A proposito di Scuola e di Ricerca
Prendo spunto da una notizia letta sui giornali per ricollegarmi a quanto è stato scritto nei commenti di un post di Lexi.
Nel suo post Lexi parlava della differenza tra storici anglosassoni e storici italiani, e del fatto che, se è vero che gl istudenti USA sono tutti ignoranti, non ci si spiega come mai sempre negli USA vi sia una elevatissima produzione di brevetti e invenzioni, oltre che una elevata produzione romanziera e saggistica che denota un certo fermento culturale. Effettivamente riconosco che i nostri storici, quando trattano un argomento tendono ad essere cattedratici e noiosi: non a caso gli sritti storici più popolari sono scritti da giornalisti, come Montanelli ad esempio.
Vi è stato chi ha ribadito il concetto della ignoranza degli americani. Perchè noi Italiani siamo meglio?
Siamo la nazione dove si vendono meno libri. I nostri studenti escono dalla scuola senza una vera preparazione. Ha fatto scandalo, quando, alcuni anni fa (circa 5-6 se non ricordo male) all’esame scritto per notaio, i candidati fecero un numero impressionante di errori grammaticali. Ed erano laureati italiani in legge.
Qualche anno fa, una professoressa di Geografia economica, bocciò molti miei colleghi, chiedendo loro di posizionare la Cecenia (eravamo in pieno conflitto russo-ceceno e ne parlavano tutti i giornali). I risultati furono disastrosi: questa nazione fu posta tra gli Urali, come quarta repubblica baltica, anche in mezzo alla Germania (quindi i russi, stavano, secondo i miei colleghi, invadendo l’Europa).
Siamo sicuri di potere dire che siamo detentori di cultura??? Non credo. semmai direi che le generazioni attuali di studenti non amino leggere e impegnarsi nello studio, e neanche farsi una cultura propria.
Per la cronaca: oggi sui giornali ho letto che in una università americana, grazie ai finanziamenti della CHevron, sono riusciti a ricavare un olio lubrificante per auto dal PET (la plastica delle bottiglie, per intenderci, anche se il PET trova tnatissimi usi, in quanto molto economico, come tipo di plastica). Questo olio è particolarment evalido e sembra essere superiore a quelli attualmente in commercio. Allo stato attuale, l’unico motivo per riciclare il Pet era per la produzione del tessuto PILE, adesso vi è un altro motivo. Ovviamente questa scoperta sarà sfruttata commercialmente dalla Chevron.
ti spiego, con un solo articolo, il limite della ricerca finanziata a scopi commerciali :
http://www.repubblica.it/2005/f/sezioni/scienza_e_tecnologia/scienziatiscor/scienziatiscor/scienziatiscor.html
il problema, spesso, è che si tende a far scena piuttosto che sostanza - anche qui in italia, intendo - per avere finanziamenti : che so, tu stai ricercando proprietà fondamentali senza scopo commerciale e vuoi finanziamenti ? Ti inventi che potrebbe essere utile per la tecnologia ad idrogeno - che fa sempre fico - e i finanziamenti arrivano, sempre con una miopia da spavento, visto che non si rendono conto che finanziare la ricerca fondamentale, dei fondamenti cioè, è utile per un futuro, non certo nell’ immediato.
La tanto bistrattata europa è invece all’ avanguardia - leggi svizzera e cern e LHC 2007 - in certi campi di grande importanza nella ricerca, con scarse applicazioni nel mondo industriale - che gliene frega alla chevron se il bosone di higgs esiste o meno ? Anche gli USA lo sono, ma ultimamente c’è questa rincorsa a fare più pubblicazioni possibili per ottenere più finanziamenti - è una tendenza generale in tutti gli stati - piuttosto che poche e ben fatte e verificate : si ‘aggiustano’ i dati per ottenere il soldo, utile qui come là.
Ciò detto, negli USA vige la massima espressione di ciò che è un’ università di ricerca e sviluppo, mentre è forse più carente, in media, nel livello high school, perciò accade di - per esperienza - di poter parlare con un americano di stuzzcadenti e non di posate, per dire, cioè vi è spesso un alto grad di specializzazione al di fuori del quale a volte si è un po’ zoppicanti, mentre da noi la tendenza è cercare di sapere di tutto un po’. Questo fino a quando non vi erano le promozioni facili senza settembre, e il terribile strazio dei crediti ad infinitum, fino a quando le università, costrette ad essere azienda, per non perdere studenti a causa della loro severità, han dovuto adeguarsi verso il basso e liberare i 18 e i 30, facilitare gli esami, dequalificare, in sostanza, il titolo di laurea che, detto inter nos, vale ora alla stregua di un diploma vecchio. Questo hanno visto i miei occhi, e lo continuano a vedere, in corsi appetibili e dai nomi spettacolari che racchiudono in sè meno di un quarto dei contenuti precedenti, deframmentando corsi e contenuti in una macedonia di ignoranza : ciò che avevamo di buono l’ abbiamo perso, spero non definitivamente.
