Archive for May, 2004

Nuovi arrivi

E’ da un pò che lo leggo, e mi piace assai come blog: spiritoso e frizzante, per certi versi mi ricorda ParoladellaLo, ma è molto più ordniata quando scrive. Ovviamente sto parlando di lei, la Kiki, la futura star del giornalismo italiano: scrive qualche articolo per alcune riviste, ma sopratutto per Cosmopolitan (mica cazzi…) aspirando, giustamente, al Nobel per la letteratura. Sembra che la sto prendendo per il sedere??? Assolutamente no, parola di boy scout (ehi, ma io non ho mai fatto il boy scout…. appunto e quindi la promessa non vale).
Okay, seriamente: il blog di Kiki è divertente e scorrevole, e soprattutto è scritto bene. Lo trovate qui (o nella colonna a fianco).


Agneddu e sucu e finìu u vattìu 

La zoologia è strana…

Qui, vedete strani fenomeni zoologici: dopo il Bianconiglio di Alice, ecco a voi il GASCONIGLIO.
 Infine, una menzione alla Black Cat, la quale non solo è brava nel fare i cocktail, ma mi ha trasmesso la malattia della blogosphera, ovvero il counter:  quindi ringrazio tutti quelli che mi leggono…cavoli, io pensavo che non mi leggesse nessuno…. Ecco mi fate commuovere… Grazie ancora…
Agneddu e sucu e finìu u vattìu

I miei ragguardevoli week end.

Intanto voglio ringraziare delle persone (queste tre persone) per avermi fatto passare una serata favolosa: ottimo cibo, ma soprattutto un sacco di chiacchiere e di risate. Ovviamente la serata ha anche prodotto foto altamente compromettenti: chi di dovere, quando avrà tempo, le pubblicherà (per i curiosi, non rivolgetevi a me, ero senza macchina fotografica).
Mi ha fatto un immenso piacere, anche, sentire una quarta persona che non vedo l’ora di rivedere, tanto mi è simpatico (a condizione che non mi picchi….) 
Ho approfittato anche del fatto che ieri sono stato in casa per finire il libro di Amos Oz, intitolato “Fima”. E devo dire che finirlo mi è costata fatica: il ritmo è lento e spesso l’autore si perde, tramite il protagonista, in dissertazioni sulla lingua ebraica. Soprattutto non si capisce quale sia l’intento del libro: divertire (Assolutament eno, a mio giudizio)? Esplicare il punto di vista dell’autore sulla questione palestinese? Può darsi, ma tale problema è trattato solo in alcune pagine del libro, senza esserne la colonna portante, mentre i personaggi di contorno non risultano credibili in quanto le loro azioni non hanno spiegazioni (ad esempio, perchè un’amica del protagonista va a lett ocn il protagonista medesimo e per giunta con il consenso del marito??? Quale è la molla che spinge una stimata avvocatessa a fare il letto a Fima???). Senza dubbio la posizione del protagonista è quella di un pacifista ad oltranza: abbandonare i territori occupati, secondo l’autore, è l’unico rimedio. Però, il problema di fondo del libro è che, a mio modesto giudizio, il libro si perde nella non-azione: il protagonista pontifica, conciona sui massimi sistemi, corregge tutto e tutti, ma alla fine è sempre fermo al punto di partenza, non solo, ma è incapace di gestirsi una sua vita: sembra, anzi è, un bambinone immaturo di 54 anni, incapace di farsi la spesa, di gestire la casa e le relazioni con gli amici. Il suo stesso protagonismo che lo porta a volere essere sempre al centro dell’attenzione, in realtà è molto sterile: la sua voglia di protagonismo, non lo porta a farsi avanti, ma semplicemente lo porta rimuginare su ciò che succede senza prestare la minima attenzione agli altri.
Insomma, il protagonista è fermo, mentre la vita attorno va avanti e lo trascina stancamente. Questo materiale, se dato ad un valido scrittore poteva portare ad un bel racconto, ma il prolema è la dimensione del libro: 295 pagine di non azione, il che rende il romanzo lento e noioso (per la cronaca, ho fatto fuori romanzi anche più lunghi nel giro di due gironi, mentre “Fima” l’ho trascinato epr quasi due settimane). Insomma, il libro non mi è piaciuto e l’ho finito per pura forza di volontà.


