Repressione in Cina

Oggi, sul Corriere della Sera, campeggiava in prima pagina la notizia che in Cina l’esercito ha represso, con la forza, una protesta di un villaggio di contadini che non voleva che una centrale elettrica fosse costruita lì vicino.
Si parla di alcuni morti, sicuramente due, ma forse anche una diecina, e di una ventina di feriti (almeno).
Bertinotti, in visita alle autorità cinesi, saputo dell’accaduto si è limitato a dire che la repressione è una brutta cosa, ma che non è colpa del Comunismo, ma del Mercato.
Mi spiace onorevole Bertinotti, ma credo che lei stia sparando una cazzata enorme: le idee non uccidono; un sistema economico non uccide; il comunismo o il libero mercato sono delle teorizzazioni, delle astrazioni, e non uccidono. Quello che uccide è un regime dittatoriale e liberticida come quello cinese. Un regime che non ammette la libertà di pensiero o di associazione.
E mi stupisco che Bertinotti, tutto sommato, non abbia espresso parole dure verso il governo cinese: un governo che non ammette la possibilità di costituire dei sindacati, ma ammette l’esistenza di un solo sindacato di stampo governativo; e questo sindacato, alle osservazioni di Bertinotti, ha fatto sapere che loro preferiscono evitare gli scioperi, ma cercare accordi con il governo. Proprio come accadeva da noi ai tempi del fascismo.

17 Comments so far

  1. Led on December 14th, 2005

    Che ci vuoi fare? La Cina non è una democrazia, anche se ha voltato la sua economia in tipo capitalistico della più selvaggia specie. Di Bertinotti non mi stupisco. Io ho provato a discutere di Cina con gente dello stesso orientamento e ho preso pesci in faccia. Non ti dico gli insulti. E per cosa? Perchè ho detto che la Cina dovrebbe chiudere il becco (riguardo le critiche che fa ad altri Paesi) e concedere invece le libertà civili.

  2. giulio on December 19th, 2005

    Scusa se ti faccio qualche domanda. Ma tu conosci la Cina? Credi che il regime italiano o americamo, o quell’occidentale in generale sia davvero il migliore? Pensi che i valori occidentali siano i piu’ perfetti dell’universo e che debbano essere rispettatti da tutti? Qualsiasi cosa vada vista e misurata con gli standard europei?

    Prendendo la vosrea logica i cinesi, cosi’ come i coreani e i cubani, i palestinesi e i israeliani, gli iracheni e gli iraniani, ecc. possono tutti comodamente dire che le loro cose sono migliori del mondo, e i loro valori devono essere rispettati da tutti, compresi voi europei. Ma lolo non hanno fatto, perche’ sono piu’ rispettosi verso gli altr. Loro fanno le loro cose secondo queloo che credono loro e, non vogliono imporre le loro idee a voi europei.

    Tra gli italiani quanti sono soddisfatti del governo o dei partiti governativi? Pero’ ti posso dire che in Cina questo percentuale e’ molto molto alto, fino al punto che non riesci neanche a immaginare.

    Il regime cinese e’ riuscito a migliorare costantemente la vita dei cinesi in 27 anni. E in Italia di oggi o nella storia italiana, chi ci e’ riuscito? E chi o quale partito ha coraggio di dire si’? Magari tu vuoi dire che la crescita della Cina viene dal sfruttamento o dalla concorrenza sleale. Ma se veramente ci pensi in questo modo, ti prego di non dimenticare la storia della crescita capitalista europea e la storia colonialista vostra. E ricorda l’invasione delle otto potenze occidentali in Cina nel 1900. Voglio anche dire che tra quelle otto potenze c’era anche Italia.

    I cinesi sanno almeno con questo regime domani si vivera meglio. E gli italiani, scusami per la franchezza, invece avranno una vita senpre piu’ dura, visto le vostre esperienze di questi anni.

    Come si dice in Cina, prima di criticare gli altri pensaci per tre volte.

