Una repubblica fondata sulle rendite

Ho terminato ieri di leggere “Una repubblica fondata sulle rendite” scritta da Geminello Alvi. E’ un libro che pone l’accento su tutte le rendite che vi sono in Italia, non solo quelle presunte finanziarie: anzi l’attacco più profondo e feroce che fa è contro le pensioni e contro le funzioni redistributive dello Stato, affermando che il Centrosinistra, quando ha governato ha buttato via i vantaggi dell’Euro e soprattutto che ha impedito una vera riforma del sistema pensionistico. Altro punto su cui si batte è che i giornali, senza i contributi statali, in massima parte sarebbero falliti, e così via.
Si può essere d’accordo o meno sulle soluzioni da lui proposte, ma alcune cose fanno riflettere e sono incontrovertibili.
Nonostante ciò il libro non mi è piaciuto: non per i contenuti, ma per come sono esposti. Il libro è troppo verboso, prolisso, lungo: in certi momenti ha quasi toni e velleità liriche, più da poesia (becera e prolissa, alla Dannunzio per intenderci) che da libro scientifico.

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