Archive for October, 2004

Marquèz e Lovecraft.

Ho appena finito “l’amore ai tempi del colera di Gabriel Garcìa Marquèz”. Molto bello e molto interessante. L’autore mi era piaciuto già con “100 anni di solitudine”.
In questo caso, la vicenda verte tutto attorno ad un amore impossibile, lungo più di 50 anni. Tanto bisognerà attendere prima che questo amore trovi coronamento. La cronaca di un’attesa, ma anche la disanima e la distinzione tra l’amore fisico e l’amore sentimentale. Il tutto andando a percorrere quasi un secolo di vita del Sud America, in cui è presente una certa denuncia sociale.
Adesso ho iniziato il primo tomo del pacchetto di Lovecraft, iniziando con i racconti di incubo.

Ho visto cose….

IN passato ho usato molto l’aereo…e ho visto cose che voi semplici mortali non potete neanche immaginare.
Ho visto passeggeri imbarcare cesti di lumache come bagaglio da stiva.
Ho visto hostess così in carne, che ci si domandava se l’aereo sarebbe decollato.
Ho visto passeggeri imbarcare conigli vivi o anche appena macellati come bagagli da stiva.
Ho visto passeggeri alle prime armi, salire sull’aereo e volersi scegliere il posto. Solo dopo mezz’ora di spiegazioni capivano che il posto viene assegnato al check in.
Ho visto un coglione che in pieno volo si accendeva una sigaretta, poi punito con una multa astronomica. Lo stesso coglione si accendeva una sigaretta appena sceso dall’aereo sull’impiantito di cemento, beccandosi un’altra multa. Doppiamente coglione.
Ho visto passeggeri che pur di abbassare lo schienale, si trovavano le mie ginocchia piantate nei loro reni.
Ho visto passeggeri che meriterebbero la medaglia d’oro del tascio: appena scesi dall’aereo erano contenti di accendere i loro cellulari e fare sentire le loro suonerie che erano: la cavalcata delle valchirie, la musica de Il Padrino, Ciuri Ciuri e sopratutto una suoneria che faceva “cazzo quardi???” (guardo un deficente che ama farsi insultare dal suo elettrodomestico).
Insomma di coglioni e deficenti ne ho visti un bel pò….

Questi pazzi pazzi colloqui

Vorrei aprire un nuovo spazio nel mio blog, ovvero “Questi pazzi pazzi colloqui” e vertono sulla strana fauna e aneddoti che ho visto nei vari colloqui di lavoro fatti in questi anni.
Vorrei inaugurarlo ricordando un colloquio di gruppo, in cui un candidato ha brillato particolarmente (il testo tra parentesi è il mio pensiero) parlando dei suoi hobbies di fronte all’esaminatore.


Candidato: “… e poi come hobby ho il calciobalilla. Pensi che ho organizzato un sacco di tornei di Calcio balilla”
(non ce lo mettiamo uno sticazzi, caro mio??? Addirittura i tornei di calcio balilla??? Come mai Galliani non ti ha chiamato a gestire i campionati di calcio?)
Candidato: “.. e inoltre sono campione locale di calcio balilla. E’ stata dura, ma ce l’ho fatta, anche grazie al mio compagno. Ci siamo allenati molto…”
(cazzo, qui abbiamo un atleta olimpionico… Mi faccio promotore di una richiesta: calcio balilla alle olimpiadi…).


