Archive for February, 2005

Dossier Italia, “A che punto è il contratto con gli Italiani”

Vorrei segnalare un libro edito dalle edizioni Il Mulino, e scritto da Luca Ricolfi.
Luca Ricolfi è un sociologo che insegna “metodologia della ricerca psicosociale” (ovvero analisi dei dati applicata alla sociologia) presso l’Università di Torino specializzandosi in analisi politiche. L’analisi dei dati permette di realizzare esami critici della realtà in maniera il più possibile oggettivo.
Il prof. Ricolfi dirige l’Osservatorio del Nord Ovest, centro di ricerca che è stato costituito nel 2002 presso la suddetta università, e ogni anno prepara un dossier che fa il bilnacio di come vada l’Italia.
La prima edizione, si è spinta ad una disamina degli ultimi dieci anni, ed è stata aggiornata e riproposta sottoforma di libro. Il libro è di 180 pagine, costa 11 euro, ed è molto ricco di dati e tabelle statistiche, oltre che di commenti e di giudizi.
Il libro, per gl istralci che ho visto finora, si presenta molto ben documentato e contiene bacchettate a destra (ad esempio i, cito, “segnali anticivici lanciati dal capo del Governo” Berlusconi in materia fiscale) e a sinistra (ad esempio, dell’esecutivo Amato dice che “ha fatto espandere la spesa sociale com un qualsiasi governo della prima Repubblica” o dell’esecutivo di dalema, cui non risparmia numerose critiche). Conferma che i governi del Centro-sinistra lasciarono una voragine nel debito pubblico (il famoso buco dneunciato da Tremonti), ma i governi di Centro-destra non sono stati meglio nella gestione della spesa pubblica. Conferma che nel passaggio dalla lira all’euro, i prezzi sono saliti in maniera vertiginosa (anche se ciò non è stato rilevato dalle statistiche). Fa dei distinguo sulla presunta povertà della classe media: questa voce (estremamente generica) raggruppa lavoratori autonomi (che hanno maggiore poter econtrattuale e si sono adeguati meglio all’euro e alla stagnazione) e lavoratori dipendenti (che hanno perso potere d’acquisto).
Il libro esce il 24 febbraio, è di 180 pagine e costa 11 euro.
Inutile dire che appena esce lo comprerò.

Quanto sono buono….

Anchce se la frisona smily non ha ancora postato foto sul suo blog, la linko lo stesso (colonna a fianco, “daffodil“).
Sono certo che, presto o tardi ci spunterà il suo ragazzo, JPM smily , e a quel punto le fotine sconce non mancheranno…. smily

Soddisfazioni

Colei che mi ha supervisionato e mi sta in massima parte formando sul lavoro, oggi è malata.
Oggi i capi mi chiedono a che punto siamo con il lavoro….
ebbene: ho parlato di cose che fino a un mesetto fa ignoravo. E ho parlato ocn cognizione di causa.
Oh, son soddisfazioni queste….

(soprattutto accrogersi che allora proprio cretini non si è….)

Therese Raquin

Ho finito di leggere Therese Raquin, di Emile Zola.
Il libro all’epoca fu stroncato dalla critica, che lo accusava di essere troppo crudo, quasi pornografico, anche troppo realistico (ricordiamo che ZOla era l’esponente del movimento francese equivalente al movimento italiano del Verismo, che ha uno dei suoi più grandi alfieri nel sicilianissimo Verga).
Oggi, tali concetti fanno ridere, e d’altronde questo libro merita parecchio: ZOla descrive bene i caratteri dei perosnaggi principali e il loro discendere nell’abisso della disperazione e del dolore. Lui si riprometteva di parlare di “temperamenti”, e direi che, nell’accezione ottocentesca del termine, lui ci sia riuscito pienamente, arrivando anche a dare un tratteggio psicologico di alcuni tipi umani.
Nel romanzo ho trovato alcuni luoghi letterari e modalità che evidentemente erano comuni agli scrittori dell’epoca: il gatto che ti ricorda la colpa, e il non poter dormire perchè ossessionato dal fantasma del morto e quindi dalla colpa, sono elementi che si trovano anche in altri autori (ad esempio si pensi a Edgar Allan Poe). Il romanzo è ben scritto, l’autore padroneggia bene la laingua e le sue descrizioni non sono mai esagerate o ridondanti, ma essenziali. Come anche la trama, che pur nella sua semplicità e classicità (i due amanti adulteri che uccidono il marito di lei, e poi vivono un’esistenza da bruti, tormentati dalla colpa, fino al suicidio) viene trattata molto bene: ad esempio il marito morto, in fondo, non ci fa simpatia, in quanto è un’egoista, mentre la madre di lui ha forse la colpa di essere stata troppo protettiva nei suoi confronti e di avere chiuso gli occhi di fronte alle brutture del mondo (anche se alla fine Zola, la fa vivere tra vari tormenti e solo alla fine assisterà alla fine di coloro che le hanno ucciso il figlio). ANzi, direi che il dolore della madre, alle rivelazioni finali, è splendidamente tratteggiato, restituendoci una figura di grande spessore e commozione ed estremamente coinvolgente.
Insomma, un gran bel libro, che mi è piaciuto tantissimo (diciamo che lo piazzo nella top 20, e forse anche nella mia personale top 10 dei libri)