  3. gaspare on December 19th, 2005

    Caro Giulio, ma sei sicuro di quello che scrivi???
    I cinesi sono cresciuti negli ultimi 27 anni??
    Vallo a dire ad amnesty international che denuncia da anni le repressioni adottate dal regime cinese.
    I cinesi sono in massima parte d’accordo con il loro governo??? scusa, chi lo dice: lo stesso governo cinese’?? O i cinesi che, se dissentono vanno in galera???
    O i morti di piazza Tiennammen??
    L’italia, in CIna nei primi anni del 1900 ha avuto un ruolo estremamente marginale.
    Sullo sfruttamento e sulla concorrenza sleale non penso di dire nulla, perchè in certi casi è un fatto: è un fatto che le aziende cinesi non rispettano i vincoli ambientali o le norme sulla sicurezza degli operai. ANche noi lo abbiamo fatto in passato, nei secoli passati, per essere precisi nel 1800 e nei primi del 1900, ma ora rispettiamo le regole. Possiamo anche scioperare e la polizia o l’industriale di turno non può dirci nulla. Posso dire anche che questo governo sbaglia, e, incredibile, neanche un poliziotto sotto casa che mi vuole arrestare. IN cina? In cina non puoi dissentire dal governo. NOn c’è libertà di associazione, neanche a livello sindacale, come ha rilevato lo stesso Bertinotti. La nostra condizione, direi che è migliore rispetto a quella di due secoli fa o dell’infanzia dei nostri genitori. Certo abbiamo i nostri problemi, ma mi sembra che la libera espresisone non sia tra questi, come invece è in CIna. Se poi per te è giustificabile un regime che reprime e uccide chi dissente allora, scusa tanto, ma stiamo parlando di un regime dittatoriale, non certo di un regime dove tutti dovrebbero essere uguali.

  4. gaspare on December 19th, 2005

    e poi ti ricordo che almeno gli USA hanno costretto e inquisito pure le loro massime cariche politiche, se questi infrangono la legge (ad esempio Nixon)..

  5. Giulio on December 20th, 2005

    Bravo Gaspare! Se quello che l’Italia ha fatto in Cina nel 1900 e’ marginale come dici tu e, giuistificabile secondo te, qllora perche’ quello successo in Tian An Men nel 1989 non puo’ essere marginale e giustificabile oggi? O credi che si devono passare ancora 100 anni?

    Certe cose avete fatto nel 1800 e oggi rispetate le regole, quindi siete perdonati. Sai che questo e’ tutta una ipocrisia? Avete gia’ finito l’accumulazione sfruttando gli altri, dico altri! Colonializzando le altre nazioni! E oggi potete dire di rispettare le regole comodamente! Perche’ non avete rispettato le regole 200 anni fa? Allora secondo la tua logica perche’ la Cina non puo’ aspettare anche 200 anni per rispettarle, dopo aver finito come voi l’accumulazione?
    Per quanto riguarda la concorrenze sleale come dite voi, la Cina e’ in WTO e rispetta i suoi criteri. Ricordati bene che questi criteri sono stati fissati da voi capitalisti. Anzi siete voi che violate le regole. Non e’ stato il vostro bravo ministro Tremonti che vuole mettere di nuovo i dazi? Questo come spieghi?
    Si vede tu non conosci affatto la Cina, per non parlare della storia, della cultura cinese.
    Come un antico detto cinese, tu sei un ranocchio in pozzo che vedi solamente quel piccolo pezzo di cielo!

  6. gaspare on December 20th, 2005

    Giulio, non lo dico io, lo dice la storia: in Cina la nostra presenza coloniale era risibile. Mi puoi dire dei Giapponesi (che occuparono la Manciuria), mi puoi dire dei Russi, degli Americani, degli Inglesi, ma gli Italiani in Cina, se c’erano, erano poca cosa rispetto agli altri colonialisti. Ovviamente se mi citi la Libia o l’Eritrea, il discorso cambia: lì ci eravamo, eravamo “dominatori” e, soprattutto nel corno d’africa, non ci siamo comportati bene.

