Una mattina…

Una mattina ti arriva una telefonata.
Dall’altro capo del telefono una persona che, mai vista nè sentita prima, mi da immediatamente del tu (senza peraltro chiamarmi mai per nome). Mi vuole parlare. Subito. Subitissimo.
Potrei anche accontentarlo, ma decido di fare giusto un attimo il prezioso: in fondo è lui che mi sta chiamando e se vogliamo dirla tutta il suo atteggiamento mi fa girare una ttimo le balle: è molto poco professionale.
E quindi: oggi pomeriggio??? Sarei impegnato, meglio lunedi?
E all’altro capo del telefono la persona in questione mi dice che non può, e che insomma è a me che conviene presentarmi. E lo dice anche con una certa arroganza. A me sinceramente, manco lo conosco, ma inizia a starmi sulle balle. La sua arroganza è quella tipica arroganza di chi si sente un padreterno, di chi si sente arrivato: sinceramente a Milano ho conosciuto gente veramente “di peso”, ma erano anche le persone più umili e meno arroganti di questo mondo, pur avendo tutto il diritto di fare un attimo i sostenuti, visti i risultati professionali raggiunti.
In ogni caso, a quel punto ci penso su un attimo: in fondo due parole non si negano a nessuno, e quindi gli dico che il suo orario non andava bene, ma che se proprio voleva si poteva fare un pò più tardi. Lui accetta.
E oggi pomeriggio, vedrò cosa ha da dire una persona che ha una mail il cui indirizzo è, aggiungendo una vocale, quello stesso di una nota e grossa azienda di telefonia italiana. Generalmente ’sti trucchetti per cercare di trarr ein inganno gli altri, sono vecchi quanto il cucco.
Devo ricordarmi di dirglielo. smily

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