Sap, malattie e deadline…

Oggi entro in ufficio e dopo 5 minuti mi rendo conto che la mia collega, colei che dovrebbe essere la mia guru, la mia guida, il mio vate nell’infido mondo di SAP, sarà anche oggi assente causa malattia.
Riunione informale.
Discussione su: a che punto simao col progetto???
Mi siedo e appena uno dei capi, con perfetto accento livornese, dice la parola didlaine ben tre volte in una frase, invece della pronuncia corretta di deadline, capisco che sarà uan riunione da tramandare ai posteri.
Improvvisamente avverto una perturbazione… NOn nella Forza, ma a livello intestinale. E infatti, più puntuale delle amorte e delle tasse, il collega, sentendo dei problemi tecnici, se ne esce con la proposta guttalax, ovvero una proposta che, per irrealizzabilità ed elevato contenuto di cazzate, fa letteralmente cagare. Ecco lo sconvolgimento intestinale: presagivo qualcosa.
E quando alla riunione si siede S., ovvero colei che userà il prodotto finale del nostro lavoro, ecco che la riunione assume una connotaizone vagamente apocalittica e si incammina su per il fiume della morte come la barca di Apocalypse Now quando va verso il Colonnello Kurtz.
E mentre lei parla, dicendo che mai, neanche morta userà SBO (il nome in sigla del progetto, menzionarlo in sigla, secondo loro fa molto professional e figo). Preferisce morire incaprettata, rantolante per il soffocmaento autoindotto. Preferisce morire tra i dolori di un cagotto fulminante.
Ammirevole.
Nonostante lei abbia, a 28 anni scarsi, una pelle orribile e le tette in stile “orecchie da cocker”, è da ammirare e quasi la apprezzo anche fisicamente: poche volte negli occhi di una persona, per questioni lavorative, ho letto la stessa detemrinazione e la stessa abnegazione. Sa che la sua è una lotta persa in partenza. Ma ha deciso di non mollare.
Nei suoi occhi si legge la stessa volontà che animò gli Spartani alle Termopili, contro i Persiani. Nei suoi occhi si legge lo stesso spirito di sacrificio che animò gli Zeloti di fronte all’invasione romana.
Nei suoi occhi si legge la stessa voglia combattiva di un politico che si sente escluso da un appalto. Combatterà fino alla morte. Più infida di un commercialista. Silenziosa come una pantegana sul Tevere. Più implacabile di un esattore delle tasse.
Nonostante sappia che dovrà alla fine capitolare, vuole lottare e nel suo sguardo si legge tutto questo.
E tutto ciò è da ammirare.
Nel frattempo la riunione si aggiorna in attesa della collega, poichè lei sola è depositaria dlela conoscenza che forse potrebbe risolver ei problemi tecnici. Fino al suo ritorno il progetto è fermo.
E considerando le bamboline Voodò che si trovano sulla scrivania di S. e la litania in lingua arcaica e sinistra (la vie en rose cantata in dialetto veneto, temo) che si alza dalle casse del suo PC: ebbene credo che la colelga non guarità tanto presto dalla sua malattia.

No Comment

No comments yet

Leave a reply