Agneddu e sucu e finìu u vattìu

Il week end

Il week end si prospetta niente male: poco fa pioveva (ed io ero senza ombrello), ma adesso è tornato il sole (questo significa che lassù qualcuno mi ama) quasi a prefigurare un bel week end. E penso che lo sarà: alcuni amici simpatici da vedere, e una serata che si prospetta all’insegna dell’allegria. Insomma niente male. Se non fosse per una nube: ieri sera ho ricevuto una telefonata da una persona che, sinceramente, meno sento e meglio sto. Non è che questa persona sia una cattiva persona, assolutamente: semplicemente è una rompicoglioni di proporzioni bibliche. Essere tenuto due ore al telefono da lei equivale a legarsi ad una testata atomica ed essere scagliato verso il sole. Equivale a chiedere al dottor Mengele di diventare il tuo medico curante.Equivale ad un attacco di diarrea talmente devastante che ti leghi al water con le cinture di sicurezza perchè stai evacuando con una forza tale da farti decollare in pieno stile “lancio dell’Apollo”. Equivale ad un colloquio con gli agenti del fisco che hanno scoperto che hai evaso sistematicamente le tasse (mai fatto, eh). E’ talmente rompicoglioni, che al momento del suo trapasso, la spediranno all’inferno come tormento per i dannati, per poi richiamarla in paradiso, perchè neanche i dannati peggiori meritano un tormento simile, e l’unico che può reggerla è un essere dalla pazienza infinita. Io mi sono beccato ieri sera, al telefono, una persona di questo tipo. E alla fine ha chiuso dicendo: “appena sei a Palermo, ci dobbiamo vedere”. Più che una promessa, sembrava una minaccia.


Agneddu e sucu e finìu u vattìu

Auguri

Vorrei fare gli auguri di buon compleanno ad un’amica che mi sopporta tantissimo. E’ simpatica, intelligente e, come una vera amica, disponibile ad aiutare gli altri. Insomma è una bella persona. Ha la fortuna di essere sposata ad un’altra bella persona, e di avere un pupozzo favoloso.
Per farla breve: AUGURI GATTA, E GRAZIE DI TUTTO (in particolare del fatto che sopporti i miei scherzi).

Dunque, vediamo un pò….

Allora, la carognata via mail a chi di dovere l’ho spedita , la mia figura da stordito l’ho fatta (Simo, su cosa nona vevi dubbi???), cosa manca???
Ah si, mancano le mie scuse e correzioni: la cara May (prode utentessa del Forum Clarence Beauty Farm) mi ha fatto notare una mia inesattezza nel post su Troy e sui miti greci: non è Oreste a fare fuori Agamennone, ma la moglie (Clitemnestra) assieme all’amante Egisto. La cara May può mettersi su la faccina :laliz: perchè ha clamorosamente ragione. Ricordavo male io. Tra l’altro mi sono documentato: i genitori di Egisto sono Tiaste (fratello di Atreo, il quale era padre di Agamennone e di Menelao) e di Pelopea (figlia dello stesso Tiaste, il quale quindi commise incesto, avendo violentato la figlia). In altre parole, Tiaste era nonno e padre di Egisto (ma ’sta famigliola, tra ammazzatine, incesti e stupri non ha niente da invidiare ai Borgia….). Atreo scaccia dal trono di Micene il fratello Tiaste e trama per ucciderlo, ma non vi riesce. Egisto riesce, poi, a scacciare dal trono di Micene il sovrano Agamennone, il quale si rifugia presso il Tindaro, sovrano di Sparta e sposa la di lui figlia: Clitemnestra, torna a Micene e riconquista il trono. Il sacrificio di Ifigenia è dovuto al fatto che Agamennone aveva per sbaglio ucciso una cerva sacra a Diana (o Artemide che dir si voglia)…Certo che all’epoca le leggi contro il bracconaggio erano proprio dure (e questo mi spiega perchè nessuno uccide i piccioni del Duomo di Milano, se uno lo facesse, gli Dei lo maledirebbero). Durante la guerra di Troia, siccome i vibratori non erano stati ancora inventati, Clitemnestra si fa l’amante, Egisto, il quale poi uccide Agamennone con l’aiuto di Clitemenstra (evidentemente le cause di divorzio anche all’epoca ernao troppo costose, megli oun funerale). Oreste poi uccide madre e usurpatore.


