IBSEN
Ho finito di leggere alcune opere teatrali di Ibsen: I pilastri della società, Casa di bambola, Spettri, Un nemico del popolo, La casa dei Rosmer, La donna del mare, Hedda Gabler.
Tra questi drammi quelli che mi sono piaciuti di più sono: I pilastri della società e Casa di bambola.
Essenzialmente si può dire che Ibsen, come molti autori del suo periodo, riporta al centro del dramma l’essere umano, mettendo la società in secondo piano. Anzi, la società compare solo come elemento di contrasto, in quanto limitatrice dell’uomo. Per Ibsen il vero dovere di un uomo è prima di tutto verso se stesso e verso la libertà e la verità, anche a costo di andare contro le convenzioni della società.
Con questo, non dobbiamo vedere connotazioni politiche in Ibsen, il suo è un discorso apolitico, che si ricollega all’uomo in quanto tale (riprendendo un modo di vedere tipico del teatro classico greco), perchè è l’uomo come individuo il soggetto del suo teatro. Da notaare che Ibsen, espressamente, nonvoleva farsi alfier edi un messaggio politico, ma, ritengo, che mirasse essenzialmente a riportare il discorso sull’uomo, dopo che, nei secoli passati, l’oggetto del teatro era stata la Società. per Ibsen, la società è un termine troppo astratto, per potere divenire il metro su sui fondare l’azione dell’uomo. Quest’ultimo si può realizzare solo se persegue l’ideale di verità e libertà intesi non come astrazioni ideologiche, ma come faocltà di scelta e come possibilità di autorealizzazione, scevra da compromessi con la società.
Infine, nelle sue opere, parte preponderante assumono le donne, esseri di palpitante vita, che sorreggono gli uomini e li aiutano, portando avanti la lotta per la libertà e la verità.
Insomma, a me Ibsen è piaciuto tantissimo e mi sento di consigliarlo.