La Luna di carta
Ieri sera ho finito “La Luna di carta”, l’ultimo romanzo di Camilleri con protagonista Montalbano. Anche questo, come gli altri romanzi, scorre abbastanza piacevolmente, anche se qui si cerca meno il momento comico (ricordo alcuni libri, tipo “Il giro di Boa”, dove, in mezzo al momento di tragedia, vi era anche il momento umoristico), ma anzi riprende costantmeente il tema della vecchiaia che il commisario sente particolarmente.
Sulle indagini non dico nulla, se non che a metà libro certi collegamenti, che il commisario stenta a fare, il lettore (o almeno io) li avrà già fatti e questo mi pone un quesito: mi capita sempre più spesso di leggere gialli dove il protagonista gira a vuoto per buona parte del libro, non riuscendo a fare certi collegamenti che sono banali. Non è che i giallisti, oggigiorno, si prefiggono di riempire un certo numero di pagine e allora allungano la storia (annacquandola), per raggiunger equel numero di pagine?
Il rischio è quello di annoiare il lettore: mi era capitato con Faletti, con un libro della Cornwell (Punto di origine, dove dopo poche pagine avevo già capito che il combustibile per gli incendi dolosi era a base di magnesio, ed era pure evidente), con un paio di libri di Camilleri e con qualche altro giallista.
Tornando al libro, che dire? Penso che valga il prezzo di copertina, ma non è certo al livello di altri libri (molto migliori) con protagonista Montalbano. Piacevole per passare un pò di tempo in relax, magari in ferie, ma nulla di più.