Daffodil

Daffodil riapre il suo blog.
E si chiede se, per rivitalizzare il suo blog, non sia il caso di pubblicare foto porno. Andate qui, e votate SI
smily smily smily smily

Blog e prigioni

Per quanti ritengano che gli americani siano dei liberticidi e dei mostri, consiglio di leggere il servizio a pagina 15 del Corriere di oggi: si parla di Farouz Farzami, pseudonimo di una giornalista iraniana arrestata a Teheran perchè teneva un blog con il quale era in contatto con alcuni gruppi femministi occidentali.
L’hanno tenuta in prigione per 36 giorni e ora è in attesa di giudizio. Ha dovuto descrivere se faceva sesso con il suo ragazzo oppure no. Ha dovuto sentirsi dire che “se fosse stata sposata con figli, non avrebbe tempo di scrivere sciocchezze”.
E alla fine, le hanno detto che era stata fortunata: se l’avessero arrstata i reparti di intelligence del governo iraniano, sarebbe stata anche picchiata.
Ora è accusata di sesso extraconiugale.
Sinceramente.
Gli americani non sono santi. Tra di loro ci sono brave persone, ma anche mele marce.
Il loro sistema non è perfetto. Ma io preferisco il loro sistema.
Almeno non ci sono queste aberrazioni. Pensiamoci quando scriviamo sui nostri blog, forti dei nostri diritti e delle nostr elibertà. Pensiamoci quando nei nostri blog critichiamo gli americani e gli occidentali in quanto tali, in quanto occidentali, perchè ormai essere un “bianco, occidentale” è divenuta una colpa.
Pensiamoci quando diciamo che bisogna fare qualcosa per le barbarie, perchè le barbarie otlre che da noi, sono anche in lacune regioni del mondo islamico. E pensiamoci quando invochiamo l’ONU, perhcè ad invocarlo ci laviamo la coscienza, ma poi l’ONU non fa un cazzo.

Elektra

Recentemente ho visto il film “Elektra”.
Premetto che il film è ispirato non all’omonima tragedia greca e neanche al personaggio della mitologia greca (che in Italia viene reso con “Elettra”), ma ad un personaggio dei fumetti Marvel (gli stessi dell’uomo ragno, X-Men e Devil, per intenderci).
Lei è un’assassina mercenaria, ma con un cuore. Ovviamente arriverà un momento in cui decide di mollare la vita precedente, passare definitivamente dalla parte dei buoni e prendere a mazzate i cattivi. Essenzialmente, questa è la trama senza che sia svelato nulla di interessante.
La trama è quel che è, ovvero abbastanza scontata. L’introspezione psicologica dei personaggi anche, ma mi sembra ovvio: questi personaggi dei comics hanno una storia di 40 anni di pubblicazioni, come fai a rendere ciò in 2 ore (scarse) di film? Non puoi , e quindi i personaggi, a livello psicologico, risultano tagliati con l’accetta.
Per le spettatrici hanno ingaggiato l’attore che, nella serie ER, impersona il dottore croato Lukas. Per gli spettatori ci dovrebbe essere Jennifer Garner, la quale, sarà caruccia, ma non mi ha mai attizzato molto, forse perchè ha un’espressione che sembra che sia sul punto di piangere in continuazione (e ha anche i polpacci grossi). Il regista è stato abbastanza cane: inquadra l’eroina da dietro con il costume rosso e scosciato, mentre cammina, con il risultato di uno sculettamento perenne (anche se involontario), che in mezzo ad una battaglia è abbastanza comico.
Le scene di combattimento, abituati ormai alle coreografie di matrix e del cinema orientale, sono abbastanza standard e nella norma (insomma nulla di trascendentale).
La musica non si fa notare particolarmente e, la fotografia, tutto sommato, non brilla più di tanto.
Gli attori fanno quel che possono (cioè poco) e non svettano, accontentandosi di limitarsi alla pura presenza fisica. Insomma, il film è disegnato e cucito apposta per chi ama i fumetti e si va a vedere il film (anche se sa che uscirà dal cinema abbastanza deluso, in quanto rispetto ai fumetti medesimi questi personaggi perdono molto), per il resto non si fa segnalare per nulla di particolare. Manca il messaggio e la spettacolarità degli X-Men o di Spider-Man.