    Riguardo alle violazioni del 1800: non ho detto che fossero giustificabili. Ma all’epoca non esisteva il concetto di dirittti del lavoratore (non come li intendiamo oggi), se è per questo non era concepibile neanche il voto alle donne: ma sai cosa c’è??? c’è che si migliora e si va avanti anche a livello legislativo. Tra l’altro, se si dovesse rispettare quel che dici tu, allora la Cina sarebbe automaticamente autorizzata alla tratta degli schiavi (che noi, vergognosamente, facemmo nel medioevo e nel rinascimento, e anche oltre). Per fortuna ora è abolita. Inoltre, vogliamo riconoscerli i diritti fondamentali dell’uomo, oppure no??? La libertà di espressione ti dice nulla??? Da noi si poteva protestare e infatti i sindacati hanno ottenuto importanti vittorie.
    Sai che in CIna nelle campagne, vi è ancora l’usanza che i contadini uccidono le neonate, perchè vogliono che il primogenito sia maschio???
    Mi dici che Tien na men è giustificabile’?? Ma in base a cosa?? Nessun massacro, nessun soffocamento della libertà di espressione è giustificabile da parte di un governo. Un governo dovrebbe garantire la libertà di espressione e le libertà fondamentali: e questo lo hanno ribadito anche Marx e Lenin.
    200 anni fa, le regole non c’erano, oggi ci sono e le rispettiamo.
    Sulla Cina nel WTO ci andrei piano, vi è entrata ma con molte cautele e dopo promesse di apertura da parte del regime. Il “voi capitalisti” risparmiatelo, perchè di me non sai nulla. Non sai nenache cosa abbia votato. Se leggi tutto il mio blog vedrai che spesso ho criticato la Sinistra e ancora di più il CentroDestra (le cui colpe sono molte). I dazi fissati da tremonti?? Ristabiliamo la verità: i dazi non li può fissare Tremonti, ma l’Unione Europea, la quale li ha fissati perchè le aziende cinesi avevano violato la legge con il dumping (vendere prodotti a un prezzo inferiore del costo, per potere eliminar ele società concorrenti) permesso dagli aiuti di stato cinesi (ad esempio, lo Stato Cinese aiuta i suoi importatori di acciaio pagando metà della loro fattura). Inoltre i dazi, in realtà sono state delle quote (ovvero limiti all’importazione) principalment enel settore tessile, che era in crisi: crisi che origina da varie cause, anche dal costo del lavoro molto inferiore in cina (un operaio in cina prende 83 euro al mese) e che stava producendo licenziamenti da noi. Mi stai dicendo che è meglio che i nostri operai tessili vadano a spasso???
    La storia cinese la conosco, potrei citarti vari libri letti. Sulla cultura cinese idem. Certo non la conosco benissimo, ma non mi sembra che tu sia un cinese e quindi non puoi criticare.
    SUl ranocchio nel pozzo, non commento perchè è ridicolo, ma ti dico di andarci piano con le parole.

  7. gaspare on December 20th, 2005

    e poi scusami, ma la repressione, oggetto del mio intervento sul mio blog, è stata condannata financo da Bertinotti, che di certo non puoi definirlo capitalista, e ora cosa mi dici??? Tra l’altro Bertinotti, ha chiesto al sindacato (unico ed espressione del governo) di essere più incisivo, praticando forme di protesta migliori, quali ad esempio lo sciopero e di essere in disaccordo con il governo cinese.

  8. Giulio on December 20th, 2005

    Caro Gaspare, tu dici che non sembra che io sia un cinese e quindi non posso criticare. Dichi anche che conosci la Cina perche’ hai letto molti libri. Come ti posso dire. Io sono un cinese e adesso sono proprio in Cina. Dell’Italia non posso dire di conoscere bene, perche’ ci ho vissuto per solo 8 anni, per lo studio e per il lavoro. Mi sono persino iscritto ad una universita’ italiana, in scienze politiche.

    Per il fuso orario, adesso non posso scrivere, sono le 17 ora cinese. Ti rispondero’ dopo.

  9. gaspare on December 20th, 2005

    ok, giulio, voglio vedere come mi puoi giustificare una repressione violenta.
    perchè questo è avvenuto in Cina, alcuni giorni fa, con alcuni morti tra contadini.