La cara May, fa riferimento ad un banchetto con carni umane: effettivamente Tieste aveva ucciso i figli di Atreo e glieli aveva serviti a pranzo. Atreo, non sapendolo, li aveva mangiati (tra l’altro non trovò nessuna differenza con gli Hamburgher del McDonald’s…..ecco perchè preferisco il Burgher King). A questo punto gli Dei, siccome la legge non ammette ignoranza, maledicono entrambi (invece di fulminarli…anche all’epoca la bolletta elettrica costava un’ira di dio): Tieste per l’omicidio e per avere violato le sacre leggi dell’ospitalità, Agamennone per avere mangiato i figli (anche se non lo sapeva, ma la legge non ammette ignoranza). DOpo questo sfoggio di cultura posso dire che:
1) chiedo venia a May per l’inesattezza
2) ho espiato la mia colpa, facendo un pò di ricerche
3) posso mettere anche io la facica :laliz:
4) se volete maggiroi ragguagli in maniera semplice e veloce, anche su altre mitologie (tipo quella egizia… attenti che quella indiana, cinese e norrena sono molto complicate) potete andare qui, dove troverete i miti greci e di altre mitologie, le opere del teatro classico e una guida a tutti i luoghi teatro ,seocndo gli antichi, delle gesta dei loro dei, oltre ad alcuni giri per alcuni musei (tipo quelli di Napoli).


Agneddu e sucu e finìu u vattìu

Troy, il film -2-

Ieri sera ho visto il film Troy. Sicuramente spettacolare, sicuramente bella la fotografia. Ha alcune debolezze: non punto il dito sul fatto che Achille partecipa alla cattura di Troia all’interno del cavallo (secondo la versione omerica, Achille muore prima), o sul fatto che l’amore omosessuale tra Patroclo e Achille sia stato eliminato (chi lo spiega che nella Grecia dell’epoca i rapporti omosessuali anzi erano incoraggiati, in particolare tra un uomo maturo e un giovanetto, che diventava quasi il discepolo dell’uomo maturo), ma qualcosa da ridire sui costumi ce l’ho. Chiarisco un concetto prima: molti hanno gridato allo scandalo perchè è stata eliminato ogni irferimento all’omosessualità di Achille. In realtà, a mio giudizio, la scelta, in tal senso, era obbligata: l’omosessualità nella Grecia antica è un tema assai complesso e investe non solo la Grecia, ma tutto il mondo antico: l’omosessualità diventerà peccato solo con l’avvento del Cristianesimo. In realtà nella Grecia antica (ma anche nel resto del mondo antico) non sarebbe corretto parlare di omosessualità: in realtà il greco antico prima cresceva con la madre (fino ai 6 anni), poi, se maschio, il padre lo portava con sè per fargli da insegnante sulle cose della vita: da qui l’istituzione, nella Grecia, di due zone ben  distinte della casa inizialmente e poi di alcuni luoghi pubblici: le zone erano l’androceo (per gli uomini) e il gineceo (per le donne) ed erano luoghi dove erano ammesse solo persone dello stesso sesso. Da qui poi gli amori omosessuali, che, torno a ripetere, non erano tali (in quanto l’omosessualità è, a livello psicologico, ben altra cosa), che erano lo sviluppo di un rapporto che si veniva a creare tra un uomo maturo e un giovanetto, potremmo dire che era il corollario di un rapporto tra insegnante e discepolo: un esempio e una testimoninaza molto importanti li troviamo non solo in tutti i miti greci, ma anche e soprattutto nel Simposio di Platone (bello, ma anche abbastanza complesso per le tematiche trattate), oltre che nella vasta produzione poetica della Grecia classica (in particolare ricorderei la poetessa Saffo).


