così via. Accusavano il governo di non fare nulla per le due povere tapine e sventurate.

Adesso, in Afghanistan hanno rapito Clementina e la notizia è accolta, quasi, nella più totale indifferenza. Non un forum di discussione. Non una marcia. Neanche una presa di posizione da parte dei no global o di qualcuno di simile.
Ci fanno vedere l’immagine di Clementina con due Kalashnikov puntati alla testa.
Nessuna sollevazione popolare.
Evidentemente, il prodotto Clementina non è un buon prodotto per la pubblicità. Evidentemente non gliene frega una mazza a nessuno. Soprattutto mi sembra evidente che i famosi “cani di regime”, i famosi “profittatori”, gli avvoltoi mediatici, i “rimestatori nel torbido” siano un partito trasversale: esisotno a destra e a sinistra. E hanno decretato: di Clementina non frega niente a nessuno.
Purtroppo.

Il week end

nel week end ho fatto un pò di cosine. Ho visto il film Kung Fusion, divertente e molto carino. Se vi è piaciuto Shaolin Soccer, ve l oconsiglio caldamente.
Ho finito anche un libro “Notte di ceollo” di Lynne Heitman: assolutamente mediocre. Una sorta di giallo ambientato nell’aereoporto di Boston. I punti di partenza del giallo erano abbastanza improponibili e sono stati sviluppati malamente. Anche la psicologia dei personaggi è poco approfondita. Insomma un libro mediocre.
Invece ieri, incotrno live con alcuni utenti del Bloggy forum e tra l’altro era anche il ocmpeleanno di Black cat.. E’ stata una giornata estremamente divertente e ricca di risate e mi ha fatto piacere rivedere alcuni utenti e conoscerne altri… Soprattutto abbiamo mangiato bene e bevuto anche meglio…

Mi pesa ma devo farlo…

Stasera mi attendono un paio di amici di passaggio da Milano… hanno promesso che cucineranno una cena con i fiocchi..oddio, lo so già, tra questa cena e il pranzo di domenica ritornerò grosso come un asteroide… poi mi abbronzerò e diventerò nero, con Tony che sghignazzerà per tutto l’orbe terracqueo. Ma bando alle tristezze.

Siccome domani non mi connetterò, lo faccio ora. Faccio outing. E mi pesa molto. Insomma, devo farlo…..
DOMANI è IL COMPLEANNO DI UNA GRAN BRAVA PERSONCINA. UNA PERSONA SIMPATICISSIMA E CHE CONSIDERO UN PO’ COME UNA SORELLA.. INSOMMA BUON COMPLEANNO BLACK CAT. BUONI 30 ANNI 30. Che ormai sono trenta.
Capelli bianchi. Rughe. 30 anni. 30. hai bisogno di un bastone per appoggiarti quando cammini???
smily

Riflessioni sportive.

Ammettiamolo: il Milan è una squadraccia di comunisti. E in fondo lo sapevamo tutti: in fondo la loro maglia contiene il rosso, colore notoriamente comunista. E poi i fatti mi danno ragione. Prima vincono per tre a zero. Poi perdono. E tutto questo solo per fare dispetto al Berlusca, sperando di fargli venire un coccolone.

Ma il Berlusca è furbo, lui. Li ha fregati tutti.
E’ convinto di avere vinto un’altra coppa campioni. D’altronde se lui è convinto che i conti vanno bene e in Italia non siamo in recessione pensate davvero di ocnvincerlo che il Milan ha perso.

