Archive for February, 2004

Carnevale e sociologia

Ieri sera sono stato in Piazza Duomo a vedere il “Carnevale Ambrosiano”. Era la prima volta che lo vedevo: è stato molto grazioso (e penso che possa avere soddisfatto Emanuela Zini, se lo ha visto), anche se none clatante come altri carnevali (segnalo oltre ai soliti anche il Carnevale che si svolge a Putignano).


Ho visto anche Scary Movie 3: film leggero, divertente (fanno la parodia di Matrix, The Ring, Il Sesto Senso, Signs) ma scandoaloso per la brevità: siamo entrati alle 20 e, comprnedendo la pausa tra il primo e il secondo tempo, eravamo fuori alle 21.30. Assolutamente scandaloso.


Infine segnalo una iniziativa di Simona, la quale è una sociologa (avvertenza per i maschietti: non significa che lei “socializzi” facilmente…. almeno non in quel senso, brutti maialazzi) e sta portando avanti una ricerca sugli ambienti di lavoro. Maggiori dettagli in questo sito.


Bona to vada

Segnalazioni

Preannuncio che ho quasi finito “Febbre a 90″ di Nick Hornby e “Il Sosia” di Dostoevskji. In particolare quest’ultimo mi intrigava: l’avevo iniziato a sedici anni, per poi abbandonarlo… non riuscivo ad appassionarmi. Adesso me lo sto gustando.


Passando invece a segnalazioni di vario genere: cercasi volontari per andare al cinema, e per andare alla mostra di Van Dyck e a qualche appuntamento di Città in condominio - Scritture del presente.


Bona to Vada.

Le preghiere e gli Dei della Sfiga

Ieri ho sostenuto il colloquio cui accennavo nel post precedente: mi avevano telefonato parlando di risk management, ma quando sono arrivato li, dopo circa 130 secondi capisco che loro stanno cercando un programmatore: le domande di “finanza” sono poche, ma in compenso si informano su quali linguaggi so programmare, anzi esordiscono dicendo che stanno organizzando un database (che dovrebbe muoversi in un qualche ambiente microsoft) e citano un pai odi linguaggi di programmazione.


A parte visualbasic (che consoco, nel senso che sto provando ad autoformarmi su questo linguaggio) gli altri non li avevo mai sentiti nominare (ho amici ingegneri e hanno sempre parlato di Linguaggio C, C++, Delphi, ecc….). Confesso la mia ignoranza e capisco che andare a Lodi è stata una colossale perdita di tempo. Nel frattempo sento delle risatine sommesse: gli dei della sfiga si divertono con poco.


Mi dicono che loro stanno cercando un programmatore e allora gli chiedo perchè mi hanno chiamato e se avevano letto il mio cv. Dai loro sguardi capisco che anche loso comprendono che hanno fatto una cazzata.


Risultato: me ne torno a casa dopo un colloquio inutile, gli Dei della Sfiga fanno la ola. Ed io? Io sono mediamente incazzato: verso gli dei della sfiga e un pò verso tutto. Okay. Signori Dei della Sfiga: vole te la guerra?  E guerra sia. E come un generale (modesto io, eh??) mi preparo, allineo le mie truppe, mi do obbiettivi e faccio rullare i tamburi. Sarà divertente. E soprattutto vincerò io: perchè non mollo. Non voglio mollare.


Bona to vada

Eccomi qui

Ieri sono stato a Vercelli a vedere la figlia (tre mesi) di una mia amica… un’amore… bella cicciosa….


Al momento il mio portatile è in cura dai tecnici del cliente grossissimo, che mi stanno togliendo virus e compagnia bella (e mettendo windows 2000) e mi formatteranno il pc, e lo rimetteranno a nuovo (ovvimaente alcuni documenti verranno salvati. Io bloggo da un pc di fortuna e sto lavorando come un matto sui grafici e sto lavorando alla vecchia maniera: grafico stampato, righello, matita…. incredibile.


Ho appena ricevuto una telefonata: mi chiamano per un colloquio…. dico che al momento sarei un pò preso…. specificano che è per una assunzione… come??? assunzione???? no stage??? Assunzione a tempo indeterminato??? Okay, organizziamo per venerdi pomeriggio, prepariamo una balla e prendiamo mezza giornata per andare a lodi… Voi pregate per me….