Dopo questa digressione, passiamo al film. L’errore più evidente è nei costumi e negli usi dei Greci, mentre i Troiani sono abbastanza verosimili: siccome Troia era situata in Turchia, è probabile che il suo popola avesse mutuato gli usi e i costumi dei popoli orientali (in particolare dell’impero Assiro-babilonese, in quanto l’impero persiano verrà dopo). Tali usi e costumi, invece, non facevano assolutamente parte del bagaglio culturale dei greci: le influenze asiatiche si avranno solo con l’età della Grecia classica propriamente detta (che è posteriore alle vicende di Troia). Altro errore commeso è il riferimento al fatto che se i Greci sono sconfitti, gli Ittiti li invaderanno. Gli Ittiti non hanno mai avuto mire oltre il mare, inoltre il loro impero è stato abbastanza breve (riuscirono a sconfiggere gli egiziani, ma non riuscirono a dominarli e alla fine furono definitivamente sconfitti) e in ogni caso erano un popolo essenzialmente di terra: dubito che concepissero flotte di invasione (la loro arma più devastante era il famoso carro ittita, molto lucente per accecare i nemici e con spuntoni laterali per flaciare i suddetti nemici). Alcuni commentatori hanno detto che un errore è stato non fare comparire la cavalleria: in realtà anticamente la cavalleria era poco usata, un uso più intenso della cavalleria si incomincierà a vedere solo con l’esercito persiano e con Alessandro Magno (comunque un uso intensivo della cavalleria si avrà solo con il Medio Evo, nel mondo antico, la gran parte delle battaglie si decideva con la fanteria) per quanto riguarda l’area europea. La cavalleria era fondamentale nelle popolazioni nomadi che avevano anche grandi spazi (ad esempio gli altipiani della Mongolia). Il cavallo era poco usato dai greci (ricordo che la grecia è essenzialmente montuosa e le loro razze di cavalli non erano fatte per la velocità). Infine smonto anche la polemica sulla fisicità di Achille: è vero che era definito piè veloce, e quindi non era molto muscoloso, ma è anche vero che oggigiorno l’eroe, per come lo intendiamo noi, è essenzialmente un uomo massiccio e muscoloso: voi vorreste essere salvati da un uomo che ha il fisico di Mennea o di Antibo??? Inoltre ricordo che le dimensioni, in battaglia contano: non a caso l’ossatura dell’esercito romano era costituito dai canturioni (diciamo che erano la prima linea, un pò come i marines di oggi) che come requisito fondamentale non potevano essere più bassi di 170 cm.


Passiamo al film vero e proprio: degli errori ho detto, eppure nonostante questi (e una famiglia composta da padre, madre  due figli, che hanno parlato tutto il tempo, che Giove li strafulmini), il film mi è piaciuto e mi sembra che riprenda la tradizione dei Kolossal in costume di Hollywoodiana memoria (per intenderci: Ben Hur o Cleopatra con Liz taylor), la fotografia è splendida e i personaggi sono azzeccati abbastanza nel loro ruolo sia per la fisicità che per la capacità recitativa. In particolare segnalo Andromaca: veramente brava (per chi non lo sapesse, è la moglie di Ettore).  Anche le musiche sono belle e si fanno apprezzare anche i momenti in cui, durant ei massacri, tutto si svolge nel silenzio più assoluto per poi iniziar eocn i fragori e i rumori della battaglia e della confusione più totale. Insomma secondo me il film vale il prezzo del biglietto.