Altro colloquio di gruppo, più recente, questa volta la protagonista è una biondina niente male… quello tra parentesi è il mio pensiero che mi veniva in mente sentendola parlare… avvertenza: sono proprio un laido maialazzo…
Candidata:”… e come sport ho fatto nuoto e nuoto sincronizzato..:”
Intervistatore: “E come era???”
Candidata: “faticoso…ci vuole molto fiato… infatti l’allenatore ci faceva fare una vasca e mezza a nuoto in apnea senza tirare il fiato…”
(davvero??? sai trattenere il fiato così a lungo??? potremmo usare questa tua abilità in una jacuzzi…. io, te, la jacuzzi… la tua boccuccia…. al limite ti faccio tirare il fiato un paio di volte…)
Candidata: “..e ho scritto perchè mi sento portata per questa posizione che mi piace molto…”
(so io che posizione farti fare…. tutto il Kamasutra e anche un flying sheeppy… come direbbe il tripudiatore… )


Agneddu e sucu e finìu u vattìu

Ma forse…

Ma forse che forse che magari che qualcosa cambia??? Che forse il vento gira in mio favore???
Che forse qualcosa cambia in meglio???
Sperèm…. Sicuramente qualcosa potrebbe esserci, ma i tempi saranno lunghi…diciamo almeno un paio di mesetti.
Nel frattempo fingiamo indifferenza, giusto per scaramanzia e incrociamo le dita.


Agneddu e sucu e finìu u vattìu

Il Gladiatore

In questo momento Canale 5 trasmette “Il Gladiatore”. Ora, sinceramente, il film lo avevo torvato inesatto a livell ostorico e in ogni caso non mi era piaciuto granchè: troppo banale e scontato.
Ma ora mi rendo conto di una cosa: ha la musica dell’UNIEURO…. ODDIOOOO NOOOOOOOO.
Adesso, mi aspetto che in mezzo al colosseo, durante il combattimento mi compaia TOnino Guerra e dica: “Gianniiiiii, qua si massacrano a colpi di gladio… ma come si fa a non essere ottimisti…..” oppure “Gianni, una tigre sta per sbranarmi, e il suo alito profuma di ottimismo….”… o ancora: “Gianni, dopo la pubblicità dell’UNIEURO, ho mandato affanculo anche un film di Hollywood…. ma come si fa a non essere ottimisti???”.
Pubblicitari bastardi: se metterete le musiche di matrix all’UNIEURO, vi sderenerò, sappiatelo.

A volte ritornano

Per la serie “A volte ritornano…” the winner is….


AZIENDA SICILIANA (di cui ometto il nome).
Motivazione del premio: mando cv a Luglio.
A settembre mi comunicano che vorrebbero anche una mia foto in formato jpg. La mando (siamo ai primi di setembre).
Oggi mi dicono che sono stato selezionato per un colloquio, che si svolgerà in un orario da stabilire in uno dei seguenti giorni: 20-21-22 Ottobre.
Vista la celerità con cui si muovono, magari mi comunicano l’esito del colloquio per la prossima glaciazione.


 

Libri

Ho finito Nicholas Eymerich, Inquisitore.
Come al solito l’ho finito in due giorni: a me le vicende di Nicholas Eymerich, scritte da Evangelisti, mi piacciono e mi appassionano sempre. In questo libro, si assiste ai primi passi di Eymerich ocme inquisitore generale e i suoi primi approcci con la politica del tempo. Il libro è scorrevole, anche se non è certamente “Cherudek” o “Il castello di Eymerich”, che sono, secondo me, i due libri più riusciti del ciclo.
DOpo Eymerich, ho cambiato genere: ho iniziato “L’amore ai tempi del colera” si Gabriel Garcìa Marquez, e mi stap iacendo molto. Di questo autore avevo letto in precedenza “Cent’anni di solitudine”, libro che avevo trovato molto bello.


Intanto piccolo update: oggi ho ricevuto uno splendido regalo: il cofanetto con tutti i racconti e tutti i romanzi di Lovecraft……AAAAAHHHHHH. DA SBAVO…. Mioooo. tutto miooooo…. Bellissimo…. Ehm, ricomponiamoci.
E’ stato un regalo da me molto apprezzato e che non vedo l’ora di leggere (di lovecraft avevo in passato letto alcuni racconti e mi erano piaicuto molto… uno dei migliori autori contemporanei, molto padroni della lingua scritta e con una fantasia lucida e coerente…)


Agneddu e Sucu e finìu u vattìu.

