Luca Ricolfi, Dossier Italia
Ho finito il “DOssier Italia, a che punto è il contratto ocn gli italiani” di Luca Ricolfi (ed. Il Mulino, 11 euro).
E’ un libro estremament einteressante e che fa chiarezza, dati alla mano, di alcuni punti oscuri della politica italiana degli ultimi anni: ad esempio il famoso buco di bilancio lasciato dalla SInistra. Effettivamente il buco c’era, ed anzi, confrontando le politiche dei governi di Centrosinistra con quelli di Centrodestra, si scopre che il Centrosinistra ha fatto politiche di “destra”, mentre Berlusconi ha fatto poltiiche di SInistra.
E’ anch evero che, escludendo interventi divini, il COntratto con gli Italiani non verrà rispettato.
L’autore, dopo alcune attente analisi, arriva ad un paio di conclusioni: la prima è che in realtà, quando ci si approssima all’anno delle elezioni, qualsiasi governo aumenta la spesa pubblica in maniera consistente. La seconda considerazione è che è sbagliato raigonare in termini di schieramente, nel senso che non è detto che un governo di Centrodestra faccia una politica di destra: ad esempio Bush Jr. ha fatto una politica economica molto espansiva, se dal computo togliamo le spese militari, continua ad essere il presidente che (escludendo Lyndon Johnson) ha aumentato maggiormente la spesa pubblica (tra l’altro i sostenitori di Kerry erano tutti gli uomini più ricchi degli USA tra cui lo speculatore George Soros). Di contro un laburista come Blair ha fatto una politica degna della signora Tatcjer (privatizzazione e riduzione del sociale).
RIcolfi afferma, a mio parere in maniera sensata, che il problema Italia ha due origini: da un lato l’impossibilità di toccare e modificare lo status quo senza suscitar ele ire di chi ci “marcia”, e dall’altro il fatto che negl ianni ‘70 e ‘80 contrariamente al resto d’Europa, l’Italia fosse l’unico paese ad evitar emodifiche e riforme strutturali, come ad esempio una maggiore meritocrazia anche nel pubblico impiego e nel settore privato (i nostri dirigenti erano troppo abituati a competere grazie alla svalutaizone della lira e non per l’effettiva capacita di innovazione e di produttività). Il vero dualismo, per Ricolfi, è tra i modernizzatori e coloro che vi si oppongono e questi due schieramenti sono trasversali e coivolgono rappresentanti di entrambi gli schieramenti.
Personalment elo reputo un ottimo libro che vale completament ela cifra spesa, nonchè un utile sturmento per iniziare a capir ealcune cose dell’Italia degli ultimi anni.
Ciao amico mio, hai cambiato casa??
si…qui è molto megli orispetto a clarence…. uso movable type e non ho rotture varie…. molto molto meglio…
e tu come stai???
Ho lettto anch’io il libro, ma non condivido le tue conclusioni.
Fare una politica espansiva non è nè di destra nè di sinistra, ma è il “segno” che se ne da che che la rende tale.
Bush, come Reagan, ha aumentato la spesa pubblica, ma bisogna domandarsi chi ne ha fruito. Sicuramente non la parte + debole della popolazione, infatti, per fare un esempio, la quota di persone scoperte dalle assicurazioni mediche è aumentata, così come il numero degli abbandoni scolastici, mentre si sono arricchite le scuole ed i servizi alla persona privati, oltre che le aziende che producono sistemi di sicurezza. La forbice tra ricchi e poveri, dati alla mano, è aumentata e non si è ridotta, cioè i ricchi sono diventati ancora più ricchi, mentre i poveri più poveri. Un altro dato a confortare ciò è che la concentrazione della ricchezza è aumentata, cioè la maggior parte della ricchezza americana, che aumenta grazie all’espansione della spesa e del debito pubblico, è concentrata nelle mani di sempre meno famiglie. Clinton, invece, ha sì contratto la spesa pubblica risanando i bilanci, ma, ad esempio, ha anche aumentato la platea dei “coperti” da assicurazione ed ha anche tentato di rivedere il sistema sanitario, bloccato in parte dalle industri farmaceutiche.
Lo stesso vale per Blair e la Tatcher.
Anche per le riforme vale la stessa cosa. Non sono neutre, ma hanno sempre un segno ed è proprio il segno che ne dà la connotazione di destra o sinistra.
Questa è la base dell’economia politica. Se leggi bene il libro di Ricolfi lo si intuisce.
Doze: 1) teoricamente una politica espansiva, poichè presuppone un aumento della spesa pubblica verso le famiglie, in passato era percepita di sinistra.
2) non è detto che meno persone assicurate a livello medico in USA siano persone senza assistenza medica: chi non può permettersi assicuraizone medica, ha diritto all’assistenza gratuita negli USA. Se tu, però, hai un certo reddito, non puoi fruire dell’asssitenza medica gratuita, ma devi farti per forza un’assicuraizne o pagare direttamente l’ospedale.
3) per la cronaca: l’elettorato di Kerry era composto dal ceto più pover, ma anche dal ceto più ricco degli statunitensi.
4) sull’operato di Clinton a livello economico, ha influito anche il boom borsistico che permise un aumento dei redditi di moltissimi americani.
5) ricolfi, nel suo libro, veramente afferma che Bush ha fatto una politica espansiva e che è strano, visto che teoricamente avrebbe dovuto fare una politica più a favore dei ricchissimi, cosa che non ha fatto. Parimenti, Ricolfi, confrontando le politiche attuate dal centrosinistra e dal centrodestra in Italia, fa notare che la politica economica più di “sinistra” l’ha fatta il centrodestra.