Qualcuno sa dirmi dove è lo spirito critico?
Perchè io in giro non ne vedo. Eppure ci dovrebbe essere: ce lo hanno dato, è una componente fondamentale dell’intelletto e di quel famoso principio dell’autodeterminazione. Come possiamo determinare il nostro destino, o definirci intelligenti se non usiamo lo spirito critico?
Eppure ogni giorno ne abbiamo bisogno: ad esempio per seguire le vicende politiche del nostro paese e del mondo. Sappiamo tutti che ormai siamo in campagna politica per le prossime europee: indipendentemente dai nostri schieramenti e dalle nostre idee politiche, dobbiamo sempre utilizzare lo spirito critco, sia per le idee politiche dissimili dalle nostre, ma anche e soprattutto per criticare le proprie: non dobbiamo mai accettare supinamente ciò che ci viene propinato. E questo lo affermo indipendentemente dalle simpatie che posso avere io o qualche altro. Io la penso in un modo. I miei amici in un altro modo: ne nascono discussioni che diventano scambi di idee, perchè non usiamo slogan, ma ragioniamo sulle cose. E per ragionare, bisogna anche fare autocritica: lo spirito critico è tanto più importante, quanto più abbiamo degli schieramenti. Dobbiamo criticare prima di tutto noi stessi e le nostre convinzioni, dobbiamo criticare il politico che abbiamo eletto o che vogliamo eleggere: siamo sicuri che la sua politica sia la migliore? Siamo sicuri che dice il vero? Siamo sicuri che sia capace? Siamo sicuri che le sue idee siano migliori delle idee degli altri?
Vedete quante domande? Dovremmo tenerle sempre presente, quando decidiamo di interessarci di ciò che ci circonda.
La querra in irak, ad esempio. Non sto a dire se era giusta o sbagliata (chi mi conosce bene sa come la penso). Vi erano motivi a favore, e motivi a sfavore. In entrambi i casi sono presenti sia motivi “umanitari”, sia motivi di convenienza (politica o economica), eppure tante volte ho sentito/letto persone che affermavano la loro idea solo perchè così diceva qualche leader o qualcuno in cui credevano, con il risultato di non saper emotivare le loro convinzioni. Su clarence ho partecipato ad uno scambio di idee con altre persone: alcuni si limitavano agli slogan o ad insultare chi non la pensava come loro. Altri, come ad esempio British Bulldog, motivavano le loro convinzioni: potevo non essere d’accordo con loro, ma sicuramente avevano il mio rispetto, perchè ragionavano su ciò che dicevano.
Ma lo spirito critico non ci serve solo nei “grandi eventi politici”, ma anche nella vita di tutti i giorni: ti piace un libro? perchè? Oppure, ti piace un film e perchè? C’è qualcosa che non va in quello che ti piace o non ti piace? Insomma facciamoci le domande.
Il caso dei bond argentini: nessuno ha avuto un dubbio, quando gli hanno proposto delle obbligazioni che rendevano circa sette volte il rendimento di un BTP? Se si fossero fermati a riflettere per due secondi, forse avrebbero sentito lo stimolo di documentarsi e avrebbero saputo che il rendimento è tanto più elevato quanto maggiore è il rischio. E così anche con Parmalat o Cirio. Le banche hanno le loro colpe, nel caso di Cirio o Argentina bond, ma anche i risparmiatori potevano porsi dei dubbi, ed essere più critici. Nel caso Parmalat è invece accaduto una cosa diversa: una truffa sistematica e qui, pur con tutto lo spirito critico del mondo, difficilmente si poteva prevedere qualcosa, eppure… eppure i bilanci presentevano grande liquidità e un massiccio ricorso ai bond, e questa è una contraddizione. Il risparmatore, magari questo non poteva saperlo, ma chi certificava i bilanci, o i direttori di filiale dovrebbero saperlo. La nota di credito verso Bank of America, non è mai stata controllata, perchè nessuno ha dubitato, perchè nessuno ha mostrato un minimo di spirito critico.
So che direte: i risparmiatori non hanno colpe con Argentina, o Cirio. Perchè dite questo? Riflettiamo: se un amico ci dice che ci vende un lettore DVD utlimo modello a 35 euro, non cisorg espontanea la domanda “come fai a farmi questo prezzo??”. Ammettiamolo, il quesito lo poniamo. E se la sua risposta non è buona, continuiamo a domandare, e siamo pini di dubbi e controlliamo ciò che compriamo. Perchè i risparmiatori non hanno usato lo stersso rigore? Perchè siamo pigri. E porci domande, elaborare un nostro giudizio, verificare ciò che sappiamo o pensiamo, ci costa tempo e fatica. E noi, invece, non vogliamo “faticare”. Vogliamo stare al calduccio nel nostro letto, a dormicchiare, a poltrire. Tanto ci saranno altri a vigilare. Poi accade qualcosa e allora strepitiamo e diciamo che è tutta colpa degli altri. Forse si. Ma forse, se ci fossimo interessati, qualcosa avremmo potuto fare. E forse qualche evento spiacevole lo avremmo evitato.
Con questo non dico che dobbiamo criticare a prescindere: bisogna criticare in maniera propositiva. Criticare e poi riflettere per trovare una soluzione, per trovare una miglioria. Criticare, per mettere a nudo le debolezze, e poi proporre per evitare queste debolezze. Se facciamo questo abitualmente, allora la nostra vita migliorerà. All’inizio è difficile, ma si può fare. Ad esempio capita di stare qualche minuto senza fare niente, in questo caso basta avviare una sorta di conversazione con se stessi riguardo a qualche argomento, cercando di sviscerarlo il più possibile. Poi, con il tempo, questa pratica diventerà un’abitudine e non ci costerà fatica. E questa sarà una cosa altamente positiva: perchè senza spirito critico, allora non siamo noi a determinare niente, ma sono gli altri. E credo che a nessuno piaccia essere il burattino di qualcuno.
Bona to vada