Pretoriani
Oggi, su Repubblica, Massimo Giannini parla degli irriducibili che si annidano nella coalizione di governo.
Ad un certo punto, ricorda che i leader della sinistra radicale (e che oggi bocciano il DPEF e Padoa Schioppa) si erano proclamati “guardie del corpo di Prodi”.
Dice testualmente: “Quanto a Prodi, ha solo un modo per fronteggiare l’altolà di quelli che sei mesi fa si dichiaravano le sue “guardie del corpo” (Franco Giordano, dopo la marcia dei precari del novembre 2006) e che oggi rischiano di diventare i suoi “carnefici” (ancora una volta, come nel settembre del 1998).”
Giannini dice che Prodi dovrebbe rispedire al mittente l’altolà . Vorrei dire al signor Giannini, che Prodi non può farlo e non solo perchè così rischia di fare cadere il governo (può cadere qualcosa che non esiste? perchè l’attuale governo non esiste, in quanto incapace di essere d’accordo su almeno un punto di governo e su come attuarlo). Prodi non può farlo perchè, la Storia insegna che spesso i governanti sono stati deposti proprio dalle guardie del corpo e da chi erano più vicini a loro.
Considerando che alcuni giorni fa Berlusconi aveva parlato di regicidio, ancora di più mi sovviene il parallelismo tra Prodi e gli antichi regnanti di un tempo, specialmente gli imperatori romani che spesso dovevano convivere con un Senato ufficialmente acquiescente, ma in realtà ribelle (e pronto a cospirare con il futuro imperatore): gli imperatori romani avevano le loro guardie del corpo, i pretoriani, i quali, spesso, uccidevano ed eleggevano gli imperatori di roma, diventando loro, di fatto i veri padroni della scena storica (uniche eccezioni erano gli imperatori divenuti tali per acclamazione popolare e che spesso erano generali di legioni più numerose e agguerrite dei pretoriani). E oggi la storia si ripete, i “pretoriani rossi” menzionati da Giannini, minacciano l’imperatore Prodi e se questi non comprerà i loro servizi, finirà ammazzato. Prodi non potrà sfuggire a ciò.