Gattodomenica

Ieri, come da programma, sono andato a Pavia, la scusa ufficiale era per una mostra (che peraltro merita abbastnaza, in particolare il dipinto “Malinconia”, “Arca di Noè”, “Il lavoro e l’ozio”, e un paio di ritratti), ma in realtà la vera motivaizone era altra: incontrare Gattostanco e Consorte (di seguito, Gattoconsorte).
Il clima è stato estremamente clemente, perchè ci ha dato una gironata con un sole primaverile che ha invogliato (purtroppo per gattostanco) a camminare a piedi.
La giornata è stata molto divertente e molto bella: qualche volta abbiamo parlato di blog e di bloggers, ma poco, abbiamo rimembrato qualche rispettivo post passato, ma abbiamo anche parlato di tante altre cose. Ho potuto vedere la cittadina, in particolare il castello (dove si teneva la mostra), l’università (teatro delle gesta studentesche della Gattoconsorte), il ponte coperto, il Duomo (con annesse macerie di torre crollata), e ho potuto gustare un’ottima pizza e un’ottima cioccolata, il tutto condito da un’ottima compagnia.
Durante le chiacchiere è stato bello sentire del loro rapporto con la Gattosuocera (genitrice della Gattoconsorte): si diceva che gattostanco ha un migliore rapporto con la suocera. Mi sembra ovvio, poichè il rapporto tra la madre e la figlia è sicuramente più intimo e quindi si possono “mandare a quel paese” con molta più facilità, mentre il buon Gattostanco è, nel rapporto madre-figlia, sempre un terzo e quindi, per quanto di famiglia, è tenuto ad una maggiore etichetta (diciamo che può incinghialirsi a metà, mentre con la gattoconsorte, può essere un allegro e “grufolante” cinghialino…8-DDD).
Abbiamo parlato, e riso moltissimo, dei problemi che causano le donne agli uomini, in particolare nella scelta dei vestiti (plauso alla gattoconsorte che ha sopportato le nostre facili battute da uomini), compensando però poi, con discussioni giocose sulle motivazioni e su quanto sia complicata la vita delle donne (depilazione, trucco, e così via…), soprattuto in relazione al fatto che un uom isngle a 40 anni sarà un single (che nell’immaginario collettivo diventa un tombeur de femmes), mentr euna donna single a 40 anni sarà, per la gente, una “zitella”. Ho rimembrato certi episodi passati della mia vita che a posteriori fanno ridere parecchio, ma che quando sono accaduti hanno dato un pò di tensione (forse ne ho parlato nel blog: di quando i genitori di una mia ex, ci sorpresero ad amoreggiare nel loro salotto ed eravamo alquanto svestiti…).
E altre chiacchiere. Insomam una bella domenica di relax, assolutamente deliziosa.
Come deliziosi sono stati i coniugi. Soprattutto è stato “divertente” vederli nelle loro dinamiche di coppia: una è una camminatrice, l’altro è un auto-dipendente, uno gestisce bene i computer, l’altra non vede molto la tecnologia. SOno una coppia estremamente affiatata, e che, soprattutto, si osno trovati e continuano a divertirsi assieme. Molto bello da vedere.
Non abbiamo citato Will&Grace, ma poco ci mancava.
Insomma, una bella domenica per la quale ringrazio i coniugi Gattostanco.

Lovecraft

E così, Sabato ho finito anche il secondo tomo di Lovecraft. Ora me ne mancano tre. Da 500 pagine ciascuno.
Lovecraft è sicurament eun autore valido, estremamente valido, oserei dire uno dei capisaldi nella letteratura fantastica e horror. Non è mai banale e cerca di innovare, mantenendo una sua coerenza. ALla fine il suo universo è coerente, e soprattutto si dipana tra i racconti e i cicli dei suoi romanzi: ad esempio il dio Nyarlathothep lo ritroviamo in alcuni racconti e nel ciclo di Randolph Carter.
Inoltre, Lovecraft ha spesso scritto o corretto racconti di altri scrittori (quindi la sua influenza diventa enorme, in quanto molti scrittori devono le loro idee o i loro scritti a suggeirmenti, spunti, correzioni o riscritture da parte di Lvecraft che mandava tale mateirale ai suoi amici scrittori tramite mail).
Trovo Lovecraft estramamente attuale anche nei suoi saggi sul mondo e sulla letteratura.
Ad esempio, quando parla di “americanismo” o di visioni del mondo l otrovo attuale. Certo, Lovecraft, inq uanto figli odel uso tempo, in certi casi può apparire un filino razzista, ma ricordiamoci smepre che è figli odella provincia americana di fine 800: anche la provincia italiana, all’epoca, era piena di persone che oggi verrebbero considerate razziste.
Estremament eattuale, quando poi, partendo dal concetto di melting pot, ovvero dal famoso crogiuuolo di razze che sarebbero gli USA, lui però afferma che: gli stranieri, dovrebbero “rispettare e a ssorbire la cultura e gli usi americani, proprio come rispettano la loro cultura originaria”.
Estremamente attuale, visto il dibattito e il confronto che si è snodato in questi mesi, su tali concetti. E personalmente lo troverei anche, abbastanza condivisibile.

Etichetta Felina

Satinka ha pubblicato l’etichetta felina… imperdibile per quanti hanno un gatto (o solo vogliano farsi due risate)…

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