Bona to vada

La neve e gli smileys…

Oggi mi sveglio, guardo fuori e vedo la neve…. Non ci posso credere: in questa fine di inverno, il clima ci “regala” la neve. Il tempo di preparare il pranzo da portarmi al lavoro (un petto di pollo tra due fette di pane, per chi fosse interessato), il tempo di bere il mio caffellatte (la mia dose è una caffettiera da tre tazze e circa un quasrto di litro di latte totalmente scremato e senza zucchero), rapido giro di telefonate e di SMS (per confermare che domenica pomeriggio sarò a Vercelli) e poi scendo per strada. La neve è presente, ma solo nei giardini. Sui marciapiedi non se ne trova. E sulle macchine…. Sulle macchine??? Neve sulle macchine??? Fa-vo-lo-so…. Mi avvicino alla prima macchina e con il ditino disegno la faccina: . La seconda macchina riceve un’altro emoticon:. E così via per 6 macchine. La cosa sarà infantile. Sarà stupida. Ma mi ha fatto sorridere. E mi è piaciuto molto farlo. Tanto tanto.


Bona to vada

Opporcazoccola

Insomma, mi ero appena abituato all’iea di stare in ufficio per mezza giornata da solo…. di potere avere accesso libero a canali per seguire la borsa (è il mio lavoro e mi paiace), smanettare su internet senza filtri (a connessioni ultraveloci), avere anche la televisione in ufficio, che oltre a Bloomberg tv prende anche Rai e Mediaset (e MTV e Lasette)… pregustavo l’arrivo del frigorifero…. e oggi vengo a sapere che la prossima settimana sarò tutto il tempo dal cliente grossissimo??? (e che di fatto ci tiene per le palle???). Non è giusto.


Comuqnue ora sapete, che forse la prossima settimana non potrò bloggare (seeee e voi ci credete che resto senza connessione???).


Bona to vada

Primo giorno

Primo girono del nuovo lavoro… ancora bisogna chiarire un paio di concetti (tipo, ufficializzare il compenso, che è stato stabilito, ma non si è ancora firmato niente), per il resto…. non sembra poi così male. Posso seguire la borsa valori (fa parte del mio lavoro), posso fare analisi, penso che il lavoro possa piacermi. E ho di fronte a me due Schermate di PC. E ho l’ufficio tutto per me. Certo essere solo non è bello, ma ha anche i suoi vantaggi. Per  certi versi mi sembra di tornare indietro nel tempo, ai tempi del 2000, quando ero in ufficio a seguire i titoli e a fare trading… solo che all’epoca avevo anche dei colleghi. Bòn…. Il diavolo, non è poi così brutto.


Bona to vada

Ultimo giorno

Oggi è il mio ultimo girono di lavoro, da Mercoledi si inizia una nuova avventura (ma non stupitevi se la nuova avventura subirà brusche modifiche, a livello lavorativo sono in attesa di alcune novità).


Mi mancheranno i colleghi (alcuni erano simpatici), mi mancherà il pub messicano di fronte all’ufficio e il doner kebab a 20 minuti di strada dall’ufficio. La nuova avventura ha delle incognite, ma le affronterò. Il ritorno a Mialno è stato accompagnato da qualche riflessione che si verifica ogni volta che a Palermo ci sto più di un paio di giorni: cosa sarebbe accaduto se ain passato avessi preso altre strade? Probabilmente non avrei conosciuto di persona molte persone che ho conosciuto qui a Milano. Anzi, dubito che le avrei conosciute di presenza, ma solo su internet. Senza contare i colleghi del master (alcuni meritano e sono contento di sentirli ancora e di potere vederli qualche volta). Sinceramente questo quesito, il “what if” (che si può tradurre con un “cosa sarebbe accaduto se…”) è un giochino che qualche volta prende pure me, ma per poco tempo. Il tempo di un paio di respiri… forse due minuti. Poi mi dico che è inutile pensarci e che le mie scelte mi hanno portato qualche cosa brutta, ma anche tante cose belle. Poi mi guardo attorno e noto che qualcosa sta migliorando, e poi le scelte fatte a suo tempo, sono state fatte perchè ritenute le migliori possibili. Inutile pensare al passato. Bisogna guardare al futuro. E detto ciò, non ho più ripensamenti e chiudo la porta del passato, conscio che bisogna sempre guardare al futuro.


