Letture

Tra la settimana scorsa e ieri ho avuto un pò di tmepo libero e così ho potuto leggere tre libri.
Il primo libro è “MACNO”, scritto da Andrea De Carlo. Il libro non mi è piaciuto per niente: troppi punti non spiegati, troppo prevedibile nei suoi sviluppi, e troppo lento nel ritmo. Sinceramente non ho capito quale fosse lo scopo dell’autore, se semplic eintrattenimento o altro. In Ogni caso, di questo libro non salvo nulla. I personaggi e la loro psicologia sono tagliati con l’accetta. Insomma un brutto libro.

Il libro successivo che ho letto è stato “Alta Fedeltà” di Nick Hornby. Di questo autore avevo già letto “Febbre a 90″ e devo dire che mi è piaciuto più di “Alta Fedeltà”. Quest’ultimo libro ha un ritmo certe volte lento, e il personaggio alla fine, non fa nulla: si lascia trascinare dagli eventi, dagli altri e dall’impulso del momento. Il messaggio è un pò confuso: sembra in certi momenti lo spaccato di alcuni trentenni, ma sinceramente se questo è ciò che mi aspetta, preferisco spararmi. Intendiamoci: non è un brutto libro e non è scritto male, ma sinceramente mi era piaicuto di più Febbre a 90, e penso che sia un libro leggero, buono per passare un paio di orette di lettura.

Infine ieri ho finito di leggere “La presa di Macallè” scritto da Camilleri. Devo dire che di Camilleri ho tutto ciò che riguarda Montalbano e devo dir ehce mi piaceva molto come scriveva, il suo sapere alternare momenti di sensibilità e pathos a momenti comici. Ma questa “Presa di Macallè” mi sembra (per dirla alla siciliana), ‘na pighiata pù culu. Ovvero, il libro non mi è piaiciuto: In tersa di copertina è scritto che il libro era volutamente un libro forte, che calcava la mano sul troppo. Forse è così. Ma di sicuro ho trovato il libro senza capo nè coda, e altamente improponibile, quasi assurdo. Questo “troppo”, poi, non diventa fine ad una satira o ad una condanna sociale o altro. Insomma mi sembr aun libro inutile, senza senso e che gira a vuoto.
Da un punto di vista stilistico, che dire?? L’italianizzazione del siciliano, o la commistione del siliano e dell’italiano che dir si voglia, qui è portata ancora oltre (diciamo che se non siete siciliani è progettate di vneir ein sicilia, questol ibro vi insegnerà qualcosina di isciliano…certo la pronuncia farà pena..ma tant’è).

6 Comments so far

  1. monicaBionda on March 31st, 2005

    IO pure mi sono innamorata della scrittura di Camilleri con Montalbano. E mi sono disamorata un po’ con la lettura di altri libri: per me lui rende meno, se non è nel poliziesco. Lessi un paio d’anni fa (credo) La concessione del telefono: luuuungo, noooioso… uffi.

  2. gaspare on April 1st, 2005

    secondo me il segreto di montalbano (e quindi di camilleri) è nell’avere saputo dosare l’elemento comico (certe esplosioni di Montalbano, certe sue consideraizoni su altri personaggi come Augello o Catarella) e elemnto più propriamente giallistico, mettendo sullo sfondo una sicilia che, ovvimaente, conosce bene e quindi riesce a trasporre i “segnali” i linguaggi i codici prorpi della Sicilia, senz aandar enei luoghi comuni.

  3. monicabionda on April 1st, 2005

    Già. Invece, quando si lancia in altre scritture, tende a parlarsi un po’ addosso e la ridondanza non è alleggerita dalla battuta brillante, o dall’ingresso di Catarella che sbatte la porta “Dottori, mi scusasse… “.
    buona giornata

  4. gaspare on April 1st, 2005

    buona giornata anche a te…appena svegliata???

  5. Emanuela on April 1st, 2005

    Non ho letto nulla di Camilleri senza Montalbano, e forse allora ho fatto bene! Ciao

  6. gaspare on April 1st, 2005

    ciao tesorina… come va??? meglio???

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