Non fiori, ma opere di bene

Vorrei precisare: non sono morto. Sono solo un pò costipato. D’altro canto è oltremodo difficile fare fuori un siciliano. La foto è per gentile concessione di una gatta alquanto fetente e vendicativa, persa in una spirale di odio e violenza.

Troy, il film

Premetto, non ho visto il film. Penso che andrò domani.Scrivo questo post, però, per amore di verità e perchè, diciamolo, ne ho le palle piene di tutti coloro i quali pontificano su quanto Troy sia differente dall’Iliade. E’ facile lamentarsi dell’assenza degli dei, ma a parte noi in quale altra parte del pianeta si studia l’iliade?? Mi spiego: se andiamo in bretagna e più probabile che i bambini conoscano il Beowulf che non l’Iliade, mentre se andiamo in paesi scandinavi e slavi direi che hanno tradizioni e poemi mitiologici in quantità e qualità tali da non invidiare l’Iliade. Insomma, ritengo probabile che l’Iliade sia conosciuta bene da noi italiani e da qualche altro scolaro dell’area del Mediterraneo. Ma da questi scolari, che adesso fanno i colti notando l’assenza degli dei, io vorrei sapere: quanto sapete della complessa mitologia greca?? Perchè la mitologia greca è complessa, molto complessa e tutte le vicende sono legate tra di loro da uno strettissimo nesso di causa ed effetto. Limitiamoci però agli dei e a Troia.


Intanto le parentele, i poteri e le peculiarità degli dei: a cominciare da Zeus per finire con gli dei dei fiumi (in particolare uno di loro, durante l’iliade quasi affoga Achille, signori censori, ve lo ricordavate questo episodio?? E’ facile ricordarsi di Apollo, ma delle ninfe e degli dei dei fiumi è un pò complicato, vero???). Se di Zeus si sa abbastanza, gradirei che la gentilissima Natalia Aspesi, mi spiegasse (e anche al pubblico) la differenza tra Atena e Ares (o Marte, per dirla seocndo i Latini): entrambi Dei, fratello e sorella, eppure si scannano. perchè? Perchè gli Dei hanno le loro rivalità e gelosie, ad esempio Venere è sposata con Efesto (il dio Vulcano che fabbrica la corazza di Achille su supplica di Teti, ninfa dell’Oceano, madre di Achille. La supplica va a buon fine perchè Teti era stata genitle con Vulcano quando era piccolo e la “cara” Giunone lo aveva scagliato giù dal monte Olimpo rendendolo zoppo per sempre), ma lo cornifica allegramente con Marte. La rivalità tra Marte e Atena va ricercata nei diversi ruoli e adombra la rivalità (successiva) tra Atene (città sacra alla quasi omonima dea) e Sparta (consacrata ad Ares): non solo, ma mentre Ares è il Dio della guerra intesa come massacro brutale, Atena intende la guerra come tattica e duelli (in fondo era la dea delle arti e dell’astuzia e per questo proteggeva Ulisse. A proposito, signora Aspesi, si tranquillizzi: Ulisse nell’Iliade è presente e viene menzionato da Omero). Perchè Apollo, nell’Iliade, manda la peste ai greci? Perchè Criseide era prigioniera di Agamennone, e il padre Crise non riesce a riscattarla: Crise era sacerdote di Apollo e chiede al dio di punire i Greci. Apollo manda la peste, perchè era non solo il cocchiere del sole, ma anche il Dio che poteva mandare la morte con i suoi dardi invisibili e da qui è divenuto anche il dio che poteva scatenare le epidemie). Criseide viene restituita al padre, l’epidemia finisce, ma Agaemnnone si prende Briseide, schaiva di Achille, il quale si incazza e come un dipendente dell’ATM fa sciopero a tempo indeterminato (finchè Ettore non lo uccide, allora Achille si incazza, chiede armi alla madre, va in guerra e stermina un bel pò di Troiani, per poi finir econ Ettore). Fin qui ci siamo??? Ma adesso veniamo alla vicenda di Troia propriamente detta: iniziamo con Elena e Paride. Paride ottiene Elena come premio da Afrodite (che lo proteggerà sempre durante il conflitto) perchè Paride aveva acclamato Afrodite come dea della bellezza dandole il pomo d’oro (queste mele d’oro crescevano solo nel giardino delle esperidi, tranquilli non dico altro, ma ci sarebbe tanto da dire, su questo giardino): ma da dove viene questo pomo d’oro??? La dea della discordia lo aveva fatto cadere con la dicitura “Alla più bella”, durante un matrimonio tra Dei a cui lei non era stata invitata. Il frutto era conteso tra Atena, Giunone e Afrodite. Serve un giudice, (all’epoca Mirigliani ancora non c’era) e si rivolgono al caro Paride. Quindi Elena  viene colpita dalle frecce di cupido, figlio di Afrodite (dio dell’amore e felice sposo di Psiche, detta così mi ricorda qualcuno, ma chi???), affinchè si innamori di Paride e lo segua a Troia. E scoppia la guerra.