  10. gaspare on December 20th, 2005

    e dovrai anche sbugiardare i rapporti di amnesty international.

  11. gaspare on December 20th, 2005

    a proposito, Giulio, eccoti un link interessante sull’argomento:

    http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=74&ida=&idt=&idart=4274

  12. GIULIO on December 20th, 2005

    Bene, la vostra presenza in Cina era risibile e, quindi ti posso dire dei Russi, dei Americani, dei Giaponesi, ma non degli italiani. Nella storia, l’Italiana e’ stata occupata dai Spagnoli, dai Portoghesi, dai Francesi, ecc. Perfino dagli Svizzeri anche se era una piccola contingente. Ma comunque era un’occupazione seconda la vostra storia. E in Cina, oggi si vede ancora le tracce del quartiere italiano in Citta’ di Tianjin, distante una centinaia di chilometri da Pechino. Giustifica prima questo!

    Capisco che vuoi dire. Nel passato anche voi avete violato le regole, perfino quelle considerate oggi fondamentali. Invece oggi fate bene, perche’ siete cambiati, avete fatto il progresso, siete civilizzati. Benne! Ma dopo quanto tempo avete ottenuto il risultato di oggi? 100 anni o 200 anni? Non voglio negare la vostra civilta’, il vostro sistema democratico. Ma tu conosci la realta’ cinese? E sopratutto conosci quello successo in questi ultimi anni in Cina?

    Il cambiamento e il progresso avvenuti in meno di 30 anni in Cina sono piu’ di quelli successi in 100 anni in Italia. Non solo in economia. Siccome hai letto i libri di storia cinese, devi sapere che fino al 1987 in Cina c’era un sistema come quello sovietico, con l’economia pianificata, praticamente senza un sistema giuridico e legislativo. In 27 anni sono dovute cambiare tante cose, dalla pianificazione al mercato, da un’economia tutta domestica alla piana partecipazione della concorrenza mondiale… riesci a immaginare che 27 anni fa i cinesi non sapevano che cosa erano le banche commerciali, le assicurazione, le borse, i titoli, lo stato sociale…? Sai che qualsiasi cosa non si comprava ma si distribuiva a testa con una quota fissa, perfino ogni famiglia cinese ogni mese poteva aver solo una certa quantita’ di fiamifferi e se consumava tutti non trovava piu’ se non aspettare il prossimo mese?

    In 27 anni l’economia cinese ha avuto una crescita annua di 9,4%. In 27 anni la popolazione sotto la soglia di poverta’ e’ diminuita da 300 milioni a 26 milioni. In 27 anni il Pil cinese nel graduatorio mondiale si e’ portato dall’oltre centesimo al settimo posto e, sembra che quest’anno superera’ quell’italiano. Credo che tu non conosci affatto queste cose, se no, non avrai negato che la vita dei cinesi sia migliorata.

    Dico questo non significa che in Cina tutto sia perfetto. La Cina ammette i problemi e le difficolta’. Pure il partito e il governo cinese riconosce questo. Non sono come la maggioranza e il governo italiano che ripete tutto va bene. Di fronte ai problemi il governo cinese fa le riforme, magari non tutte le cose insieme, pero’ il popolo vede il miglioramento continuo, non come in Italia in 5 anni di governo non si fa quasi nessuna riforma necessaria, e molti italiani subiscono il peggioramento della condizione di vita. In Cina il numero dei poveri si diminuisce, e in Italia non si sta invece aumentando?