Siamo in recessione? -2-

Riprendiamo un attimo l’argomento trattato ieri. Appurato che, da un punto di vista tecnico, siamo in recessione, il problema è: come uscire da tale situazione? Escluso che si possano avere finanziamenti a fondo perduto come fu nel piano Marshall, escluso che un’altra Guerra Mondiale possa accadere (per la cronaca: con la Seconda Guerra Mondiale vi fu un regime di iperinflazione che di fatto azzerò il mostruoso debito pubblico italiano), escluso che si possa utilizzare la svalutazione della lira (che non esiste più) per aiutare le imprese (come accadde con la crisi finanziaria del 1993-1994 e come accadden per tutti gli anni ‘80), cosa si può fare? Consideriamo anche che il debito pubblico italiano non permette grandi manovre espansive.
La situazione parrebbe senza speranza.
Eppure alcuni aspetti positivi e punti di forza ci sono: abbiamo un tessuto economico di un certo livello, come anche delle competenze di un certo livello. Il problema è rilanciare un motore (quello economico) che, tutto sommato, è abbastanza buono.
A mio avviso il primo problema da affrontare è la fiducia delle famiglie.
Non scopro un mistero, se affermo che vi è una profonda crisi di fiducia nel tessuto economico e sociale italiano. Quale potrebbe essere una iniezione di fiducia? Suggerirei una spinta dell’occupazione. Gli amanti dell’ISTAT e delle statistiche diranno che negli ultimi anni la disoccupazione è calata. In realtà, se guardiamo oltre il dato puramente contabile, si è trattato per lo più di regolarizzazioni di lavoro in nero.
A mio avviso si può rilanciare l’occupazione con due mosse: approfittando del rimborso IRAP e rivedendo la flessibilità del lavoro. Se ne potrebbe aggiungere una terza, ma ne parliamo dopo.
Il primo punto è, a mio avviso il più “semplice”. Sappiamo che lo Stato Italiano deve restituire l’IRAP. A questo punto, invece di una restituzione “a pioggia” si può attuare una restituzione finalizzata all’assunzione: lo Stato dà i soldi a chi maggiormente assume. In tal modo il costo del lavoro, per l’impresa, viene abbattuto e si rilancia il mondo occupazionale. Questo punto porta all’altro, ovvero rivedere la flessibilità del lavoro.
Premetto che reputo la flessibilità lavorativa una buona cosa, MA ENTRO CERTI LIMITI. In Italia, le aziende, se ne sono decisamentevapprofittate, usando i contratti a progetto e CO CO CO per coprire vuoti strutturali di organico. Ovviamente un lavoratore a tempo determinato, con incertezza sul futuro, cosa fa? Risparmia (ipotizzando che il suo contratto non venga rinnovato) e ha scarsa fiducia nel futuro, così i consumi interni si deprimono. A questo punto, a mio avviso, si dovrebbe introdurre una norma in base alla quale, se un’azienda utilizza per un certo punto e in maniera sistematica i contratti a tempo determinato, deve essere costretta ad assumere dei lavoratori a tempo indeterminato, in quanto sta cprendo dei buchi strutturali di organico con degli strumenti contrattuali che non sono stati pensati per quello. In tal modo si salvaguarda la flessibilità, ma si evita che le aziende se ne possano aprofittare. In tal modo rilanciamo l’occupazione e diamo una iniezione di fiducia alle famiglie.
Come finanziare la restituzione dell’IRAP? Questo è il problema. A mio avviso, e anche se mi dispiace un pò dirlo, l’unica strada è una tassazione delle rendite finanziarie e patrimoniali, ma non in maniera indiscriminata, ma andando a colpire solo i redditi elevati (a mio avviso, la soglia che un tempo suggerì bertinotti dei 100.000 euro, è troppo bassa. Io direi dai 500.000 euro in poi, o anche dai 750.000 euro in poi).
E con questo esaurirei i due punti di cui sopra.
Avevo accennato ad un terzo strumento, che sarebbe: invogliare gli investimenti con la defiscalizzazione. Mi spiego: lo Stato non dovrebbe finanziare (perchè non ha i soldi), ma dovrebbe garantire alle aziende che, se fanno impianti produttivi di una certa rilevanza (economica e finanziaria) o centri di servizi di una certa rilevanza, i nuovi investimenti sono detassati. Si ottiene che le aziende sono invogliate a investire (creando occupazione e sviluppo) e lo Stato non deve toccare le entrate o i soldi a disposizione (si parla di defiscalizzare i nuovi investimenti, quindi su voci su cui lo Stato non ha mai fatto prelievi o altro). E’, in parte, la strada che sta seguendo la Germania per alcuni siti produttivi della Germania Est.