Bona to vada

Calliphora

Ho finito di leggere Calliphora, il nuovo romanzo di Patricia Corrnwell con protagonista Kay Scarpetta, l’anatomopatologa inventata dalla scrittrice.
Premetto, per dovere di cronaca, che ho sempre ritenuto che, nel personaggio di Kay Scarpetta, l’autrice adombri molto se stessa (ovviamente in versione idealizzata).
Tornando al romanzo: parte da tre anni dopo le vicende de “L’Ultimo Distretto”, e quindi il processo a Jean Baptiste Chandonne si è chiuso.
Non è un giallo nel senso classico del termine: è un thriller (come viene riportato nella copertina), in cui la Cornwell apporta parecchi cambiamenti.
Il primo, e più evidente, è quello del suo modo di scrivere: i romanzi precedenti erano ambientati nel passato e venivano “raccontati” da Kay Scarpetta, e quindi si usava la prima persona. Nel nuovo romanzo la Cornwell parla al presente, ed in terza persona seguendo le vicende dei vari personaggi che si incroceranno verso la fine del libro. A proposito dei personaggi: le loro situazioni, rispetto all’ultimo libro, sono molto cambiate, ma anche come carattere sono cambiati, in particolare Lucy (la nipote di Kay Scarpetta) e un altro personaggio (di cui non posso fare il nome o rovino tutto) e questo stride con i romanzi precedenti.
La Cornwell, comunque, va ancora più in la: riesuma vecchi personaggi, disegna un intrigo e si riallaccia a vecchie vicende (consiglio: rileggetevi punto d’origine) cambiando e stravolgendo le carte in tavola dando, in alcuni casi, l’impressione di avere voluto barare con il lettore e di tentare di uscire da un vicolo cieco nel quale si era cacciata con i precedenti libri.
Alla fine , molti nodi vengono risolti e altri lasciati in sospeso in modo da fungere da prologo ad un successivo, inevitabile libro.
Detto ciò, aggiungo che penso possa piacere ai fan della Cornwell (sono tra questi), mentre per quanti si avvicinano per la prima volta all’autrice il libro è godibilissimo (anche se non avete letto gli altri libri dell’autrice).
I colpi di scena ci sono e sono ben dosati, anche se qualche volta il lettore di vecchia data può sentirsi tradito. Comunque è un libro che vale il suo prezzo (416 pagine, euro 18,60).
Bona to vada

Il ritorno di Onan il barbaro e l’idiozia umana

Ormai si va diffondendo sempre più la notizia del risultato di una ricerca condotta da alcuni medici: darsi a pratiche onanistiche previene il cancro alla prostata, ovvero masturbarsi fa bene alla salute.
Insomma, più ci spippettiamo e più combattiamo il cancro alla prostata.
Immagino che Sirchia farà una legge in cui si obbligano gli uomini a masturbarsi… voglio vederlo a spiegare questa legge al tg1 delle 20.
E poi immagino il cambio di rotta delle madri italiane più apprensive.
“Carletto, ti sei masturbato?”
“Mamma, l’ho già fatto tre volte”
“Forza fallo ancora che ti fa bene, tieni anzi queste riviste e questa videocassetta…”
“Ma mamma….”
“Niente ma… che ti fa bene…dai, poi ti faccio lo zabaione”….
Ragazzi, è una manna per noi: se vediamo una bella ragazza, basterà fingere di stare male, andare d alei e chiederle di spippettarci. Se si rifiuta la possiamo denunciar eper omissione di soccorso: quindi la ragazza o si dedica al pene o finisce con il codice pen…ale.
Adoro queste ricerche scientifiche.
A proposito di ricerca scientifica: mentre noi mandiamo avanti leggi retrograde sugli embrioni (degne dell’ottocento più bigotto) in altre parti del mondo vanno avanti con la ricerca. Il bello è che queste ricerche sono la chiave per tante malattie: non solo per i trapianti di organi, ma anche per l0alzheimer, per il parkinson, per l’AIDS e chissà quante altre malattie. E poi queste cure le importeremo dall’estero pagandole carissime, mentre chi vuole fare ricerca seria emigrerà altrove (per intenderci, la ricerca l’hanno compiuta Americani e Sud Coreani, per la serie ci battono tutti).
Personalmente trovo la legge sugli embrioni assolutamente idiota.
Speriamo che altrove non siano così stupidi, e che si possano avere nuove e più efficaci medicine contro tante malattie degenerative.

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