    Democrazia e liberta’ sono le cose fantastiche, anche io le sogno. Pero’ in Cina oggi ci sono ancora tante persono da sfamare, ci sono le cose urgenti da fare. Questo non significa che in Cina non esista la liberta’ e la democrazia, non significa che lo stato di liberta’ e di democrazia sia fermo. Le cose in Cina si migliorano, si avanzano, nvece in Italia stanno ferme. Io sono venuto in Itallia per la prima volta nel 1986, quasi 20 anni sono passati, oggi sinceramente non trovo un grande cambiamento. Pero’ questo non e’ un disprezzo. So che l’Italia e’ gia’ arrivata a un punto abbastanza alto, il miglioramento ulteriore diventa assai difficile se non cambia radicalmente il sistema. Invece la Cina si trova ancora in fase di sviluppo. Anche per questa ragione molte cose richedono il tempo, il tempo necessario per cambiare. Abbiamo cominciato tardi, siamo ancora indietro. Se volete che la Cina sia come un paese europeo, tutto secondo lo standarde europeo, sara’ reale secondo te? Poi tra la cultura cinese e quella italiana c’e’ una grande differenza, su quesa forse per te e’ difficile a comprendere. Provo a spiegare. Per voi culturalmente l’individuo e’ al primo posto, l’interesse di ogni persona va garantita. Questo e’ un bene, un valore. Ma in Cina, per la tradizione confuciana, il senso collettivo, la societa’ e’ molto piu’ importante. Quindi l’interesse individuale puo’ essere sacrificato per quello collettivo, il bosogno immediato puo’ anche essere sacrificato per quello di lungo termine.

    Sulla questione del WTO, la Cina ci e’ entrata, con cautela o no, e’ dentro comumque. Come Berlusconi che ha vinto le elezioni nel 2001, ti piaccia o no, devi accettare la realta’. Una volta dentro, la Cina voglia o no, deve accettare le regole. Non so se conosci realmente la storia dei prodotti tessili cinesi. Prima dell’entrata in WTO dalla parte cinese, si prevedeva gia’ il rischio che l’industria europea poteva subire. Sia i cinesi che gli europei erano consapevoli. Proprio per questa ragione nei negoziati tra le due parti si e’ inserita una clausola nell’accordo, secondo la quale si e’ fissato un periodo di 10 anni di transizione. In quei 10 anni il mercato europeo doveva aprire gradualmente ai prodotti cinesi, cosi’ l’industria europea puo’ adeguarsi piano piano al cambiamento del mercato. Pero’ l’europa ha tenuto chiuso il proprio mercato per 9 anni! Per 90% dei prodotti cinesi il mercato europeo ha dato il permesso di accesso solamente all’ultimo anno, alla scadenza del periodo transitorio! L’industria tessile europea e’ rimasta ferma per 9 anni e si trova all’improvviso di fronte ai prodotti cinesi! Di chi e’ la colpa secondo te? Anzi i cinnesi sono stati piu’ comprensibili dei europei, hanno concesso un’autolimitazione di esportazione oltre quello che dovevano! Personalmente penso che gli europei hanno fatto a posto cosi’ per chiedere qualcosa di piu’ dai cinesi!

    Non voglio che le vostre industrie chiudano, pero’ non potete stare li’ fermi e aspettare che il mondo giri sempre al vostro favore. Le regole del mercato libero e della concorrenza non sono i valori dei occidentali? Volete mica che il costo di lovoro cinese sia oggi al volstro livello cosi’ per garantire la competitivita’ vostra? Sai pagare 2000 euro mensile a un operaio cinese in una Cina con il Pil pro capite di 1000 dollari cosa significa? Berlusconi poteva dire agli italiani di spendere per fare crescere la domanda, ma gli operai non guadagnano cosi’ tanto come lui, i pensionati al fine mese hanno gia’ il portafoglio vuoto!

    Del rapporto di Amnisty International non voglio sbugiardare affatto. Prova a chiedergli da dove vengono le informazioni. Dai fonti loro, credo. Tu sai anche come scrivono le mass media. Faccio l’esempio della visita di Bertinotti in Cina, credi veramente che quello scritto sia tutto quello detto da lui? No!!! Conosco chi parlava, conosco chi scrivevano. Credi veramente che la stampa italiana sia tutta libera e dice tutta la verita’? Basta sfogliare LA REPUBBLICA e LA PADANIA, o IL SECOLO D’ITALIA e IL MANIFESTO dello stesso giorno. La stessa cosa e’ il rapporto di Amnisty International. A proposito, la vostra stampa ha scritto tempo fa che l’aviaria aveva causato gia’ 300 morti in Cina invece di 3 comunicato dal governo cinese e, poi’ questa notizia e’ stata smentita proprio dalla WHO. Te lo ricordi?

