Niente di vero tranne gli occhi
Ho finito “Niente di vero tranne gli occhi”, la seconda fatica (?) letteraria di Faletti.
La prima metà del libro è assolutamente noiosa, mentre il ritmo nella seconda parte sale abbastanza. Il plot è veramente insulso, come anche la risoluzione del giallo (chi ci crede ai ricordi che, come imprinting, si trovano nelle cellule?), che si basa principalmente su un trapianto di occhi che viene fatto ad una dei due protagonisti del libro: con questi occhi, che sono quelli del primo morto, riesce alla fine a vedere l’assassino nel momento in cui commetteva il primo delitto.
Direi anche, che Faletti continua nel suo difetto principale: è troppo prolisso nelle descrizioni, peggio di Dannunzio (che pure era una paiga biblica quando iniziava a descrivere ambienti). Se Faletti, nella vita reale è la metà di quanto è prolisso a scrivere, allora direi che mi batte di molto in quanto a logorrea.
Insomma, è un libro che sinceramente non consiglierei, a meno che non vi piacciano i mattoni noiosi e prevedibili.