Una volta, ai colloqui, si chiedeva : dove si è laureato ? Ora si chiede quando, cioè con che ordinamento, per capire se sa qualcosa o non sa un cazzo.
Alea iacta est.
blu, quel che dici è vero, però i fondi pubblici possono essere usati per la ricerca pura (quella priva di applicaizoni commericali, anche se poi, magari scoperte che oggi non sono utilizzabili, magari in un futuro saranno economicamente sfruttabili), mentre i fondi privati possono esser eusati per scoperte commerciali.
Esempio: negli USA i fondi pubblici hanno permesso di scoprire come fermar ela luce in un solido. Dimostrato che si può, ora gli scienziati sono al lavoro per rendere tale scoperta fattibile nella vita di ogni giorno (le ricadute sarebbero principalment eper i chip dei computer e le memorie dei pc).
Sempre negli USA i fondi pubblici osno investiti nella ricerca della fusione fredda (obbiettivo pare conseguito).
Sempre negli USA, la CHevron finanzia e ottiene un nuovo olio lubrificante dal riciclo del PET.
Veniamo all’italia: le aziende dicon che si invest epoco nella ricerca. Ok, ma loro non investono per niente. Come possono avere scoperte o brevetti validi ocmmercialmente se loro non investono??? A meno che non pensino che lo Stato dovrebbe finanziar etal iricerche e poi dar eloro gratuitament ei brevetti. Se invece i nostri imprenditori in passato avessero finanziato la ricerca, adesso avrebbero dei vantaggi commerciali si concorrenti.
blu, quel che dici è vero, però i fondi pubblici possono essere usati per la ricerca pura (quella priva di applicaizoni commericali, anche se poi, magari scoperte che oggi non sono utilizzabili, magari in un futuro saranno economicamente sfruttabili), mentre i fondi privati possono esser eusati per scoperte commerciali.
Esempio: negli USA i fondi pubblici hanno permesso di scoprire come fermar ela luce in un solido. Dimostrato che si può, ora gli scienziati sono al lavoro per rendere tale scoperta fattibile nella vita di ogni giorno (le ricadute sarebbero principalment eper i chip dei computer e le memorie dei pc).
Sempre negli USA i fondi pubblici osno investiti nella ricerca della fusione fredda (obbiettivo pare conseguito).
Sempre negli USA, la CHevron finanzia e ottiene un nuovo olio lubrificante dal riciclo del PET.
Veniamo all’italia: le aziende dicon che si invest epoco nella ricerca. Ok, ma loro non investono per niente. Come possono avere scoperte o brevetti validi ocmmercialmente se loro non investono??? A meno che non pensino che lo Stato dovrebbe finanziar etal iricerche e poi dar eloro gratuitament ei brevetti. Se invece i nostri imprenditori in passato avessero finanziato la ricerca, adesso avrebbero dei vantaggi commerciali si concorrenti.
Sono d’accordo, su questo, però anche a livello pubblico, i finanziamenti sono dati, ad esempio, a chi fa più pubblicazioni perchè -secondo stupide mentalità - significa che magari pproduce di più. E anche a livello pubblico, ci sono più soldi per progetti tecnologicamente sfruttabili piuttosto che per aspetti fondamentali della ricerca : in genere, chi decide, non ci capisce niente, dunque si cerca di infinocchiarlo facendogli vedere pailettes e lustrini : un po’ come, appunto, la moratti, che non capisce - non è una colpa, per carità, ma se sei in quell’ istituzione.. - nulla di come avvenga la ricerca e, soprattutto, cosa significhi la ricerca.
Ovvio che non mi aspetto che la Chevron mi finanzi una cosa del genere, però è anche vero che, se mi ha finanziato una ricerca, per mantenere i suoi soldi, cerco di dirgli quel che vuole sentirsi dire… : te lo assicuro, è così.. : solo che poi uno va a riprodurre gli esperimenti di sti tipi e non torna nulla di ciò che dicono, però loro, intanto, c’hanno i soldi, tu che non hai pubblicato, no…
Poi, ovvio che uno stato, se gli dici ‘fusione fredda’, impazzisce, al pari di quando gli dici ‘idrogeno’.. : e i soldi arrivano, pubblici e privati..
PS sempre nel gioco delle università/azienda, alle università piace sentirsi la luce addosso, e avere più finanziamenti : per farlo, spara paroloni tipo ‘fusione fredda’ ed ‘idrogeno’ : chi non ci capisce un cazzo, in genere, finanzia, sia pubblico che privato, alla faccia di chi fa ricerca in modo meno appariscente ma concreto.