    Negli USA ci’e’ la pena di morte, si vedono spesso le violenze di polizia contro i neri. Certo queste cose non le chiamate repressione, perche’ gli USA sono la stella polare della vostra democrazia, sono il santuario dei vostri valori. Mi dispiace tanto per voi!

  13. gaspare on December 20th, 2005

    credo che alla fine siamo più simili di quanto si creda.
    Inizio dalla fine:
    Usa: personalmente sono contro la pena di morte. E non per motivi religiosi, ma per motivi di tipo prudenziale: può capitare (ed è capitato) che in base a nuove prove si scopra che qualche persona è stata condannata ingiustamente: se è viva, la si risarcisce, ma se è morta ciò non può avvenire. Insomma la pena di morte è qualcosa di “troppo deifnitivo”.
    Sulle violenze da parte della polizia contro i neri, direi che siamo d’accordo: la mia condanna in quei casi è sempre stata ferma. La polizia, non può e non deve lasciarsi andare ad atti di giustizia sommaria, o abusare del proprio potere (beninteso se io attacco un poliziotto, è lecito che lui si difenda).
    Gli USA, come santuario dei valori. Dipende: se pensi al modello “teorico” statunitense, ovvero di uguali opportunità per tutti e diritti e doveri uguali per tutti, allora si, lo ammiro molto. Se parliamo degli USA concreti, direi che alcune cose sono apprezzabili, altre sono da condannare. ANche gli USA spesso sono oggetto di propaganda contraria, ma sono dell’idea che abbiano commesso degli sbagli enormi in passato.

    Amnesty international: direi che, se è vero che le loro fonti, sono le loro, è anche vero che, per par condicio, non possiamo credere al 100% di ciò che fornisce come dati il governo cinese. Diciamo che la situazione è in divenire, ma che sull’aspetto dei diritti umani si può e si deve fare ancora tanto. come anche sulle garanzie dei prigionieri.

    Sulle industrie: in passato (adesso a mente non saprei le date, ma se cerchi tra gli archivi o nel search a fianco li trovi), ho criticato molti atteggiamenti dei nostri industriali e manager. A cominciare dal fatto che investano poco e niente in ricerca. In Italia l’80% della ricerca provata è finanziata da due sole società: FIAT e Finmeccanica. Troppo poco. I nostri industriali hanno sempre peccato (ma anche i nostri politici) di scarsa lungimiranza alla programmazione e pianificazione economica: si accontentavano di mantenere lo status quo (grazie ad una lira debole). Ora ciò non vale più. Indubbiamente hanno le loro colpe.

    Sulle avvertenze che alcuni politici europei avevano dato sui prodotti tessili, so, ed eviterò di dilungarmi. Il problema fu sottovalutato se non addirittura ignorato.

    Immobilismo in Italia: purtroppo è vero ed è un rischi connaturato alla democrazia. Se difendi le minoranze, se cerchi il consenso, allora alcune volte hai le mani legate.
    Triste, ma vero. D’altro canto, il rischio opposto sarebbe quello di una dittatura giustificata dalla voglia di interventismo: un problema che abbiamo vissuto con il fascismo. Tante riforme fatte, ma anche tante ingiustizie e iniquità perpetrate. A comnciare, ripeto, dal nostro comportamento in Abissinia, assolutamente senza scusanti.

    Sulle riforme del govern ocinese non mi esprimo: certo vi sono state certe aperture, ma qualche volta si ha l’impressione che potrebbe fare di più, ma non voglia per non toccare i centri di potere politico (beninteso, questo accade anche da noi, vedi il recentissimo caso di Fazio). Il problema dell’individuo e delle società, che tu dici, è vero. ANche in occidente si sente tale problema, ma da noi l’individualità è forte. Sinceramente non so se saprei sacrificarmi per il bene della comunità: per le persone cui tengo si, ma per una comunità indistinta e che non conosco non saprei. Intendiamoci: lodo chi è capace di sacrificarsi, ma non so se io ne sarei capace. Soprattutto se il mio sacrificio fosse deciso da altri: in quel caso non parlerei più di sacrificio, ma di condanna. Il sacrificio è tale se sono io a sceglierlo. Se sono latri, direi che si tratta di condanna o di tutt’altro.

