Archive for October, 2004

Disturbi psichici al supermercato…

Se siete al supermercato, magari un sabato mattina, e mentre scorrete la lista della spesa ad un certo punto vi chiedete (a voce alta): “Se io fossi una busta di pinoli, in quale reparto sarei???” con una faccia perplessa e assorta….
Allora la vostra mente potrebbe essere preda di disturbi mentali .


Ovviamente si sta parlando di un individuo a caso. Mica di me….

Uhmmmm….

Forse, finalmente, mia madre ha capito certi messaggi neanche tanto subliminali che le mandavo da alcuni mesi. Mancava solo che le facessi il disegno. Credo che lei evitasse a bella posta di prendere in considerazione i miei messaggi.
Allora è vero: dalle e dalle, si piega pure ‘o metalle….


Agneddu e sucu, e finìu u vattìu

Certe volte

Certe volte basta una mail per cambiare una giornata, o almeno riequilibrarla.
A me è successo oggi… adesso… in questo momento.
Ed è una bella soddisfazione. Per dirla alla siciliana: ho una minchia accussì….

Il tamaboy

In seguito ad un post di Black cat, sono arrivato al Tamaboy.
Adesso, dopo una settimana, il caro tamaboy mi ha psicanalizzato.
Ecco il suo responso:
Caro gaspare,
è un pò che giochi con me. Questa settimana ti ho visto così:
abile, realistico, pratico, non ti preoccupi e non ti affretti, gioisci di qualsiasi cosa. Puoi essere un po’ brusco o insensibile. Non ami le lunghe spiegazioni. Riesci meglio quando hai cose reali da fare, da trattare, a cui prendere parte o da realizzare. Hai una naturale inclinazione per gli affari o la meccanica. Non sei interessato ad argomenti per cui non vedi alcuna utilizzazione, ma riesci ad applicarti quando è necessario. Ami organizzare e gestire le attività. Puoi essere un buon amministratore.


Spero che non mi mandi la parcella. O gli taglio la paghetta settimanale.

Risate lontane…. artigli vicini…

Odo in lontananza delle flebili risate lontane.
Spero che la cosa sia molto divertente.
Lo spero proprio.
Perchè sto snudando gli artigli.
E so, che prima o poi ci sarà il momento della resa dei conti e dei lunghi coltelli.

Questi pazzi pazzi colloqui -2-

Per la serie “Questi pazzi pazzi colloqui” trasmettiamo:
un ragazzo risponde ad un annuncio per lavorare come addetto alle pubbliche relazioni.
Avendo lavorato a contatto con marketing, sales e roba simile, ha un’idea di quello che può essere un addetto alle pubbliche relazioni, perchè ha collaborato in parte con loro.
Viene invitato al colloquio. Arriva lì. Immaginatevi la scena: baciato dal sole pomeridiano, fresco come una rosa, con giacca e cravatta, bello come un Dio. Aveva dei dubbi se fare o meno il colloquio (per tutta una serie di vari motivi), ma ora è lì. Deciso a dare il meglio di sè.
Ed ecco inizia il colloquio. Gli avversari sono tre, ma il ragazzo non demorde. Parla, enumera le sue esperienze, parla dei suoi studi. In sottofondo c’è la musica di Rocky. La sua faccia esprime sicurezza. Ma ecco, gli viene comunicata la ferale notizia: il posto non è per addetto pubbliche relazioni. Il posto è per venditore. Venditore di prodotti igienizzanti per ospedali. Il ragazzo abbozza, ma continua a parlare vendendosi al meglio. Ma lui non ha mai lavorato nel settore ospedaliero. E poi vendita??? Ma che c’entra con l’annuncio??? L’annuncio parlava di tutt’altro. Oddio, alcune esperienze di vendita le ha fatte, ma un pò di anni fa. E mentre si vende al meglio, un pensiero gli attraversa la mente, qualcosa del tipo: “VOLGARI ED INSINCERI MENTITORI”….. o forse era “LURIDI STUPRATORI DELLA VERITA’ “. No no no… il suo pensiero era più semplice, più diretto, più genuino.. era qualcosa del tipo: “ANDATE A FARE IN CULO, BRUTTI STRONZI BUGIARDI”.

Altro giro, altro rapimento. Rapita la responsabile di Care International.

E’ ufficiale: gli aderenti alle ONG non sono più al sicuro.


