Sfida letteraria…
La cara Ste (autrice del blog El Mundo) in un commento al post precedente scrive:
“Io credo nei siciliani che parlano poco, nei siciliani che non si agitano, nei siciliani che si rodono dentro e soffrono: i poveri che ci salutano con un gesto stanco, come da una lontanaza di secoli…. Questo popolo ha bisogno di essere conosciuto ed amato in ciò che tace, nelle parole che nutre nel cuore e non dice….” Ti ricorda qualcuno???”
Effettivamente si, mi ricorda… io questa frase l’ho letta da qualche parte… ma dove???
Era un romanzo. Ne sono sicuro. O almeno un libro. Visto l’Italiano, direi di escludere gli autori siciliani pre Novecento. Per quelli del Novecento escluderei Pirandello, Quasimodo e gli ermetisti in genere.
Chi potrebbe essere??? Sono stato punto sul vivo: la mia memoria fa cilecca.
Gli autori che possono avere detto qualcosa del genere direi che possono essere: Bocca (non è siciliano, ma ha un curioso rapporto di odio-amore verso il sud…), Sciascia e Camilleri. Almeno secondo me.
Propenderei per Sciascia. Ma dove???
Se qualcuno ha la soluzione dell’enigma, me la può scrivere nei commenti.
Io intanto mi sforzerò di ricordare.
UPDATE: TROVATO. Dopo una ricerca e dopo avere scartabellato alcuni libri, ho trovato la soluzione. La frase viene fatta dire da Sciascia ad Ippolito Nievo, nel racconto “Il Quarantotto”. Il racconto è inserito in una breve raccolta di racconti che viene chiamata, dall’autore, “Gli zii di Sicilia”.
La frase non giungeva nuova, perchè questa serie di racconti l’ho letta una paio di volte (l’ultima volta, però è stato un bel pò di anni fa, circa 5-6 anni fa). Il libro è di mia madre, stampato nel settembre del 1963 (e presumibilmente comprato a quell’epoca, in quanto me lo ricordo da sempre a casa). La raccolta comprende i seguenti racconti: “La zia d’America”, “La morte di Stalin”, “Il Quarantotto”, “L’antimonio”.
Tornando alla citazione di Stefania, la frase è detta da Nievo che si rivolge a Garibaldi, commentando il comportamento di un Barone locale. Nievo non si fida del Barone. Garibaldi gli chiede perchè questa acrimonia e Nievo inizia un lungo discorso sui Sicliani e sulla sicilianità. Nell’ambito di questo discorso, vi è il pezzo tratto da Stefania. Nella edizione che ho, si trova a pagina 161. Riportare tutto il discorso sarebbe lungo, quindi soprassiedo (anche se potrei copiaincollarlo per un altro post… mumble mumble….)
Chiudiamo con un’altra citazione: “Le Porte du Durin, Signore di Moria. Dite, amici, ed entrate”. Questa citazione è tratta da…??? Sapete dirmi da dove??? lasciate la rispsota nei commenti. Si vincono ricchi prmei e cotillons…