Ancora Sulle due Simona e sul loro stipendio

In seguito a questo post mi sono giunte alcune richieste di maggiori ragguagli al grido di “i dati riportati non sono veri”. Un altro paio di persone, via mail, tengono a precisare che “il volontario, in quanto tale e per definizione, non prende soldi, quindi Simona Pari e Simona Torretta, essendo volontarie” non hanno mai avuto stipendi” (mail ricevuta realmente e letta oggi…).
Okay, bambini, facciamo un pò di ordine.
Intanto se le due ragazze non pigliassero i soldi, come farebbero a campare??? Insomma, ci troviamo di fronte a dei S.Francesco al femminile??? Da quel che si evince dai giornali, le loro famiglie non sono povere. Inoltre, la carriera in queste organizzazioni (e parlo anche per organizzazioni tipo ONU) non la fai a meno che tu non abbia grossi agganci. Suona triste, ma è vero: se agganci non ne hai, fai il volontario in Italia a gratis (questo assunto mi è stato confidato da un amico “volontario” ad Hanoi, in Vietnam… a proposito, ciao A.). Ma andiamo più sullo specifico.


Parto da Gattasorniona e da un suo commento che mi ha lasciato nel mio commento summenzionato e che mi porta qui ovvero ad un post che fa riferimento all’intervista “di Giuseppe Pietrobelli del Gazzettino a Massimo Atzu responsabile di “Un ponte per“.” (frase testuale del post).
Il post rimanda al bilancio di Un Ponte per… che trovate qui (ma su questo bilancio vorrei tornare dopo).
In sintesi massimo Atzu dice che l’inquadrmaento delle due Simone è di 40 ore lavorative settimanali per un compenso di 1500 euro netti. A questo punto abbiamo una prima risposta alla mail in cui mi si diceva che la Pari e la Torretta non prendevano stipendio, in quanto volontarie: cicci, le due ragazze prendono lo stipendio, parola del responsabile di “Un Progetto per…”. Fuori uno.
Punto due. Rileggiamo bene l’affermazione di ATZU: 1500 euro netti, quindi ai 1500 euro dobbiamo sommare le trattenute, che facilmente portano lo stipendio lordo a poco sopra i 2000 euro (dovrebbe essere circa 2100 euro lordi al mese…).
Signori, c’è gente che campa con molto meno.
Ma continuiamo ad analizzare questa intervista: Atzu dice anche che “In aggiunta vi sono l’assicurazione sulla vita (obbligatoria per le Ong), l’alloggio e i trasporti. Il vitto veniva risolto a Baghdad con una cassa comune, ma si trattava comunque di una cifra modesta.” (frase sempre presa dall’intervista).
Quindi le due Simone erano spesate di assicurazione sulla vita (nelle aziende private, l’assicurazione è in parte sulle spalle del lavoratore, per le due simone era tutto sull’organizzazione), alloggio, trasporti e cibo. Sarò più chiaro: ai 2100 euro lordi di cui sopra, le due Simone aggiungevano, come benefit, l’assicurazione (gratis), l’alloggio (gratis), i trasporti (gratis), il cibo (gratis). Insomma a fine mese le due Simone si trovavano sul conto questi 1500 euro netti, senza che dovessero sostenere le altre spese che noi poveri comuni mortali sosteniamo (per intenderci se prendi 1000 euro netti al mese, poi togli l’affitto o il mutuo, il cibo e i trasporti e vedi cosa ti resta in mano).
Se sommiamo queste voci, io credo che, se non arriviamo a 8000 euro a testa, certo ci andiamo vicini.
E ora passiamo al bilancio di Un Ponte per…, bilancio che, secondo Runrig, puzza alquanto.
Effettivamente concordo con Runrig. Nel bilancio sono presenti, per il 2003, “costi per il personale 35056 euro” e a me sembrano pochini. L’organizzazione “Un Ponte Per” è composta da un buon numero di membri, impiegati spesso full time, quindi o sono tutti abbastanza ricchi da potersi evitare di lavorare oppure quella voce è estremamente ridotta, infatti se consideriamo i 2100 euro lordi delle due SImone, abbiamo: 2100*13 (il numero delle mensilità)= 27300 euro per ognuna delle due ragazze. Se sommiamo i due valori, superiamo, solo con le due Simone, quanto ascritto a bilancio da “Un ponte per”.
Strano.
Se scorriamo tutti i progetti di UN Ponte Per (pubblicato nel loro sito), osserviamo che tutti i progetti hanno costi inferiori ai ricavi, ma quali ricavi, se sono volontari senza scopo di lucro?? A meno che non considerino ricavi, le donazioni private e le erogazioni dei Governi, ma non è possibile, perchè queste due voci non sono veri “ricavi”, ma donazioni appunto (e come tali sono chiamate nel bilancio dell’associazione). Ma forse si esprimono male, allora torniamo al bilancio vero: essendo redatto secondo norme definite ex legge, i termini e i significati sono quelli e stop. Dal bilancio, si evince che senza l’aiuto del governo, che contribuisce per il 65%, loro sarebbero già chiusi. Eppure non mi tornano i conti delle spese per il personale. Non ci posso fare nulla: vedo il bilancio e non trovo nessuna spiegazione.
Se qualcuno me la può fornire, scriva pure nei commenti.