    Sulla soglia di povertà i pareri sono discordi. Immagino ciò sia dovuto da lla definizione di “soglia di povertà”: un concetto molto soggettivo.
    Sulla stampa italiana: ovvio che ognuno dica la “sua” verità, ma proprio per questo esiste la possibilità di tanti giornali: leggendone di diversi ci si può far euna idea migliore.
    Direi che rimane l’ultimo punto. Non nego i passi avanti fatti dalla Cina, ma ciò non significa che si possa o si debba tacere su certi casi, tipo quella repressione che ha dato inizio alla nostra discussione, o su certi casi di illiberalità, denunciati da altri esponenti cinesi medesimi. I passi avanti, non possono essere una scusante, ma anzi devono spingerci sempre a migliorare. ALtrimenti il rischio è che su certe cose, alla fine, si decida di non agire o di ignorarle. NOn dico che i lavoratori cinesi debbano essere pagati 2000 euro. Ma che vengano pagati un pò meglio, o che lavorino in condizioni migliori (intendo di sicurezza sul lavoro). Ripeto: nessuno nega le colpe nostre o i progressi fatti dalla CIna, ma ciononostante dobbiamo condannare sempre e comuqnue qualsiasi ingiustizia, o dire se non siamo d’accordo con qualcosa. SOlo così si può migliorare sempre.

  14. Pepito on December 20th, 2005

    Oh, io vorrei visitare la Cina, Giulio, non è che mi daresti qualche dritta?

    Sulla questione: quando ci sono forti interessi personali in gioco è difficile discutere senza accalorarsi…

    Sul fatto che la Cina debba o meno rispettare le “regole del gioco” odierno (ovvero stabilite dall’occidente) beh…. facciamo così, è come per i bambini: se vuoi giocare con me allora devi sottostare alle mie regole…

    Certo non è così semplice, perché in realtà la Cina ha bisogno dell’occidente e l’occidente ha bisogno della Cina. Sarà quindi opportuno trovare un accordo… nulla di strano su questo, no?

  15. pino on December 20th, 2005

    caro giulio non so se tu sia cinese o no.. e in fondo poco importa.. le accuse che muovi al sistema occidentale sono del tutto fondate.. noi siamo west-centrici.. e scordiamo con molta facilità i nostri peccati.. è comodo oltre che umano.. riguardo alle violazioni dei diritti civili in cina.. be su quello non transiggo.. ci sono.. ma come dici tu avete ancora molta strada da fare.. per allora mi auguro che capiate l’importanza del rispetto del singolo..
    di sicuro noi non abbiamo idea ( e neanche possiamo immaginare) che voglia dire gestire una nazione con quasi due miliardi di persone.. fa impressione anche solo parlarne..
    d’altra parte pensare che la cina voglia adeguarsi al sistema di vita occidentale fa paura a molti.. a tutti quelli che hanno capito che “un poco per tutti” vuol dire “non più molto per pochi” e questi non vogliono di certo rinunciare al loro benessere.. guadagnato con il sudore sulla fronte ( dei loro nonni però)
    ci sarebbe da aspettarsi una guerra preventiva da parte degli stati uniti quasi quasi..
    ma la “tua” cina mio caro ha anche tante colpe all’esterno del suo territorio.. non scordiamo l’occupazione del tibet… sicuramente uno stato che minacciava l’indipendenza cinese.. saranno stati almeno in 5/6 milioni… pericolosissimi…
    non puoi difendere ad oltranza le malefatte del tuo governo.. commetteresti lo stesso errore di chi difende ad oltranza gli errori dell’occidente.. guerre preventive per la ricerca di armi di distrazione di massa ( cit. guzzanti)
    etc etc.

    ti lascio con un proverbio siculo
    cu nasci tunnu nun po muriri quatratu!
    mi piacerebbe vedere smentito questo proverbio.. ma fino ad’ora nessuno è riuscito a far tanto..
    ciao
    pino

