Calliphora

Ho finito di leggere Calliphora, il nuovo romanzo di Patricia Corrnwell con protagonista Kay Scarpetta, l’anatomopatologa inventata dalla scrittrice.
Premetto, per dovere di cronaca, che ho sempre ritenuto che, nel personaggio di Kay Scarpetta, l’autrice adombri molto se stessa (ovviamente in versione idealizzata).
Tornando al romanzo: parte da tre anni dopo le vicende de “L’Ultimo Distretto”, e quindi il processo a Jean Baptiste Chandonne si è chiuso.
Non è un giallo nel senso classico del termine: è un thriller (come viene riportato nella copertina), in cui la Cornwell apporta parecchi cambiamenti.
Il primo, e più evidente, è quello del suo modo di scrivere: i romanzi precedenti erano ambientati nel passato e venivano “raccontati” da Kay Scarpetta, e quindi si usava la prima persona. Nel nuovo romanzo la Cornwell parla al presente, ed in terza persona seguendo le vicende dei vari personaggi che si incroceranno verso la fine del libro. A proposito dei personaggi: le loro situazioni, rispetto all’ultimo libro, sono molto cambiate, ma anche come carattere sono cambiati, in particolare Lucy (la nipote di Kay Scarpetta) e un altro personaggio (di cui non posso fare il nome o rovino tutto) e questo stride con i romanzi precedenti.
La Cornwell, comunque, va ancora più in la: riesuma vecchi personaggi, disegna un intrigo e si riallaccia a vecchie vicende (consiglio: rileggetevi punto d’origine) cambiando e stravolgendo le carte in tavola dando, in alcuni casi, l’impressione di avere voluto barare con il lettore e di tentare di uscire da un vicolo cieco nel quale si era cacciata con i precedenti libri.
Alla fine , molti nodi vengono risolti e altri lasciati in sospeso in modo da fungere da prologo ad un successivo, inevitabile libro.
Detto ciò, aggiungo che penso possa piacere ai fan della Cornwell (sono tra questi), mentre per quanti si avvicinano per la prima volta all’autrice il libro è godibilissimo (anche se non avete letto gli altri libri dell’autrice).
I colpi di scena ci sono e sono ben dosati, anche se qualche volta il lettore di vecchia data può sentirsi tradito. Comunque è un libro che vale il suo prezzo (416 pagine, euro 18,60).
Bona to vada

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