Oggi è stata rapita la Responsabile di Care International a Baghdad. La notizia la trovate via ANSA qui. Lei si chiama Margaret Hassan, inglese, e si trova da dieci anni in Irak.
Immagino che qualcuno dirà che prima questi esponenti non venivano rapiti perchè Saddam Hussein le proteggeva e loro erano collusi con lui. Non credo a questo. Credo che Saddam li proteggesse perchè sapeva che se qualcuno li rapiva, l’ONU aveva la motivaizone ufficiale per intervenire pesantemente in Irak, e lui non voleva questo, mentre gasificava i Curdi.
Immagino anche che ci sarà chi dirà che a causa del pagamento del riscatto per le due Simona, adesso abbiamo incoraggiato le bande a proseguire i rapimenti per arrichirsi o per finanziare cellule terrosistiche. Personalmente se qualcuno dirà ciò, credo che sbagli. Nel senso che non c’erano altre vie: o si pagava o le due Simone morivano. Chi si assume questa responsabilità, di negare aiuto se può salvare delle persone??
In ogni caso, spero che anche in questo caso vi sia un lieto fine e la persona in questione sia liberata al più presto.
Nel frattempo c’è chi si diverte ad appigliarsi al nulla per criticare le due Simone: va bene criticarle, se si ha in mano qualcosa di concreto, ma non per partito preso. Criticarle è utile per togliere l’aura di martirio che per ora le avvolge e per restituirle alla loro dimensione più umana e vera (i martiri e i santi sono merce molto rara, e se consideriamo le due Simone delle eroine, allora sono eroi anche la Cutuli, Baldoni, Quattrocchi e i Carabinieri morti l’anno scorso nell’attentato a Nassiryia).
Mi riferisco all’intervista pubblicata da un grosso quotidiano nazionale:in questa intervista, il capo del distaccamento delle NCC e delle ONG in Irak (per la cronaca, la persona è francese, ma non mi ricordo il nome), in cui diceva che ogni sera a casa delle due simone vi erano festini con abbondanti libagioni di alcool (pare che fossero tutti ubriachi). Il francese diceva che, va bene fare festa, essere giovani e scaricare le tensioni, ma bisognava evitare l’alcool visto che erano in Irak, mentre loro esibivano anche in pubblico l’alcool e che questa esibizione è un’offesa grave per la religione e i paesi islamici. Se il senso dell’intervista è quello di demonizzare le due Simone, direi che ci vuole qualcosa di molto più pesante: l’uso di alcool in irak è sconsigliato, ma non può essere vista come un’offesa grave ai musulmani. E poi, se noi rispettiamo i loro usi nei nostri paesi (ad esempio il velo e altre loro convinzioni e credi), perchè loro dovrebbero scandalizzarsi per un pò di alcool bevuto dagli europei??

Sfida letteraria…

La cara Ste (autrice del blog El Mundo) in un commento al post precedente scrive:


“Io credo nei siciliani che parlano poco, nei siciliani che non si agitano, nei siciliani che si rodono dentro e soffrono: i poveri che ci salutano con un gesto stanco, come da una lontanaza di secoli…. Questo popolo ha bisogno di essere conosciuto ed amato in ciò che tace, nelle parole che nutre nel cuore e non dice….” Ti ricorda qualcuno???”


Effettivamente si, mi ricorda… io questa frase l’ho letta da qualche parte… ma dove???
Era un romanzo. Ne sono sicuro. O almeno un libro. Visto l’Italiano, direi di escludere gli autori siciliani pre Novecento. Per quelli del Novecento escluderei Pirandello, Quasimodo e gli ermetisti in genere.
Chi potrebbe essere??? Sono stato punto sul vivo: la mia memoria fa cilecca.
Gli autori che possono avere detto qualcosa del genere direi che possono essere: Bocca (non è siciliano, ma ha un curioso rapporto di odio-amore verso il sud…), Sciascia e Camilleri. Almeno secondo me.


Propenderei per Sciascia. Ma dove???
Se qualcuno ha la soluzione dell’enigma, me la può scrivere nei commenti.
Io intanto mi sforzerò di ricordare.