  16. Giulio on December 21st, 2005

    Caro Gaspare, la nostra discussione e’ cominciata proprio dal tuo dubbio “i cinesi sono cresciuti negli ultimi 27 anni ??” Non te lo ricordi piu’?
    Ma comunque trovo la tua ultima risposta piu’ realistica. E’ vero che noi siamo molto simili, ma nello stesso momento ci sono anche tante differenze, tante, anche fondamentali. Quando vivevo a Roma, vedendo che il lavoro di allargamento del Gran Raccordo non finisce mai per 10 anni, mi veniva in mente una strana idea: se fosse stato in Cina, se ci fosse stato un governo come quello cinese, il progetto sarebbe stato finito in 2 anni! Ma so che questa era puramente una sciocchezza, Italia e’ Italia, Cina e’ Cina. Le cose che fonzionano in Cina spesso non sono adatte per l’Italia e viceversa. Im portante e’ la comprensione o la voglia di comprendere gli altri. La base di comprensione e la conoscenza o la voglia di conoscere.
    La Cina, l’Italia, gli Stati Uniti, o qualsiasi altro paese delmondo, tutti hanno le cose buone e cattive. Pero’ se il punto di partenza e’ la negazione di tutto, anche quello buono, allora non ha piu’ il senso la discussione.

    Caro Pino, su una cosa sono d’accordo con te, cioe’ non avete l’iea della gestione di una nazione con 1 miliardo e 300 milioni di persone. La stessa cosa e’ anche per noi. Anche se l’Italia ha solamente 570 milioni di abitanti, pero’ ha una sua storia e civilta’ millenaria, ha una sua tradizione tutta sua, ha un sistema politico economico sociale tutto diverso da noi. Rispetto e collaborazione non possono che portare bene a tutti, su questo Marco Polo, Mateo Ricci sono buoni esempi. Oggi l’occidente non puo’ fare a meno della Cina e, neanche la Cina puo’ fare a meno del mondo. Dalla parte cinese, questi anni ha imparato tante, tante cose dall’Europa.

    Pero su una cosa non ti condivido, che riguarda il Tibet. Non ti voglio raccontare tutta la storia, di indico solo qualche punto. Alla meta’ del 13simo secolo il Tibet ha cominciato a fare parte della Cina. Nel 1247 i rappresentanti di Tibet hanno concordato con le autorita’ di Kan mongolo, nel 1271 i Mongoli hanno scelto il nome dell’Impero come YUAN, 1279 i mongoli conquista tutta la Cina e diventa la Dinastia dello Yuan e, Tibet diventa una regione amministrativa della Cina, precisamente della Dinastia dello Yuan.

    Forse alcune coseDalai Lama non ha mai detto o non voglio mai dire. Nel Buddismo tibetano c’e’ il rito di reincarnazione. cioe’ questo Dalai Lama e’ la reincarnazione e il continuo del suo predecessore. Pero questa figura del capo religioso e amministrativo e’ ufficializzato storicamente dall’impero cine secondo un antico accordo. Quindi anche la sua e’ stata ufficializzata dal governo della Repubblica Nazionalista Cinese nel 1940. Questo sistema e’ continuoato fin oggi. Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, l’attuale cioe’ il 14simo Dalai Lama e’ stato eletto anche il vice presidente dell’Assemblea Nazionale del Popolo cinese, quivalete al vostro vice presidente della Camera. Di questo lo sai, carro Pino? Se dici che questa e’ l’occupazione e la colpa della Cina, allora l’talia non sta ancora occupando e facendo la colpa in Valle d’Aosta, in Alto Adige, in Sardegna? Certo tu puoi dire che li’ da voi vege un’autonomia. Questo lo conosco, ma tu conosci che anche danoi ci sono 5 regioni autonome com presa quella tibetana?

  17. gaspare on December 21st, 2005

    giulio, veramente la nostra discussione originò dal post sopra: in cui criticavo certe cose dette da Bertinotti, e come il regime e soprattutto la polizia cinese si erano comportati con una protesta di contadini.
    Il discorso della crescita economica è venuto dopo, e comunque mai messo in discussione.

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