Un altro problema aperto è il costo della vita. Spiace dirlo, ma la strada è quella del supermarket (stile GS o Carrefour o Wall Mart) che, grazie ad economie di scala, possono contenere i prezzi. Siccome la concorrenza sarà spietata, in ogni caso molti piccoli commercianti spariranno, lo Stato a questo punto dovrebbe agevolare tale transizione che permetterebbe di tenere sotto controllo l’inflazione, e semplificare la catena distributiva (evitando eccessivi rincari). Il problema diventa agevolare tale transizione: la prima via è spingere i piccoli commercianti a farsi inglobare e a lavorare all’interno dei supermarket. Un’altra via è sviluppare gli spacci comunali (tipo cooperative) un pò ovunque che assorbirebbero i piccoli commercianti e permetterebbero forti economie di scala. Ma quest’ultimo punto, credo sia di difficile applicazione.

In ogni caso, staremo a vedere come i politici intendono reagire alla nostra situazione economica.

Siamo in recessione??

In questi giorni l’OCSE ha lanciato vari appelli dicendo che l’Italia è in recessione e rischia grosso. Abbiamo chiuso, per il secondo trimestre consecutivo con il Pil Negativo.
Su un forum ho risposto così ad una persona che si poneva il quesito se fossimo nel guano.

Allora: a livello economico-scientifico direi di si. Per le scienze economiche, se una nazione ha un PIL negativo per due trimestri consecutivi, allora è in recessione. Consideriamo che avere un PIL negativo, significa bruciare ricchezza. Quindi si, siamo nella merda.
Siamo alla frutta? Si e no. No, perchè tutto sommato abbiamo delle buone strutture e possiamo riprenderci. Si, perchè a differenza della Germania (che si è rialzata in fretta), lo Stato Italiano ha molti più debiti, quindi può fare una manovra poco espansiva, inoltre devi aggiungere che in Germania tirano le esportazioni (anche se i consumi interni languono), mentre da noi vanno male sia i consumi interni, sia le esportazioni. Quest’ultimo punto è causato dal fatto, IMHO, che i nostri imprenditori non hanno mai seriamente investito, ma si sono sempre accontentati della protezione implicita garantita dalla svalutazione (a volte selvaggia) della lira.

A berlusca non è capitata sfiga. Certo nessuno prevedeva l’Irak o le Torri Gemelle, ma il nostro impegno in irak, da un punto di vista finanziario, è molto minore e non motiva certo un deficit come quello che abbiamo (anche a voler erisparmiare i soldi della missione in Irak, non sistemiamo nulla). Dubito che accadrà come nel dopo seconda guerra mondiale, quando ci fu il piano marshall e i prestiti fatti all’Italia dagli USA era, per il 75% a fondo perduto (quindi senza interessi e senza restituzione di capitali).
L’allarmismo è quinid giustificato. C’è chi fa il paragone con la crisi ifnanziaria del 1992/1993. Paragone, secondo me, fuori luogo per due motivi: 1) quella era una crisi finanziaria, questa è una crisi economica (e quindi molto peggio per la gente), 2) perchè all’epoca, grazie alla svlautaizone della lira le imprese recuperarono competitività e poterono fare fronte ai crescenti impegni dello Stato (ricordate la manovra da 90.000 miliardi fatta all’epoca???).

