Nuovo Vecchio Post
Riprendo un post che avevo messo nel mio vecchio blog, in seguito ad uno scambio di idee che è nato nel blog di emanuela zini e riguarda le magagne Rai, che nascono anche dall’incompetenza dei producer italiani e parlo di un altro insuccesso clamoroso della RAI: la chiusura di Cinecittà. Ma il bello è che la Rai già altre volte ha dato prova di grande sagacia nel relizzare i prodotti per la televisione, e facciamo qualche esempio:
1) “Il conto di Montecristo” (scritto proprio così): costato 33 miliardi, era la trasposizione ai giorni nostri de “Il conte di Montecristo”. Non chiedetemi perchè gli autori anzichè Conte lo abbiano fatto diventare Conto…. forse pensavano alla parcella da presentare in RAI. La spesa era giustificata dal fatto che le scenografie tropicali erano realizzate negli studios con il computer. Fu trasmesso da RAI3, ma soprattutto gli effetti al computer erano fatti così bene che: si vedeva lontano un miglio che gli aerei erano i giocattolini radiocomandati, le scenografie computerizzate facevano galleggiare a mezz’aria gli attori (e si vedeva che erano scenografie finte) e stiamo parlando del 1997.
2) La figlia del faraone: costato una ventina e più di miliardi di lire, era tanto una ciofeca che non lo hanno mai mandato in onda e prende la polvere nei magazzini Rai, datato 1998.
Insomma la rai di cazzate ne ha fatte, ma non faceva prima a distribuire questi soldi agli abbonati???? Saremmo stati più contenti.