Rimembranze dell’infanzia, ovvero: l’analfabetismo non è male
Da un post di Gattostanco e da una lista di libri, che ho mandato (a proposito Lore, mi è venuto in mente il “Gioco di Ender” e tutti i libri di Dick e il ciclo dei Berserker, in particolare il bellissimo “I Berserker uccidono”) mi è tornata alla mente una mia abitudine di quando ero piccolo (andavo alle elmentari). Ho sempre avuto la passione di leggere, passione ereditata da mia madre (anche lei ama molto leggere) e che ha portato, in certi momenti della mia vita, ad atti inconsulti: ad esempio leggere durante un lungo viaggio in macchina (io, ovviamente, non guidavo) un libro: “La regina della Legione” (libro di fantascienza), che era qualcosa come 200-300 pagine (stiamo parlando di 15 anni fa, non ricordo con esattezza). Il libro lo finii in giornata. Ovviamente amo i libri e non amo molto separarmene… Solo un paio di volte mi osno separato da miei libri: una volta per una mia ex, cui avevo regalato “Il diario del Che in Bolivia” (letture trasversali, anche in politica) e un libro di Osho (un filosofo meditativo indiano), e un’altra volta regalai ad una mia cara “amica” un libro del marchese De Sade: “Justine, ovvero della virtù violata”.
Ma non è di questo che volevo parlarvi, ma di una mia fastidiosissima abitudine di quando andavo alle elementari. Fastidiosa lo dico adesso che ci ripenso, non so se per i miei genitori era un problema (in ogni caso, hanno avuto una grandissima pazienza). Immaginate di stare guidando, immaginate di avere seduto accanto o dietro un bambino che tutto allegro legge tutto ciò che vede per strada: cartelloni, avvisi, manifesti, e altro ancora. Ma non una volta… ma sempre e a voce alta. Esempio: siete sulla tangenziale di Milano, a fianco c’è una serie di cartelloni pubblicitari dell’Ikea, tutti uguali. la macchina va veloce ed il bimbo non fa in tempo a leggere tutto e quindi legge solo (ad esempio) “Ikea Vende…”. Ora supponete che quel bambino legga ogni cartellone, come un disco in loop: quindi sentirete la voce del bambino che ripeterà sempre la stessa cosa, ad ogni cartellone Ikea che incontra durante il tragitto, finche i cartelloni non cambiano (e allora si inizia con un altor motivo). E questo ad ogni tragitto. Quinid voi sentite: “Ikea vende…” Ikea vende”… “ikea vende”… “Banca Carige…” Banca Carige…” Banca Carige….”, Pedone mobili..pedone mobili..pedone mobili… pedone mobili… E questo finchè il ragazzino non diventa veloce da leggere tutto (ma la tortura continua..diventa oslo più lunga)…adesso continuo a leggere, ma libri e soprattutto in silenzio..oppure mi viene da pensare a qualche post (insomma devo occupare la mente con qualcosa nei momenti di vuoto…)
Snervante, vero??? Sono queste cose che fanno pensare che l’analfabetismo certe volte non è male…e che i miei genitori dovevano avere tanta pazienza…
Agneddu e sucu e finìu u vattìu