Voi direte: aaahhh, Gaspare la finisce qui. Sta gran cippazza… il caro Cantarella si lamenta del fatto che Agamennone e Menelao muoiano a Troia, quindi non tornano in Grecia a dare il via alle tragedie “Elettra” e “Oreste”. Raccontiamo le vicende precise, allora. Facciamo un passo indetro. Imamginate i soldati pronti, sulle navi, ma ecco che viene una temepesta: non si parte. Gli indovini, che non si fanno mai abbastanza cazzi loro (in particoalre Calcante), intervengono e sentenziano: “Che venga sacrificata agli dei la cara Ifigenia,la figlia di Agamennone”. Il quale decide di accosentire al sacrificio (non siate schizzinosi, lo ha fatto anche Abramo con Isacco e anche qui, come nella Bibbia, c’è il trucco). Ma che padre premuroso ed esemplare. Proprio una brava persona. All’epoca non c’era il telefono azzurro, e poi anche se c’era, nulla si puote contro la volontà di Dei e Re. Insomma la ragazza deve essere sacrificata, in base ad un preciso rito che prevede che venga uccisa con un coltello. La Dea Diana (ecco il trucco) si commuove, rapisce la ragazza, la sostituisce con una cerva che viene sacrificata (non c’era neanche il wwf all’epoca, e comnque, voglio dire: pezzo di cretino, che figlia c’hai?? all’epoca non c’era la ceretta, ma al pietra pomice contro i peli, si usava… che figlia avevi per nona ccorgerti dello scambio??? ti eri accoppiato ocn una pelle di daino??). Successivamente, la Dea Diana porta la ragazza nella Tauride dando spunto per una tragedia del teatro classico greco: Ifigenia in Tauride. In cambio, la ragazza diventa sacerdotessa del culto di Diana (e quindi rimane vergine a vita….).  Tutti contenti, si parte e si va alla pugna. Che dura 10 anni (fatti, non pugnette). Ma perchè era fondamentale Achille???? Dovete sapere che Troia era inespugnabile: le mura erano state erette da Poseidone e Apollo sotto mentite spoglie, in quanto Zeus li aveva puniti per altre vicende che qui non riporto per evitarvi ulteriori rotture. Ovviamente, se le mura le costruisce un dio, diventa chiaro (tra l’altro mi sovviene che forse alla costruzione partecipò pure Ercole) che non le puoi abbattere facilmente. Da qui la necessità di avere un Super guerriero.


