Come promesso, ecco un breve resoconto sul viaggio di ritorno in direzione Milano.
Come ho detto nel post precedente, il viaggio per tornare a Milano è stato tranquillo, ma…. Perché cari miei, c’è sempre un ma in agguato.
Il “ma” si è concretizzato nel secondo giorno di viaggio, ma andiamo con ordine: martedì parto da Palermo con la nave della compagnia “Grandi Navi” con destinazione per Livorno.
Durante la notte, tutto bene, tutto tranquillo, ma era solo la calma che preannunciava una tempesta……
Ed il giorno dopo, mentre si attendeva che la nave arrivasse in porto (con due ore e mezza di ritardo), ecco che si profila la più temuta tempesta che il genere umano possa paventare…… peggio della tempesta di fuoco che biblicamente si abbatté su Sodoma e Gomorra (a proposito, a Sodoma si sa che facevano…ma a Gomorra???? Se lo sapete ditemelo).
Sto parlando della temutissima TEMPESTA DELLE VACCATE DI MERDA……. Altro che i Bastioni di Orione in fiamme o le porte di Tannhauser…. Qua Blade Runner, al confronto, faceva un’emerita pippa a chiunque.
La tempesta si profilava all’orizzonte con l’arrivo dei suoi araldi: non i 4 cavalieri dell’Apocalisse, ma con gli ANIMATORI della nave. E qua apriamo una parentesi: oltre alla distinzione tra animatori bravi e meno bravi, gli animatori si distinguono, anche in due categorie: quelli che non ti rompono i coglioni (e quindi se vuoi partecipare, partecipi, altrimenti te ne stai in pace) e quelli che invece, con una maestria unica, ti rompono i coglioni in maniera scientifica, finchè tu non molli e cedi, arrendendoti a qualsiasi idea malata la loro mente disturbata riesca a partorire.
Sinceramente non so da quale ramo evolutivo umano escano gli animatori di questo tipo (alcuni dicono dal ramo Homo Piattolus, purtroppo non ci sono elementi per avallare questa tesi).
Tornando al viaggio: avendoli visti in lontananza, capisco che si stava prospettando qualcosa di assolutamente tremendo e quindi mi defilo, riscoprendo le capacità mimetiche che al liceo mi permettevano di non essere individuato dai professori quando ero impreparato (i miei compagni più bravi erano capaci di mimetizzarsi con il banco, diventando degli inerti pezzi di legno).
Mimetizzato da Panda (non la macchina, l’animale) sono riuscito a passare inosservato quanto una Panda (non l’animale, la macchina), mentre gli animatori incominciavano a mietere vittime e alla fine hanno messo in piedi l’orrido spettacolino del Karaoke.
Ho visto dei cinquantenni padri di famiglia stonare anche l’instonabile e accogliere sorridendo gli spernacchiamenti di mezza nave, ragazze e ragazzi arrivare sul palco spinti a viva forza dai genitori ed essere sommersi dai fischi (e poi ci chiediamo come nascano le erike di mezzo mondo). Bambini di 5 anni lanciati allo sbaraglio e quando scendevano dal palco portavano i segni di traumi psicologici. Insomma ho finalmente capito da dove cazzarola la De Filippi e la D’Eusanio tirano fuori delle persone disposte a sputtanarsi in mondovisione e ad essere contente.
Bona to vada