Troy, il film -2-
Ieri sera ho visto il film Troy. Sicuramente spettacolare, sicuramente bella la fotografia. Ha alcune debolezze: non punto il dito sul fatto che Achille partecipa alla cattura di Troia all’interno del cavallo (secondo la versione omerica, Achille muore prima), o sul fatto che l’amore omosessuale tra Patroclo e Achille sia stato eliminato (chi lo spiega che nella Grecia dell’epoca i rapporti omosessuali anzi erano incoraggiati, in particolare tra un uomo maturo e un giovanetto, che diventava quasi il discepolo dell’uomo maturo), ma qualcosa da ridire sui costumi ce l’ho. Chiarisco un concetto prima: molti hanno gridato allo scandalo perchè è stata eliminato ogni irferimento all’omosessualità di Achille. In realtà, a mio giudizio, la scelta, in tal senso, era obbligata: l’omosessualità nella Grecia antica è un tema assai complesso e investe non solo la Grecia, ma tutto il mondo antico: l’omosessualità diventerà peccato solo con l’avvento del Cristianesimo. In realtà nella Grecia antica (ma anche nel resto del mondo antico) non sarebbe corretto parlare di omosessualità: in realtà il greco antico prima cresceva con la madre (fino ai 6 anni), poi, se maschio, il padre lo portava con sè per fargli da insegnante sulle cose della vita: da qui l’istituzione, nella Grecia, di due zone ben distinte della casa inizialmente e poi di alcuni luoghi pubblici: le zone erano l’androceo (per gli uomini) e il gineceo (per le donne) ed erano luoghi dove erano ammesse solo persone dello stesso sesso. Da qui poi gli amori omosessuali, che, torno a ripetere, non erano tali (in quanto l’omosessualità è, a livello psicologico, ben altra cosa), che erano lo sviluppo di un rapporto che si veniva a creare tra un uomo maturo e un giovanetto, potremmo dire che era il corollario di un rapporto tra insegnante e discepolo: un esempio e una testimoninaza molto importanti li troviamo non solo in tutti i miti greci, ma anche e soprattutto nel Simposio di Platone (bello, ma anche abbastanza complesso per le tematiche trattate), oltre che nella vasta produzione poetica della Grecia classica (in particolare ricorderei la poetessa Saffo).
Dopo questa digressione, passiamo al film. L’errore più evidente è nei costumi e negli usi dei Greci, mentre i Troiani sono abbastanza verosimili: siccome Troia era situata in Turchia, è probabile che il suo popola avesse mutuato gli usi e i costumi dei popoli orientali (in particolare dell’impero Assiro-babilonese, in quanto l’impero persiano verrà dopo). Tali usi e costumi, invece, non facevano assolutamente parte del bagaglio culturale dei greci: le influenze asiatiche si avranno solo con l’età della Grecia classica propriamente detta (che è posteriore alle vicende di Troia). Altro errore commeso è il riferimento al fatto che se i Greci sono sconfitti, gli Ittiti li invaderanno. Gli Ittiti non hanno mai avuto mire oltre il mare, inoltre il loro impero è stato abbastanza breve (riuscirono a sconfiggere gli egiziani, ma non riuscirono a dominarli e alla fine furono definitivamente sconfitti) e in ogni caso erano un popolo essenzialmente di terra: dubito che concepissero flotte di invasione (la loro arma più devastante era il famoso carro ittita, molto lucente per accecare i nemici e con spuntoni laterali per flaciare i suddetti nemici). Alcuni commentatori hanno detto che un errore è stato non fare comparire la cavalleria: in realtà anticamente la cavalleria era poco usata, un uso più intenso della cavalleria si incomincierà a vedere solo con l’esercito persiano e con Alessandro Magno (comunque un uso intensivo della cavalleria si avrà solo con il Medio Evo, nel mondo antico, la gran parte delle battaglie si decideva con la fanteria) per quanto riguarda l’area europea. La cavalleria era fondamentale nelle popolazioni nomadi che avevano anche grandi spazi (ad esempio gli altipiani della Mongolia). Il cavallo era poco usato dai greci (ricordo che la grecia è essenzialmente montuosa e le loro razze di cavalli non erano fatte per la velocità). Infine smonto anche la polemica sulla fisicità di Achille: è vero che era definito piè veloce, e quindi non era molto muscoloso, ma è anche vero che oggigiorno l’eroe, per come lo intendiamo noi, è essenzialmente un uomo massiccio e muscoloso: voi vorreste essere salvati da un uomo che ha il fisico di Mennea o di Antibo??? Inoltre ricordo che le dimensioni, in battaglia contano: non a caso l’ossatura dell’esercito romano era costituito dai canturioni (diciamo che erano la prima linea, un pò come i marines di oggi) che come requisito fondamentale non potevano essere più bassi di 170 cm.
Passiamo al film vero e proprio: degli errori ho detto, eppure nonostante questi (e una famiglia composta da padre, madre due figli, che hanno parlato tutto il tempo, che Giove li strafulmini), il film mi è piaciuto e mi sembra che riprenda la tradizione dei Kolossal in costume di Hollywoodiana memoria (per intenderci: Ben Hur o Cleopatra con Liz taylor), la fotografia è splendida e i personaggi sono azzeccati abbastanza nel loro ruolo sia per la fisicità che per la capacità recitativa. In particolare segnalo Andromaca: veramente brava (per chi non lo sapesse, è la moglie di Ettore). Anche le musiche sono belle e si fanno apprezzare anche i momenti in cui, durant ei massacri, tutto si svolge nel silenzio più assoluto per poi iniziar eocn i fragori e i rumori della battaglia e della confusione più totale. Insomma secondo me il film vale il prezzo del biglietto.