Ieri pomeriggio ho visto il film: “L’uomo senza sonno”. Non è un film horror, contrariamente a quello che si può pensare dal trailer, ma è un film molto interessante e a tratti vagamente inquietante.
E’ un film sulla colpa, sul rimorso e sulla rimozione della colpa e si disegna un viaggio all’interno di una psiche allucinata (quella del protagonista). La fotografia è splendida e asseconda magnificamente il regista e gli attori: in particolare il protagonista (che è dimagrito di 30 chili per il film, diventando uno scheletro ambulante, visto che si vedono le ossa dello sterno e delle costole). Ma anche gli altri attori non sono da meno, in particolare l’alter ego del protagonista, che ricorda nelle fattezze (per non dire che è uguale) il Colonello Kurtz in “Apocalypse Now”: credo che tale scelta non sia stata casuale. In Apocalypse now, Kurtz è l’alter ego del protagonista che lo guida verso nuove percezioni. Ne “L’uomo senza sonno” la funzione è la stessa. Le citazioni e i simbolismi si sprecano, ma cito il più evidente: il protagonista legge “L’Idiota” di Dostoevskij.
I personaggi femminili sono credibili: cito in particolare Jennifer Jason Leigh, che disegna una prostituta molto credibile in cerca di amore e pronta a cambiare vita: godetevi quando dice come vorrebbe modificare la casa, in quel momento svela un’animo da casalinga “normale”, comune ai discorsi molte ragazze/donne che sentiamo fare in giro e rivelando un dualismo che è uno dei leit motiv del film: ognuno di noi, in sè racchiude più perosne, più coscienze, pronte a venire fuori se qualcosa altera l’equilibrio. Infine i dialoghi: pieni di riferimenti e, ocl senno di poi, vagamente profetici e allusivi. Ad esempio quando l’alter ego del protagonista dice, in risposta ad un osservazione del protagonista, che “la tempesta, secondo me, è già arrivata”, oppure, in un altro momento del film dice: “Non ci si può fidare del comportamento di un criminale….”.
Infine anch eil tema del sonno è molto importante: il protagonista non può dormire, perchè cerca di rimuovere la colpa, e la natura, invece, cerca di punirlo (un tema, questo, che si riallaccia direttamente a Kafka e a Dostoevskij).
Insomma, questo film mi è piaciuto molto e, nella scala dei film che ho visto da settembre a dora si piazza subito dopo Collateral (che al momento è il migliore film della stagione corrente, che abbia visto al cinema).