Non è maialaggine, darling, è fisica
Ieri, mentre ero in Metropolitana sento un ululato dietro di me: una signora chiamava la figlioletta (cazzo, la figlia avrà avuto 20 anni). Sentivi per tutta la Metropolitana questo urlo: “MARTINAAAAAA…MARTINAAAAAAA…. MARTINAAAAA”. Ovviamente la figlia non rispndeva: ci credo, si vergognava a palesarsi, la madre non aveva delle corde vocali, ma un amplificatore da discoteca incorporato (quello stesso che vedi nelle macchine dei tasci o tamarri, ma di questo ne parlo in un altro post).
Eppure questo ululato ha avuto la capacità di trascinarmi indietro nel tempo e di farmi ripensare ad un’altra Martina. Ma non una qualsiasi Martina, ma una ben specifica Martina: una mia collega di università.
Non eravamo amici, ma qualche volta si usciva in gruppo. Lei stava con un tipo abbastanza normale: lei stessa non era niente di particolare, ma quello che catturava magneticamente lo sguardo erano le sue TETTE. Non mammelle, non seni, ma proprio TETTE. Aveva 20 anni all’epoca: quindi non solo aveva due TETTE (viste le dimensioni delle ghiandole in questione, il termine e la dimensione del carattere devono essere quelli), ma le aveva anche abbastanza alte, anche se su questo punto credo fosse aiutata dal reggiseno push up che gliele strizzava all’insù: non ho mai più visto, infatti, due TETTE che erano situate all’altezza dell’ugola (e lei stava in piedi, non distesa). Una sera, so che aveva litigato ferocemente con il suo ragazzo: aveva saputo che lui non la reputava simpatica o spiritosa, ma stava con lei solo per le sue…(bravi, avete indovinato) TETTE. Il suo ragazzo, insomma, era stato abbastanza stronzetto (non proprio stronzo, ne ho visti di peggiori sia maschi che femmine, sia stronzi, che stronze). Quella sera, lei tra una lacrima e l’altra si confidò e fece una domanda retorica a me e alla mia ragazza: perchè i maschi, di lei, notavano solo le tette? Perchè lo sguardo era attirato solo dal seno?
All’epoca non volli dirle la verità: la consolai e la consigliai su come accalappiare il nuovo ragazzo (lei lo aveva già adocchiato).
La mia ragazza dell’epoca (che invece non aveva un gran seno, anzi tutt’altro), in privato, mi fece la stessa domanda. La mia risposta fu: NON è MAIALAGGINE, DARLING, E’ FISICA. Avete presente la legge della gravitazione universale? Due corpi sono attratti da una forza che è proporzionale alla loro massa e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza.
Con le tette è la stessa cosa: più massa hanno, più attirano. I maschi ci provano a resistere, ma non puoi contrastare le leggi dell’Universo. Provi a resistere, sudi per lo sforzo, stringi i denti, ma alla fine cedi e il tuo sguardo viene attirato dalle TETTE.
Non è maialaggine, darling, è fisica.
Bona to vada.
A proposito e per la cronaca: a me piacciono sia le donne formose, che quelle magre (con poco seno); sono due tipi di bellezza differente (che non puoi confrontare proprio perchè differente), l’importante è che riescano a trasmettermi qualcosa, perchè l’aspetto fisico ideale non esiste.