Post vario

Oggi sono tornato a Milano. Almeno per qualche giorno.
Ho preso l’aereo delle 7.50 e questo, come al solito, ha generato una serie di alert inconsci: ogni volta che prendo un aereo la mattina presto, mi sveglio un’ora prima della sveglia, quindi oggi alle 5 del mattino fissavo il soffitto. Arrivato a Milano, ho fatto quel che dovevo e sono andato a due appuntamenti: uno la mattina (per un lavoro???) ed uno nel pomeriggio (che mi sarei risparmiato, ma siccome dovevo…vabbè..).
Adesso sono in un internet cafè, mentre fuori piove. Un mio amico via sms mi chiede, saputo l’orario a cui mi ero svegliato, come stava andando il mio “giorno più lungo”. Tutto sommato bene. E comunque a pensarci bene, non è stato questo il giorno più lungo. Anzi, riflettiamoci un attimo, quando un giorno è “il giorno più lungo”?
Una volta mi è capitato di stare sveglio 37 ore filate per superare la “selection” dell’associazione AIESEC (poi ho dormito per 17 ore…) che consisteva in varie prove, alcune tecniche (redigere un business plan ad esempio) e altre goliardiche. Prima o poi dovrò raccontare qualcosa di quello che mi è successo nell’AIESEC. In particolare ai meeting nazionali, come quando mi hanno fatto trovare la camera dell’albergo smontata (l’avevano rimontata in corridoio)…. si prima o poi dovrò raccontare qualcosa di queste vicende (spero di ricordarmelo… una volta stavo scrivendo un post raccontando alcune cose che avevo già raccontato…eeehhh…la memoria…).
Tornando al discorso sul giorno più lungo. Possiamo ritenere che il giorno più lungo è quello in cui si dorme meno??? O quello in cui il sole tramonta più tardi??? Personalmente ritengo che, al di là di un indubbio valore oggettivo (un giorno è di 24 ore, la rotazione terrerstre si compie in un giorno, il periodo di decadimento di un atomo è quello e basta… insomma ci sono vari esempi), vi è anche un valore soggettivo del tempo. Gli antichi, a riprova di ciò, dicevano “il tempo è denaro”, mentre i latini dicevano “tempus fugit” per indicare che spesso il tempo è poco per fare tutto ciò che dovremmo o vorremmo fare. Personalmente ritengo che il giorno più lungo sia quello in cui abbiamo percezione chiara e distinta di ogni singolo istante, in cui il tempo sembra non passare mai. In altre parole: a tutti noi ci sarà capitato qualche giorno in cui ci annoiavamo a morte ed il tempo sembrava non passare mai, mentre la nostra mente suppurava nell’inedia e nella noia…. Ecco, quello, per me, è “il giorno più lungo”, il giorno in cui la lunghezza percepita si dilata, a causa della noia o di altro, ed in cui un girono invece che di 24 ore, sembra essere fatto di 48 ore o più. Il classico giorno che a distanza di tempo, non ci lascia alcun ricordo tangibile.


Agneddu e sucu e finìu u vattìu

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