Dopo la guerra, si torna a casa, e Agamennone muore per mano di Oreste (suo figlio…proprio una bella famigliola), che pensa di vendicare la morte della sorella. Pottrei continuare, ma mi fermo qui. Solo con questo assaggio di mitologia greca si capisce che, se vuoi essere rispondente alle vicende dell’Iliade, senza lasciare dubbi negli spettatori, devi anche narrare almeno metà della mitologia greca, roba che tutto il Signore degli Anelli diventa uno die “corti” da cinque minuti di Canale 5. Alla resa dei conti, quinid, ritengo che sia stata fatta l’unica scelta possibile: eliminiamo gli Dei tout court e limitiamoci a qualche citazione. In mezzo vi lasciamo molta spettacolarità. E qualche licenza poetica. In ogni caso, credo che il film (ripeto lo devo ancora vedere) farà sì che coloro cui paicciono vicende di questo tipo, inizino a leggere l’Iliade e chissà che non leggano anche un pò di altri miti greci come è accaduto ocn il SIgnore degli Anelli (io personalmente non solo li divoravo invece di stare attento a scuola, ma in seguito ho letto anche tutti i miti relativi alla creazione dell’uomo e della terra di tutte le mitologie del pianeta. Oltre a leggere buona parte della mitologia scandiva, celtica, bretone e tedesca).


Agneddu e scuu e finìu u vattìu.

La tranquilla, sonnolenta, orrida provincia italiana…

Ieri sono stato a Comerio, una ridente cittadina, giusto due fermate di treno oltre Varese. Aria pulita, buona, salubre (cazzo, se non trovavo smog, finiva che iniziavo a fumare…troppo ossigeno per me), uccellini che cinguettano. E il deserto. Nel senso che non c’era anima viva. Direi che era la location ideale per un film. Ovviamente un film d’orrore. Perchè è in posti come questi che ti crescono gli Erika, gli Omar, i Ted Bundy, insomma i serial killer. E mentre io camminavo, sottto il sole, mi chedeevo quando sarebbe sbucato il pazzo armato di sega elettrica. Ancor più importante, mi chiedevo cosa ci facevo lì. Intendiamoci, il motivo lo sapevo, ma ero sicuro che ci fosse un altro motivo recondito, che realment emotivasse la mia presenza lì, in quel posto sperduto e dimenticato da Dio e dagli uomini, e dove nessuno si fa i cazzi suoi (considerate che nei paesi ci si conosce tutti e ci si vede tutti. Sono il luogo ideale del pettegolezzo, che è anche l’ultimo passatempo. La vera comunicazione istantanea, l’hanno scoperta gli abitanti dei paesoni, eoni fa). E allora cammino cammino cammino cammino cammino…finchè eccolo, non lo vedo: di fronte al luogo che dovevo raggiungere, ho visto il Sacro Graal, il vero motivo per il quale ero lì. E mentre gli occhi mi si riempivano di lacrime di commozione e di gioia, ecco che io mi inginocchiavo e rendevo grazie al destino benigno che mi aveva portato nel luogo supremo, di fronte ad un lago e dove avrei imparato i sacri misteri orientali. Era lì, il luogo perfetto: il ristorante cinese. E mentre miravo questo ristorante cinese, il padrone esce, mi guarda e sorride, sapendo che troverà in me un allievo ansioso di imparare e un discepolo che tramanderà ai futuri posteri le tradizioni e i misteri della ZUPPA DI PINNE DI CETACEO  e la GATTA NERA CON I NIDI DI RONDINE.
In cambio io, a mia volta, diventerò insegnante, anche se indegno, e gli tramanderò il colpo segreto della divina scuola siciliana, il colpo segreto dal quale non c’è scampo, il colpo che in cinese suona come: “Sto-ka-tsu t’attummulia” ovvero: “divino colpo della divina scuola siciliana del colpo di minchia in testa che causa trauma cranico ai suoi nemici fino a mandarli ni coma e oltre”.


E so su chi usarlo e per conto di chi


Agneddu e sucu e finìu u vattìu

Next Page »