Cos’altro agigungere? Nulla. Già in passato avevo rilevato e detto alcune cose. Aggiungo solamente che, chi volesse approfondire la questione della finanza pubblica italiana, può comprare il libro di Luca Ricolfi (ne ho parlato qui).
In ogni caso, la strada per risalire è dura e dovrà essere necessariamente percorsa da tutti. Scorciatoie non ce ne sono e nessuno potrà pretendere alcunchè.

Ma vaffanculo và

A causa di problemi tecnici della mia banca, non ho potuto fare delle operazioni…….. risultato: mancato guadagno di circa lo 0,5% della cifra da investire in una giornata di borsa (oggi), con la possibilità che il mancato guadagno sia ben più alto.

MA VAFFANCULO….

I miei ragguardevoli week end

In questo week end dovevo stare tranquillino, e invece ho fatto un pò di cosette: ho finito il libro di Meschini “1204: l’incompiuta”, che verteva sulla quarta crociata (quella che portò alla conquista di Costantinopoli). Libro interessante, molto scorrevole, forse dovuto al fatto che Meschini scrive con un taglio da giornalista, e quindi evita i toni cattedratici.
Sono anche andato a vedere il nuovo film di Star Wars (molto bello e molto ricco di effetti speciali), mentre Sabato ho visto la magione della gatta e di Tony.
Serata molto divertente, ma alla fine non si è potuto evitare un flame con tony sulla copertura mediatica data alla morte di Papa Woitila (che secondo me è eccessiva), andata a sfociare sulla libertà di culto e come questa libertà è da intendersi.
Infine ieri sono stato a Como con una mia amica. Gita paicevole, siamo andati sul lago e poi per mercatini, ed io ho comprato un bel portachiavi in pelle per mio padre.

Alcune news

Oggi sul Corriere della Sera vi sono due notizie su tutte. La prima è che, a quanto pare, Berlusconi ha assicurato che, per coprire la restituzione dell’IRAP, non aumenterà la tassazione sulle rendite finanziarie. Ne ho già parlato in precedenza . Il problema, se è vero quanto detto da Berlusconi, non cambia di molto: da dove prenderanno i soldi per compensare la restituzione dell’IRAP?
Siccome reputo dubbio che abbiano scoperto un tesoro nascosto, dovranno chiamar ein causa lo stesso i cittadini in un modo o nell’altro: o diminuiscono alcuni capitoli di spesa, o aumentano il prelievo (ma in ogni caso la tassaizone delle rendite finanziarie avrebbe colpito molti italiani). Insomma, rimane un problema aperto, che, assicurano, si dovrebbe risolvere entro Giugno. Staremo a vedere.

La seconda notizia è che mentre noi ci dibattiamo in questioni accademiche, la scienza fa passi da gigante altrove: in Corea del Sud hanno clonato cellule staminali su misura, traendole da embrioni clonati pronte per essere usate su pazienti affetti da diabete giovanile, lesioni del midollo spinale e immunodeficenza. In altre parole, altrove stanno sperimentando e proseguono nella corsa per la medicina del futuro, quella medicina che potrebbe risolvere molti tumori (tipo la leucemia), AIDS, e soprattutto Diabete, PArkinson e Alzheimer. Personalmente sono favorevole a tale tipo di cura: e se ci riflettiamo credo che molti altri cambierebbero idea. Immaginate di avere un parente affetto da Azheimer o Parkinson… o pensate di esserne affetti voi stessi. Non vorreste una cura?? Credo di si. Io vorrei una cura, per questo osno favorevole a tale tipo di ricerca e medicina.
Alla fine, accadrà come nel nucleare: noi non produrremo queste medicine, ma le pagheremo care, spendendo molto e a favore dell’estero. Inoltre le cellule staminali pososno essere utilizzate anche per gli ustionati e per chi ha lesioni interne, oltre che a risolvere il problema della cronica carenza di organi da trapiantare. QUando dite di essere contro tale ricerca, pensateci e pensate a cosa vorreste se vi trovaste in qualcuna di queste condizioni. Forse cambiereste idea.

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