Pant Pant…

Il primo giorno a Palermo e sono già a pezzi. Oggi ho fatto:
1) avanti e indietro per la città, caricandomi la sedia a rotelle per mia madre. Quella bastarda sedia non ne voleva sapere di entrare in macchina: è enorme e non è di quelle che puoi chiudere. Alla fine ce l’ho fatta (tra l’altro lo caricata e scaricata per un totale di 6 volte, perchè prima l’ìho ritirata, poi l’ho portata dal dottore per fargliela controllare) grazie ad un aiuto divino: qualcuno lassù deve avere sentito le mie invocazioni.
2) L’ascensore del mio palazzo era rotto: 7 piani a piedi. Moltiplicate per 8 (le volte che le ho salite e scese oggi).
3) Una simpatica telefonata ricevuta oggi. Non sapete quanto l’ho apprezzata e i “gentili” pensieri che mi ha fatto sgorgare dal cuore.
4) Sono stato dal dentista: per sistemarmi un ascesso ha deciso di intervenire chirurgicamente, ma senza usare l’anestesia locale. Ho fatto la conoscenza del signor Bisturi monouso, delle simpatiche forbici, del simpatico cucchiaio (non quello della cucina) e il dentista si è divertito nell’ordine a: incidere (bisturi), forbici (tagliare alcuni lembi di gengiva), cucchiaio (per scavare nella mia adorata boccuccia). Lo ha fatto un paio di volte, e senza anestesia (ribadisco).
Adesso sono davanti al computer e sono alquanto stanco. Per la cronaca: domani la gironata sarà peggio. Queste sono le volte in cui avrei voluto un fratello a cui delegare un pò di compiti. E invece me li smazzo tutti io. 
Agneddu e sucu e finìu u vattìu.

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