Siamo in recessione??
In questi giorni l’OCSE ha lanciato vari appelli dicendo che l’Italia è in recessione e rischia grosso. Abbiamo chiuso, per il secondo trimestre consecutivo con il Pil Negativo.
Su un forum ho risposto così ad una persona che si poneva il quesito se fossimo nel guano.
Allora: a livello economico-scientifico direi di si. Per le scienze economiche, se una nazione ha un PIL negativo per due trimestri consecutivi, allora è in recessione. Consideriamo che avere un PIL negativo, significa bruciare ricchezza. Quindi si, siamo nella merda.
Siamo alla frutta? Si e no. No, perchè tutto sommato abbiamo delle buone strutture e possiamo riprenderci. Si, perchè a differenza della Germania (che si è rialzata in fretta), lo Stato Italiano ha molti più debiti, quindi può fare una manovra poco espansiva, inoltre devi aggiungere che in Germania tirano le esportazioni (anche se i consumi interni languono), mentre da noi vanno male sia i consumi interni, sia le esportazioni. Quest’ultimo punto è causato dal fatto, IMHO, che i nostri imprenditori non hanno mai seriamente investito, ma si sono sempre accontentati della protezione implicita garantita dalla svalutazione (a volte selvaggia) della lira.
A berlusca non è capitata sfiga. Certo nessuno prevedeva l’Irak o le Torri Gemelle, ma il nostro impegno in irak, da un punto di vista finanziario, è molto minore e non motiva certo un deficit come quello che abbiamo (anche a voler erisparmiare i soldi della missione in Irak, non sistemiamo nulla). Dubito che accadrà come nel dopo seconda guerra mondiale, quando ci fu il piano marshall e i prestiti fatti all’Italia dagli USA era, per il 75% a fondo perduto (quindi senza interessi e senza restituzione di capitali).
L’allarmismo è quinid giustificato. C’è chi fa il paragone con la crisi ifnanziaria del 1992/1993. Paragone, secondo me, fuori luogo per due motivi: 1) quella era una crisi finanziaria, questa è una crisi economica (e quindi molto peggio per la gente), 2) perchè all’epoca, grazie alla svlautaizone della lira le imprese recuperarono competitività e poterono fare fronte ai crescenti impegni dello Stato (ricordate la manovra da 90.000 miliardi fatta all’epoca???).
Cos’altro agigungere? Nulla. Già in passato avevo rilevato e detto alcune cose. Aggiungo solamente che, chi volesse approfondire la questione della finanza pubblica italiana, può comprare il libro di Luca Ricolfi (ne ho parlato qui).
In ogni caso, la strada per risalire è dura e dovrà essere necessariamente percorsa da tutti. Scorciatoie non ce ne sono e nessuno potrà pretendere alcunchè.
grande gaspare. quando scrivi d’economia sei impareggiabile. dovresti farlo più spesso.
grazie
grazie uzi…almeno i miei studi e ciò che spendo nell’aggiornamento servono a qualcosa…..
e invece faccio SAP a progetto….. oh bè, poteva finirmi peggio…
Sono d’accordo.
Ecco, l’ho detto :minghiiiiiia:!