Collateral e Resident Evil
Ho visto due film: Resident Evil 2 e Collateral.
Iniziamo dal primo. Il film è la continuazione del precedente e, come il primo, è tratto dall’omomino videogioco. Il film l’ho trovato mediocre: effetti speciali mediocri, colonna sonora inesistente, trama nulla. Anche gli attori non si facevano notare per nulla (a parte le due attrici: Milla Jovovich si faceva notare per il bel viso, mentre Siena Guillory si faceva notare per le tette strabordanti dal toppino aderente). Insomma è un film che consiglio a chi è amante del videogioco. Non è neanche un horror. Al limite può andare bene per passare due ore al cinema senza pensare, quasi in catalessi.
Collateral, invece, mi è piaciuto alla grande. Bella la colonna sonora. Bella la fotografia e magistrali i due attori. In particolare mi sono piaciuti i dialoghi: i due personaggi, Vincent il killer (interpretato da Tom Cruise) e il tassista (interpretato da Foxx), dicevo i due personnagi sono speculari. Due facce della stessa medaglia. Il primo è disincantato, cinico, senza illusioni. Per lui, uccidere è un lavoro.
L’altro, invece, ha dei sogni, si fa anche delle illuzioni e si racconta e racconta alla madre delle bugie sul suo futuro lavorativo e sul suo presente. E’ arrendevole. Crede negli altri, entra in empatia con gli altri. Per lui il male è un qualcosa di astratto. SPera in un futuro migliore, ma non vuole rischiare e si trova bloccato dove è.
E siccome sono proprio due facce della stessa medaglia, l’uno attacca l’altro, svelandone i problemi e mettendo in crisi la vita dell’altro: Vincent accusa il tassista di raccontarsi frottole, di vivere nell’illusione, di non affrontare rischi. L’altro rimprovera a Vincent la mancanza di emozioni, la mancanza di una parte fondamentale dell’essere umano, ovvero la sensibilità. E questi dialoghi, per la maggior parte avvengono fissandosi sui primi piani degli attori. I due sono talmente le due facce della stessa medaglia, che quando sarà costretto dalle circostanze, il tassista ripeterà esattamente le frasi del killer, dimostrando che dentro di sè, quell’aspetto oscuro era presente e aspettava solo di uscire e che i due sono molto più simili di quanto si creda.
Per quanto riguarda le singole scene, ho sbavato per la scena dei coyite (dove i due intuiscono di avere un’affinità con gli animali, e forse come finirà la vicenda) e per il dialogo nel Jazz Bar. Da cineteca. IN altre parole, COllateral mi è piaciuto tanto…