10 anni di Berlusconi?

Come penso tutti sanno, l’anno prossimo si svolgono le elezioni politiche per il governo centrale in Italia. Si, lo so, in mezzo ci sono le regionali, ma sinceramente quelle non gliene frega niente a nessuno, un pò come la coppa Italia: se la vinci, ma perdi il campionato, insomma non hai salvato la stagione, ma almeno qualcosa nel carniere l’hai messa.
L’appuntamento dell’anno prossimo è importante. Molto importante.
Voi direte: “grazie al cazzo, si tratta di avere per 5 anni il centro-destra o il centro-sinistra al governo”. Ne siamo sicuri???
Riflettiamo un attimo.
Il “famoso” e “famigerato bipolarismo, negli USA e in altre nazioni esiste da un bel pò di tempo. In Italia da poco, e non ha prodotto i grandi risultati che ci si aspettava: vi è sempre un proliferare di partiti e partitini, che anche se hanno lo 0,5% contano un sacco perchè senza di loro cade una maggioranza (questo fenomeno è un pò più diffuso, per ora, nel Centrosinistra), con il risultato che tali partitini possono farsi carico e promotori delle richieste più assurde del pianeta, perchè sanno che, se impuntano i piedi, fanno cadere un governo. In fondo è la vicenda del governo Prodi quando cadde a causa di Bertinotti (il più clamoroso autogoal che la storia politica recente ricordi: mandare a casa l’unico che finora è riuscito nelle politiche a battere Berlusconi senza dovere corteggiare alleati dello schieramento avversario).
Ipotizziamo adesso che vinca il Centrosinistra: a parte che dovranno decidere chi sia il loro leader. A parte che dovranno mettere d’accordo tantisisme anime e idee. Ma soprattutto dovranno resistere al disfacimento e alla dissoluzione provocata dai micropartitini di cui sopra. In altre parole, si rischia una ingovernabilità congenita e un susseguirsi di governi di coalizione, giusto per non eprder ele poltrone (dopo Prodi, si ebbero due governi Dalema e un governo Amato, se non erro).
Ma che succede nel caso contrario??? Ovvero, che succede s evince di nuovo Berlusconi??? Azzardo una previsione: 5 anni di governo duraturo, ma a quale prezzo? E con quali risultati?? Sicuramente si avrebbe un governo con alcune luci, con alcune ombre, molto contestato e non so quanto efficace a livello economico (finor asi è fatto poco in tal senso, non che i precedenti governi della Sinistra abbiano fatto meglio, diciamo che entrambi gli schieramenti hanno influito poco e qualche volt amale, sull’economia). Ma soprattutto, a mio avviso, si avrebbe la definitiva scomparsa del Centrosinistra. Vi sembro pessimista? E perchè? La nostra storia è stata un susseguirsi di lunghi periodi in cui una fazione prend eil sopravvento, fino a quando non avviene un evento “forte”: lasciando stare il periodo mussoliniano, basti ricordare il periodo della Destra Storica (che non centra nulla con gli attuali schiermaenti di destra, si parla di 1861, per intenderci), cui seguono 17 anni di governo della SInistra Storica (anche qui, non c’entra nulla la Sinistra). Poi abbiamo Giolitti per quasi 20 anni. Poi Mussolini. Poi vari governi che hanno tutti il comune dneominatore della DC: in pratica 40 anni di governo di DC che si allea con altri partiti.
Torniamo alla nostra ipotesi: vince di nuovo il Berlusca. Ritenete che la Sinistra possa cementarsi e reggere altri 5 anni, o invece non si separeranno ancora di più fino a scomparire lasciando il posto a macchiette stile girotondini??? Il problema è qui. Perchè alla fine il rischio di non avere più valide alternative coese ad uno schieramento, in questo caso, è alto, e, sinceramente, non l ogradirei molto. Da bravo elettore voglio sempre potere scegliere, e l’idea che uno dei contendenti vinc aper abandono o perchè non esiste rivale, non mi paice molto. Negl ialtri paesi, invece, hanno una tradizione diversa: ad esempio negli USA vi è una vera alternanza, infatti dopo 8 anni di Clinton, gli americani hann oscelto Bush. Magari dopo bush, voteranno un candidato opposto al suo schieramento. Senza il rischio che una delle due coalizioni spairsca, per lotte interne.
E se vince la Sinistra in Italia? Ma se vince la Sinistra, il rischio di un governo che cade ogni mese è alto.
Insomma, sembra che, come ci si muova, si ifnisca, in ogni caso, dalla padella alla brace.

2 Comments so far

  1. Led on March 1st, 2005

    Il problema vero è che in Italia non esiste un vero bipolarismo. Hai citato gli USA. Negli Usa ci sono due sostanziali differenze:
    1- non esistono due linee di schieramento come in italia, ma esistono due partiti principali, uno democratico piu a sinistra e uno repubblicano piu’ a destra, conservatore. In Italia abbiamo tanti partiti, alcuni dei quali non sanno bene dove collocarsi e un sistema elettorale che gli da la forza, come dici tu, di esser ago della bilancia per interi schieramenti. Cosi in USA c’è un bipolarismo vero, in Italia no.
    2- Negli USA c’è un bel ricambio di leader. Dopo due legislature il presidente non può ricandidarsi, e raramente un candidato trombato si ripresenta. In Italia abbiamo le solite facce, e ci ritroviamo ancora Berlusconi e Prodi.
    Alla luce di queste considerazioni, è difficile fare paragoni con altri Paesi; siamo un caso a parte (purtroppo).
    Sono d’accordo sul fatto che la coalizione di sinistra è quella piu’ eterogenea e più inadatta a darci un governo stabile.

  2. gaspare on March 1st, 2005

    Led, concordo con quanto hai scritto, e anzi ti ringraizo per le giuste precisazioni, che io avevo scordato a fare.
    L’unica soluzione sarebbe stata quella di alzare il limite al di sopra del quale un partito può avere i propri rappresentanti, ma nonc redo che avrebbe funzionato: probabilmente avremmo partiti con tante sotto correnti (come con la DC) con il risultato di avere sempre ingovernabilità.
    Per il resto hai ragione tu sul fatto della ineleggibilità dopo due mandati almeno per le cariche più importanti.

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