UPDATE: TROVATO.  Dopo una ricerca e dopo avere scartabellato alcuni libri, ho trovato la soluzione. La frase viene fatta dire da Sciascia ad Ippolito Nievo, nel racconto “Il Quarantotto”. Il racconto è inserito in una breve raccolta di racconti che viene chiamata, dall’autore, “Gli zii di Sicilia”.
La frase non giungeva nuova, perchè questa serie di racconti l’ho letta una paio di volte (l’ultima volta, però è stato un bel pò di anni fa, circa 5-6 anni fa). Il libro è di mia madre, stampato nel settembre del 1963 (e presumibilmente comprato a quell’epoca, in quanto me lo ricordo da sempre a casa). La raccolta comprende i seguenti racconti: “La zia d’America”, “La morte di Stalin”, “Il Quarantotto”, “L’antimonio”.
Tornando alla citazione di Stefania, la frase è detta da Nievo che si rivolge a Garibaldi, commentando il comportamento di un Barone locale. Nievo non si fida del Barone. Garibaldi gli chiede perchè questa acrimonia e Nievo inizia un lungo discorso sui Sicliani e sulla sicilianità. Nell’ambito di questo discorso, vi è il pezzo tratto da Stefania. Nella edizione che ho, si trova a pagina 161. Riportare tutto il discorso sarebbe lungo, quindi soprassiedo (anche se potrei copiaincollarlo per un altro post… mumble mumble….)
Chiudiamo con un’altra citazione: “Le Porte du Durin, Signore di Moria. Dite, amici, ed entrate”. Questa citazione è tratta da…??? Sapete dirmi da dove??? lasciate la rispsota nei commenti. Si vincono ricchi prmei e cotillons…

Lex, dura lex, sed Lex

In questi giorni vi sono state un paio di decisioni da parte dei giudici che hanno destato scalpore, volendo usare un eufemismo.


Si tratta dei permessi a Brusca (nell’ambito della sua pena detentiva) e dell’inammissibilità delle intercettazioni telefoniche nel processo sulle vendite dei farmaci a prezzi gonfiati.


Nel primo caso, abbiamo di fronte un uomo (Brusca) che per sua stessa ammissione ha torturato, ucciso, taglieggiato, spacciato e altro ancora. Nel secondo caso abbiamo la creazione di un “cartello” che ha fatto pagare agli Italiani più di quanto dovessero, sia come privati cittadini (per i farmaci non prescrivibili), sia come comunità (per i farmaci prescrivibili e che erano pagati dallo Stato).
In entrambi casi vi sono state proteste. Addirittura nel caso di Brusca si parla di verifiche dell’operato dei giudici che hanno preso tale decisione. Personalmente non sono d’accordo con le proteste sollevate.


Cerchiamo di ragionare con calma, andando oltre ciò che d’istinto e con sentimento diremmo.


Quale è la colpa dei giudici?


Avere applicato la legge? Ma è il loro lavoro. Il giudice deve applicare la legge, non può ignorarla, non può criticarla, non può crearla, non può proporla. Deve applicarla. I luoghi e i soggetti deputati agli interventi sulla legge sono altri (il Parlamento o i membri del Governo, ad esempio).


Intendiamoci se i magistrati hanno sbagliato, è giusto sanzionarli. Non è giusto sanzionarli se hanno semplicemente applicato la legge, anche se applicarla va contro l’emotività della gente. Se una legge è inadeguata o sbagliata, la si modifica o la si elimina, ma fintanto che una legge è valida, questa deve produrre i suoi effetti e bisogna rispettarla e applicarla.


 

Un gradito ritorno….

Il prossimo mercoledi avrei un colloquio a Palermo.
Oggi mi arriva la telefonata di un call center: martedi si inizia a lavorare con loro. Si trova a Milano.


Atroce dilemma: vado al colloquio o lo rifiuto e vado al call center??? Il Call Center è a Milano. Il colloquio a Palermo.
Ovviamente lavorare nel call center non è la mia massima aspirazione, ma mi permetterebbe di mantenermi a Milano.
Di contro i miei genitori sarebbero contentissimi se io lavorassi a Palermo. Ma io no, cazzo. Ecco l’ho detto.
Mi piace Milano. Mi piace lavorare a Milano. E il mio campo è la finanza, e i pochi posti disponibili nel settore sono a Milano. Un call center a Mialno mi permetterebbe di mantenermi a Milano e fare i colloqui che si potrebbero verificare.
Il lavoro a Palermo per me sarebbe solo un’esperienza momentanea: spererei sempre di farmi avanti in un settore che a Palermo non trova spazio. E poi si tratta solo di un coloquio a Palermo, magari rinuncio al call center, faccio il colloquio a Palermo e magari manco mi prendono (Magari mi dicono, come è accaduto altre volte, che sono “troppo qualificato”).
Certo anche rinunciando a questo call center, non perderei nulla, ci sono altri call center e magari ne trovo un altro che mi prende. E se poi non ne trovo???
Basta, alea iacta est. Decisione presa.
E beviamo l’amaro calice fino in fondo, giù fino alla feccia.
Ma se rinasco, mi do alla carriera diplomatica… (o divento monaco camaldolese).


Update: nuovo link nella colonna a fianco. Si tratta di El Mundo.

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