Mail su Simona Pari e Simona Torretta

Ricevo una Mail, che pubblico integralmente (per motivi di privacy, non pubblico il nome del mittente, ma si tratta di un mio conoscente dei tempi del Master). Personalmente approvo in gran parte quello che è scritto nella mail.


“Utilità delle 2 Simone stipendiate 8.000 (ottomila) euro al mese per far
>le volontarie (mentre i nostri poveri soldati percepiscono meno della
>metà). Dal Corriere della Sera la loro giornata tipo prima di farsi
>rapire: la Simona Torretta studiava per un esame all’università, la Pari
>insegnava la raccolta differenziata ai bambini iracheni (poteva farlo a
>Torre del Greco, Napoli, che di risolvere il problema della monnezza: ne
>avevano più bisogno, mentre gli iracheni non hanno da mangiare);
>
>Costo delle Simone al Governo Italiano: ottomila euro al mese di
>stipendio (si sono i nostri cretini governativi che finanziano ste
>associazioni, almeno in parte) + 1.000.000 di euro di riscatto.
>
>Utilità zero.
>
>Tornano (purtroppo) indietro e ringraziano il governo? NO. ringraziano
>Scelli? No. Ringraziano la resistenza irachena ed elucubrano di ritiri
>delle truppe.
>
>Vogliono tornare in Iraq. (Tanto se si fanno rapire di nuovo paghiamo
>noi tutti)
>
>Domanda di Cossiga: ma non è che si sono rapite da sole? Domanda di
>altri: e non è che il milione di euro se lo sono intascate loro con
>qualche complice terrorista?
>
>Carriera di una Simona:
>dipendente del Ministero della Difesa (ESERCITO) con d’Alema;


>pubblicista dell’Unità; ottomila euro al mese per fare la volontaria e
>la “resistente”. Un domani (già proposte ci sono state) deputata?
>
>Basta con le Simone! Basta con gli Strada! Basta con i pacifisti
>resistenti! Basta!

Ottimismo…

Tonino Guerra: Gianniiiiii, ’sto in televisione e mi pagano per sparare cazzate…. Ma come si fa a non essere ottimisti????


 


Piccolo Update: Nella colonna a fianco ho inserito il blog di Runrig… mi sembra un blog simpatico e divertente, ci sono andato a finire dai commenti di Black Cat..

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